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Visioni (di molto) successive/Kingsman: Secret Service

kingsmanChi lo avrebbe detto che Colin Firth sapesse usare la scopa che ha infilata su per il culo? Ha impiegato sei mesi ad asportarla chirurgicamente, ma il risultato è sorprendente. Kingsman: Secret Service è un film incredibile, forse il miglior comic movie dell’anno per un motivo semplicissimo: ci sono tre o quattro delle scene di azione più incredibili della stagione cinematografica e Colin ne è protagonista.
Matthew Vaughn ha rinunciato a X-Men: Days of future past pur di girare Kingsman, tratto da una graphic novel di cui ha contribuito alla realizzazione nel 2012 insieme a Mark Millar di cui Vaughn aveva portato sul grande schermo il già sorprendente Kick Ass. Quello stava ai comic movie quanto Kingsman sta ai film di spionaggio alla 007, ma se è vero che Kick Ass rivitalizzava il genere con nuova linfa vitale, Kingsman è un vero tributo ai film di spionaggio con i gadgets tecnologici esplosivi, i cattivi eccessivi, gli spiegoni che consentivano al buono di pensare una via di fuga e la spensieratezza che da qualche anno si è persa – dietro a lavori, belli sia chiaro, ma molto cupi alla Bourne – Kingsman è un fuoco d’artificio di puro spettacolo e allegria.

Il cattivo di Samuel L. Jackson si chiama Richard Valentine, spassoso produttore di Hollywood con un vistoso difetto di pronuncia, ambientalista convinto che, a un certo punto, capisce che l’unico modo per salvare il pianeta è dare una mazzata alla sovrappopolazione umana. I Kingsman sono un’associazione di agenti supersegreti che difende la pace nel mondo. Uno dei Kingsman, Harry Hart, interpretato da Colin Firth, indaga su Valentine con il supporto di una giovane recluta (Taron Egerton) e ovviamente deve salvare il mondo. Valentine è aiutato da Gazelle/Sofia Boutella, il Pistorius dei killer dei cattivi di un film di spionaggio, è algerina e se non ti ammazza con le lame che ha al posto dei piedi ti stende con le sopracciglia. Potrebbe nascondere un M16 in mezzo a quei cespugli. Avevano pensato a Pistorius per il ruolo del killer dalle gambe amputate ma il sudafricano, in un grande momento della serie “quando la vita supera la finzione”, era troppo impegnato ad ammazzare la moglie per accettare.
C’è Mark Strong nei panni del buono che è un NO clamoroso perché Strong non è buono nemmeno quando sta coi figli (“Figlio, devi aprire gli occhi! Tu sottovaluti la gravità di quello che sta per accadere. Domani, a mezzogiorno, il mondo che conosci… svanirà!”) però ho apprezzato come pronuncia “eccellente” alla Monty Burns.

Il dialogo
Principessa svedese: Se salverai il mondo potremmo fare sesso anale?
Eggsy: Vedrò di sbrigarmi.

bianca****½ Fa un po’ di tutto, anche se tutto quello che fa è bello ma inutile, un po’ come la matematica pura: magari non serve, ma è sublime.

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