The Boys 5 – Il gran finale: la serie più cattiva della TV ha perso la battaglia contro la realtà

La quinta stagione di The Boys ha confermato una cosa: nessuno al mondo sa mischiare splatter, meme culture, critica sociale e disagio sessuale come questa serie. La fine arriva dopo che ha girato in tondo come un reel motivazionale su TikTok.
C’è stato un momento, durante questa quinta stagione di The Boys, disponibile su Prime Video, in cui ho avuto la sensazione che la serie fosse diventata il meme di se stessa. Tipo quei pugili anni Novanta che continuavano a fare comeback a quarantasette anni perché nessuno aveva il coraggio di dirgli “ao, forse basta così”.
E il problema è che The Boys resta ancora intelligentissima, ancora feroce, ancora capace di partorire immagini da neurodelirio lisergico di uno sceneggiatore chiuso per tre giorni in una convention QAnon con Seth Rogen e un abbonamento premium a Pornhub. Però ha girato per troppo tempo intorno agli stessi concetti. E si sente.
La verità è che The Boys avrebbe dovuto chiudere una stagione fa. O quantomeno imparare quella parola che ormai a Hollywood trattano come il glutine: sintesi.
The Boys 5 e il problema delle serie tirate troppo per le lunghe
Perché qui siamo arrivati alla fase “mini-film settimanale”. Puntate da oltre un’ora che si allungano come una riunione Zoom con uno che dice “condivido lo schermo” e poi sparisce per dodici minuti.
La struttura ormai è sempre quella: Patriota/Homelander fa una cosa mostruosa → il mondo impazzisce → Butcher urla → Hughie soffre → Frenchie ha crisi emotive → Kimiko guarda male qualcuno → esplode un corpo. Ripetere per cinque stagioni.
Eppure, paradossalmente, questa quinta e finale stagione ha funzionato meglio della quarta perché smette di fare giri assurdi per riportare i personaggi sempre allo stesso punto, perché siamo arrivati al redde rationem del nostro tempo e prova almeno a mettere al centro dei temi morali più interessanti.
Il genocidio come soluzione pragmatica.
L’immortalità come ansia suprema del nostro tempo e al tempo stesso maledizione. Da Highlander e i Queen arriva il dilemma del “who wants to live forever” applicato a supereroi psicopatici con il carisma di Elon Musk dopo tre Red Bull e un podcast di Joe Rogan.
Da una parte hai Butcher disposto a sterminare tutti i super pur di chiudere la faccenda. Dall’altra Patriota che vuole diventare un dio vivente immortale. In mezzo il pubblico che guarda tutto pensando: “Sì ok, ma comunque la realtà sta correndo più veloce”.

Patriota, Trump e quando la satira viene superata dalla realtà
Ed è questo il vero problema narrativo di The Boys nel 2026: non è più satira futuristica. È diventata cronaca.
Nel 2019 Patriota sembrava una caricatura estrema del populismo mediatico americano. Oggi sembra un senatore qualunque dell’Arizona con un podcast crypto. O un presidente dal grilletto facile.
La serie voleva essere preveggenza distopica, ma nel frattempo la politica americana ha deciso di fare una corsa a perdifiato verso il delirio totale.
Quando Patriota fonda una religione basata su sé stesso, la scena dovrebbe inquietarti. Invece pensi: “Ah, quindi oggi è martedì”.
E qui The Boys ha avuto pure sfiga cosmica. Perché la realtà americana recente è talmente grottesca che ha superato la serie a destra.
Trump che si posta come Gesù generato dall’AI pochi giorni prima della storyline di Patriota-dio è una roba che manco Charlie Brooker dopo tre gin tonic riuscirebbe più a scrivere senza sembrare in ritardo.

Splatter, corpi esplosi e follia visiva: il vero marchio di The Boys
Però attenzione: quando The Boys smette di voler essere “importante” e torna a fare il luna park splatter da squilibrati, resta uno spettacolo meravigliosamente tossico.
Visivamente questa stagione è una goduria malata.
La violenza è finalmente tornata creativa, cartoonesca, divertente.
Teste esplose, corpi squartati, mutazioni assurde, gente che viene fatta a pezzi con la stessa leggerezza con cui nei cinepanettoni si rompevano i lettini da spiaggia.
C’è una qualità quasi slapstick nella carneficina di The Boys. Tipo Evil Dead II diretto da un social media manager cresciuto con LiveLeak e Adult Swim.
E alcune puntate sono puro delirio pop contemporaneo.
La sfilata di celebrity che interpretano sé stesse.
Il caos meta-Hollywoodiano.
Il protagonista che si trasfigura nel suo cane.
Sage che vuole l’apocalisse solo per chiudersi in un bunker a leggere libri in pace – che poi, detta sinceramente, è la fantasia erotica di metà persone sopra i trentacinque che lavorano online. È il MIO sogno bagnato.

La censura assurda di The Boys: tutta la violenza e il turpiloquio del mondo, ma guai a mostrare una tetta
Poi però The Boys continua ad avere questa ipocrisia audiovisiva che ormai fa ridere da sola. È una serie dove i personaggi parlano come un gruppo Telegram di maschi divorziati alle due di notte. Ogni dialogo sembra scritto da uno che ha scoperto simultaneamente Freud, Reddit e gli hentai.
Si parla esplicitamente di qualsiasi pratica sessuale immaginabile, di organi infilati in qualsiasi orifizio noto alla scienza moderna…
…ma guai a mostrare davvero una tetta. Per non mostrare il seno nudo di Firecracker durante la copula con Soldatino ti ritrovi una scena costruita con movimenti di macchina degni di 1917 pur di nascondere una nudità femminile mentre fino a pochi muniti prima tutto intorno volavano intestini, sangue e uomini esplosi come angurie al sole di Ferragosto.
Una roba talmente pudica da sembrare diretta da un algoritmo moralista di Amazon Prime Video.
È il paradosso definitivo dell’intrattenimento americano contemporaneo: puoi vedere uno che viene aperto in due come una piadina romagnola, ma una capezzolo resta più scandaloso del Watergate.
Perché The Boys non fa più paura come una volta
Alla fine The Boys resta una serie ancora capace di divertirti, disturbarti e farti ridere forte. Però è anche una serie che ha finito per assomigliare a quei gruppi rock storici che continuano a fare tour nostalgia: il talento c’è ancora, l’energia pure, ma senti chiaramente che stanno suonando la stessa canzone da troppo tempo.
E forse il problema più grande è proprio questo: sette anni fa The Boys sembrava il futuro. Oggi sembra il telegiornale con più sangue e una fotografia migliore.

La fine di The Boys
Chiusa per sempre, il finale è tondo, soddisfacente, leggermente piatto: abbiamo sacrificato qualche personaggio secondario, chi doveva morire muore, gli altri ci danno una prospettiva rassicurante senza lasciare l’amaro in bocca e lasciando quella vaga sensazione di compiuto, quel tepore che dopo 7 anni di squartamenti e schiaffi di sangue in faccia, stupri, pratiche perverse e tutto l’armamentario hard è già una vittoria.

Le migliori frasi e citazioni della quinta stagione di The Boys
Chi non ama la libertà e i campi?
Li abbiamo talmente riempiti di disinformazione che non riescono a distinguere una clitoride da una clavicola.
-Pubblicare meme dovrebbe essere un reato.
…
-Ah ma dici sul serio?
Gli uomini più forti sono i più soli. Nessuno può capirmi. Patriota
Soldatino: Da quando il presidente lecca le palle ai Super?
Patriota: Da me.
Se non puoi batterli unisciti a loro e poi battili cazzo. Butcher
Dobbiamo alzarci ogni giorno e andare avanti. Frenchie
Ehi bello lo sai che non sono il cattivo, per davvero.
Gesù ucciderebbe per il nostro marketing. Patriota
Puzza come una merda secca in un waffle house
Qui iniziamo le frasi con “sì e…”
-L’unica vera prigione è la paura.
-L’unica vera prigione è la prigione.
Credimi la cosa che le persone non sopportano è chi ti fa sentire stupido. Mi aiuti. Sage
Patriota: Firecracker si è trasferita in un posto migliore.
Abisso: Orlando?
Cosa è più importante? Patriota o qualche cernia di merda? Sage
Butcher… Ho avuto prurito anali meno fastidiosi di te. The Legend
Starlight, mi ricordi una giovane Ursula Andreas, una bellezza senza tempo. Mi pisciò addosso una volta. The Legend
Il petrolio è del tutto naturale e biologico. Abisso
Che la cosa ti piaccia o no è omicidio di massa. Almeno io sono sincera. Sage
Patriota una un suo cuore morbido molto nascosto che ogni tanto esce fuori.
Il più grande inganno del diavolo è stato farvi credere che le noci facciano il latte. Patriota
Posh Spice era il membro più scarso del gruppo. Cantava e ballava a stento, nessun talento evidente, non c’è nemmeno la sua voce in “Wannabe”. Ma questa l’ha fermata? No. Guardatela adesso. È ancora sposata con Beckham, quindici anelli di fidanzamento, 32 copertine di Vogue, insignita dal principe William dell’Ordine del fottuto impero britannico. Sul debutto da stilista avevo i miei dubbi, ma la sua collezione è un pilastro della settimana della moda di Parigi. Vedete, malgrado i suoi evidenti svantaggi, tra cui una tragica incapacità di sorridere, non si è mai arresa e non ci arrenderemo neanche noi. Butcher
Amici americani voi meritate un Dio che risponda al fuoco. Patriota
Cazzo no! Mi strapperebbe le tette partendo dalla vagina.
E questo è per la mia Becca. Butcher
Sa di cazzo sporco… è per questo che piace tanto ai ricconi. Komiko
Tu non sei un mostro Butcher, ma fa male essere umani. Hughie
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