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Ex Machina

ex machinaUn nerd albino vince la lotteria interna di una grande azienda di internet, un motore di ricerca, Google fatte conto; il premio consiste in una settimana insieme al mitico fondatore e amministratore della società nella sua baita nei boschi. 
Arrivato a destinazione il nerd albino, che d’ora in poi chiameremo Caleb ed è interpretato da Domhnall Gleeson, figlio di Brendan Gleeson (sì proprio lui l’attore precedente conosciuto come Ken di In Bruges e mille altri ruoli in mille altri film tra cui anche Harry Potter) trova Oscar Isaac in ritiro spirituale prima di Star Wars-Il Risveglio della Forza che cerca di mettere su muscoli dopo l’esperienza con il gatto dei Coen quando ha interpretato il musicista morto di fame in A proposito di Davis. Oscar Isaac è Nathan, uno talmente ricco che ha passato gli ultimi anni in una baita trasformata in un laboratorio ultra tecnologico per portare a compimento la sua ricerca: produrre un’intelligenza artificiale. Per essere sicuro di essere riuscito, la “cosa” deve dimostrare di saper pensare ovvero superare il test di Turing ovvero quella prova in cui se, un uomo interagendo con una macchina non capisce che si tratta di una macchina, la stessa ha passato il test e siamo di fronte a una vera e propria intelligenza artificiale. Nei confronti di Caleb, Nathan è tutto un “fratello, yo, facciamoci una birra insieme, rolliamoci una canna e parliamo di noi”, ma Caleb è lì per un trucco, è stato scelto da Nathan per testare Ava, il suo androide con un’intelligenza artificiale da lui messa a punto sfruttando le conoscenze accumulate utilizzando proprio i motori di ricerca e i telefoni cellulari per il riconoscimento delle espressioni facciali. Siamo di fronte a un passo evolutivo: Ava non dorme, nun magna, ha la faccia di Alicia Vikander che è pure testimonial Louis Vuitton e quest’anno esce con almeno cinque film.

Insomma, Caleb cerca di fare il test di Turing ad Ava anche se sarebbe il caso di dire che Caleb cerca di farsela mentre Ava si lavora lui. Nell’ambiente asettico della casa laboratorio immerso in una natura selvaggia e spigolosa, arcigna e ostica, il gioco a tre si muove verso i confini dell’etica, della morale, Blade Runner e dell’assurdo. Ava si chiede quale sarà il suo destino, Caleb se la vuole scopare, Nathan lo ha già fatto: lui ha un harem di donne robot, la sua perversione consiste nello studiare delle coreografie per ballare con loro al ritmo delle hit degli anni Ottanta. I tre vanno avanti così tra vodka, vino, ballo, passeggiate e chiacchierate sullo stacostico o il deterministico o il che cazzo se li porta.

Ex Machina non è male: è freddo, algido e affilato, lo sceneggiatore e regista Alex Garland (che ha scritto The Beach, poi lo ha adattato per il cinema e ha scoperto che gli piacciono più le orge dei cinematografari rispetto a quelle dei letterati illustri abituati ad essere depressi anche quando se ammuchiano con una bionda, una mora e anche una rossa; così ha iniziato a fare lo sceneggiatore, principalmente per Danny Boyle e poi ha pensato che se il film oltre a scriverlo lo dirige pure può davvero fare il maschio alfa) Garland dicevo ha buttato dentro due o tre momenti di orrore gotico, come Caleb che prova a scuoiarsi un braccio, ma sono rapidi flash; per lo più il film è una lunga chiacchierata su cosa è umano e cosa non lo è, la vita, l’amore, le vacche, Blade Runner e soprattutto la domanda al centro dell’esistenza: chi lo mette al culo a chi?

Alla fine, qual è la vera morale di Ex Machina? Io credo di averlo compreso: state attenti agli uomini che fanno gli amiconi e poi cercano di usarvi, ma state ancora più attenti agli esseri di genere femminile quando dicono di amarvi a qualunque specie appartengano, umana, animale o robotica perché stanno cercando di fottervi e la cosa potrebbe non essere poi tanto piacevole, anche se a farlo è una testimonial Louis Vuitton.

A proposito, se ve lo state chiedendo: c’è la fica? No, sta Alicia sarà pure testimonial Louis Vuitton ma vi assicura che è mejo vestita da robot con tutti i cavi allo scoperto che nuda come mamma l’ha fatta. Andate al cinema e guardate per credere.

starwarz***½ Non hai mai sentito nominare il Millenium Falcon?

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