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Ladies First recensione: un What Women Want senza la leggerezza degli anni Duemila – Migliori frasi e citazioni

Sacha Baron Cohen e Rosamund Pike guidano Ladies First, una commedia Netflix che immagina una realtà alternativa in cui il matriarcato ha preso il posto del patriarcato. Un’idea brillante che però non sempre riesce a sviluppare tutto il suo potenziale.

C’è stato un periodo in cui Hollywood prendeva un concetto semplice, ci metteva dentro una star simpatica e costruiva intorno una commedia che sembrava una serata passata sul divano senza sensi di colpa. What Women Want era una di quelle cose lì. Ma quello era un altro mondo. In questo devi sentirti in colpa, devi sentirti complice e qualcuno te lo deve far notare col pennarello rosso mentre di espone una presentazione motivazionale in powerpoint spiegandoti la società contemporanea e quel powerpoint è Ladies First.

Bel culo

All’insegna del motto “ho fatto Strehler, ho fatto Ronconi e mo ho fatto i soldi”, Ladies First è diretto da Thea Sharrock, regista teatrale prodigio: a 24 anni era direttrice artistica del Southwark Playhouse. Dieci anni fa è passata al cinema, senza lasciare il teatro, e ora le hanno affidato il remake targato Netflix del film francese Non sono un uomo facile (Je ne suis pas un homme facile). Ladies First parte da una premessa divertente: Damien Sachs (Sacha Baron Cohen), dirigente di un’agenzia pubblicitaria, è maschilista, narciso e convinto che il mondo sia il suo parco giochi personale, prende una testata contro un palo e si risveglia in una realtà alternativa dove il patriarcato è stato sostituito da un matriarcato tossico e dominante. Insomma a me l’idea che Sacha Baron Cohen prenda una testata forte fa già ridere. Il problema è che, malgrado la testata non perde quell’accento da contadinotto della grande nazione del Kazakistan. Eh sì, l’ho ascoltato in italiano, per l’originale non so. 

Insomma la premessa, almeno sulla carta, promette scintille. E un trauma cranico.

Le prime sequenze funzionano bene proprio perché non hanno paura di esagerare. Il mondo di Damien sembra uscito da una convention di nostalgici degli anni Cinquanta: uomini sul divano con la birra in mano, donne in cucina, quote rosa vissute come una concessione umanitaria e colleghe costrette quasi a chiedere scusa per aver avuto dei figli. Un universo talmente caricaturale da diventare immediatamente riconoscibile. E capisci che il mondo di Damien è frutto di un ambiente familiare maschilista, diciamo come poteva esserlo 50 anni fa. Se provo a mettermi sul divano e chiedere birra e arrosticini, la commozione cerebrale me la procura mia moglie. 

Come fai a preferire la carota Sacha????

Poi entra in scena Alex Fox, interpretata da una Rosamund Pike che sembra divertirsi moltissimo a essere la versione femminile del protagonista. È l’unica persona che non accetta le regole del gioco ovvero “e prenditi ‘sta promozione, compra un bel giocattolo a tua figlia e tu regalati un pomeriggio in un resort spa a cinque stelle”. Invece no, Alex vuole essere ascoltata, vuole avere potere e proprio mentre Damien cerca di rincorrerla succede l’imponderabile: un palo sul marciapiede, una botta in testa e improvvisamente siamo in un’altra linea temporale.

Insomma ci mette lo zampino Kang il Conquistatore in libera uscita dal Marvel Cinematic Universe. Da quel momento Ladies First diventa una specie di episodio di Black Mirror scritto da qualcuno che ha appena fatto binge watching di Barbie, letto un paio di thread su X e deciso di mescolare tutto dentro una commedia romantica.

La parte migliore del film è anche la più semplice: mostrare quanto certi comportamenti risultino assurdi quando cambiano semplicemente destinatario. Le battute sessiste, gli ammiccamenti sul posto di lavoro, le molestie verbali, il paternalismo travestito da gentilezza. Quando a subirli è Damien, il meccanismo si illumina come un’insegna al neon.

Il problema è che il film si ferma quasi sempre lì.

Bel culo

Perché il vero tema interessante non sarebbe il ribaltamento dei sessi ma il ribaltamento del potere. E invece Ladies First sembra convinto che basti scambiare uomini e donne di posto per aver completato il discorso. Come se cambiare il conducente di un autobus bastasse a cambiare la destinazione.

Il risultato è curioso: il film vuole denunciare una struttura sociale, ma finisce per suggerire che chiunque salga al comando si comporterebbe nello stesso modo. Una riflessione sul potere, sulle sue dinamiche e sulla sua capacità di corrompere che resta appena abbozzata, come un appunto dimenticato sul frigorifero.

C’è qualcosa che funziona? Insomma… Sacha Baron Cohen è perfetto nel ruolo dello strano… dell’uomo che scopre improvvisamente di essere diventato vulnerabile. Tutta la sezione in cui è alle prese con cerette inguinali, anali e improbabili “reggiscroto” sono nelle sue corde. Rosamund Pike possiede quella miscela di eleganza, sarcasmo e inquietudine che la rende credibile praticamente in qualsiasi universo parallelo. Da soli sono più interessanti del duello che dovrebbero rappresentare.

Il problema è che Ladies First continua a ripetere la stessa idea per oltre un’ora e mezza e diciamo che non siamo di fronte a Kubrick o Tarkovsky, è tutto abbastanza chiaro dopo 20-30 minuti.

Si ride, ogni tanto. Si sorride qualche volta. Ma raramente si arriva a quella leggerezza che rende memorabile una commedia. Il film preferisce ricordarti continuamente quanto sia intelligente il suo meccanismo invece di lasciarlo lavorare da solo.

Alla fine resta la sensazione di aver visto un What Women Want senza la leggerezza degli anni Novanta e Duemila. Una commedia che vuole essere una satira sociale, una satira sociale che vuole essere una rom-com, una rom-com che vorrebbe ricevere una pacca sulla spalla per il suo impegno civile, che al mercato mio padre comprò. O mia madre, sia chiaro.

Non è un brutto film. Anzi, ha intuizioni interessanti e momenti davvero efficaci. Però finisce incastrato nella sua stessa seriosità, nella sua voglia di dimostrare qualcosa a ogni scena. E così il ribaltamento più sorprendente non è quello tra uomini e donne. È quello tra una premessa potenzialmente esplosiva e un film che sceglie quasi sempre la strada più prevedibile.

**½ Non sei andato malissimo ma neanche troppo bene… come il Tottenham

Ecco le migliori frasi e citazioni di Ladies First. 


Le migliori frasi e citazioni di Ladies First

-Ti prego dimmi che non ci hai provato?
-Ha almeno 20 anni di troppo. 

Non mi riempirai di filler il cazzo. Damien

Damien: Ho il pene di un venticinquenne.
Alex:  Buongiorno e quando pensi di ridarglielo? 

Tu non eri la prima scelta, come CEO. Tutti sanno che Guinness ha subito accuse per molestie, quindi hanno nominato un uomo per cambiare l’immagine. Se tu inverti la rotta… è fortuna. Se continua ad andare male è perché sei inadeguato. E comunque vada sei troppo emotivo e aggressivo per il compito. Quello che dicono tutti in giro, no? Essere un uomo al comando è sfiancante. Nessuno ti ascolta, e semmai dovessi osare di esprimere frustrazione ti dicono che ti devi rilassare. Quante volte al giorno senti questa frase? Tu non ti devi rilassare, Harry. Devi poter fare il tuo lavoro. Quando bevi la Guinness non è: “Ti devi rilassare”. Tu SEI rilassato. Alex

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