Coyote vs Acme, recensione: Wile Coyote contro il capitalismo
Coyote vs Acme è il film che immaginavo da ragazzino guardando Wile Coyote e Beep Beep. Pensavo: ma perché cazzo non denuncia la Acme e la robaccia che produce? Scopro oggi che un giornalista del New Yorker scrisse nel 1990 un articolo strutturato come un processo in cui Wile Coyote denuncia Acme per le sue attrezzature mal funzionanti e la Warner alla fine ne ha tratto un film, affidandolo a Dave Green: una specie di “Chi ha incastrato Roger Rabbit” in cui attori in carne e ossa e location reali convivono con i cartoni animati dell’universo dei Looney Tunes.
Così, dopo l’ennesimo fallimento nel tentativo di sfamarsi con Beep Beep – rivelato con una straordinaria sequenza che recupera in pieno lo spirito dei cartoni animati – causato dall’ennesima attrezzatura Acme difettosa, Coyote decide di denunciare Acme, parte alla volta di Albuquerque, dove trova lo studio legale Avery, Jones, and Maltese (un omaggio agli animatori Tex, Chuck, and Michael). Il pezzo grosso dello studio, Kevin Avery, è un Saul Goodman che non ce l’ha fatta: invade la città di cartelloni pubblicitari e vive nel sottobosco della litigiosità sociale chiedendo rimborsi di poco conto alle compagnie assicurative. Quando Coyote si presenta con migliaia di prodotti fallati, deciso a denunciare la potentissima Acme, il primo istinto di Kevin è fuggire, ma si ritroverà dentro la causa per il perverso funzionamento del sistema legale statunitense.

Le gag di Coyote vs Acme funzionano. Eccome
Il primo livello di lettura di Coyote vs Acme è quello più semplice: funziona? Sì. E pure parecchio. Il film è divertentissimo e coglie in pieno lo spirito dei Looney Tunes. Le gag sono continue e bisogna tenere d’occhio ogni angolo dello schermo: da qualche parte sta sempre per succedere qualcosa. Non ha però la follia tecnica e cinematografica di Roger Rabbit: manca un Bob Hoskins capace di recitare con il vuoto come se gli dovesse dei soldi, manca un Christopher Lloyd indemoniato e soprattutto la regia di Dave Green è molto più ordinaria, quasi televisiva.
Quando Wile Coyote scopre il capitalismo
Poi c’è il secondo livello, quello che non ti aspetti da un film in cui il protagonista passa ottant’anni a cadere dai canyon. Coyote vs Acme è anche la storia di un piccolo studio legale che prova a fare causa a una multinazionale che produce praticamente qualsiasi cosa, possibilmente male, e ha abbastanza soldi da decidere persino quale versione della realtà debba essere considerata vera. Persino Coyote scopre di essere soltanto un altro consumatore spremuto dal sistema: uomini, donne, animali e cartoni animati, per Acme non cambia molto. Basta che continuino a comprare.

La rappresentazione dei “cattivi” – l’avvocato Buddy Carne/John Cena, il “gallo” Foghorn Leghorn, l’opportunista Pellicanus -aderisce perfettamente agli opportunisti, spietati, freddi e ingordi esseri umani pronti a tutto per potere e ricchezza. E poi c’è l’ultima gag, involontaria e meravigliosamente feroce: Coyote vs Acme è un film contro una corporation disposta a sacrificare chiunque sull’altare del profitto che ha rischiato di essere sacrificato dalla propria corporation sull’altare del profitto. Più Looney Tunes di così era difficile.

Che sia arrivato finalmente in sala rende tutto ancora più bello. Wile Coyote, del resto, ci ha insegnato questo: puoi cadere da un canyon, esplodere, essere travolto da un masso e ritrovarti con un’incudine in testa. L’importante è rialzarsi e ordinare un altro razzo. Possibilmente non all’Acme.
***½ Non hai mai sentito nominare il Millenium Falcon?
Ecco le migliori frasi e citazioni di Coyote vs Acme
Le migliori frasi e citazioni di Coyote vs Acme
Mi ricordi me stesso quando ero giovane e non lo dico come un complimento. Avery
Ah dimenticavo: non convalidiamo il parcheggio. Pellicanus
Comportiamoci da avvocati. Cosa fanno i veri avvocati? Jones
In fondo in un motel in tanti fanno la pipì sulla moquette. Avery
Torna da me.
Lei non rida senatore, non la pago per ridere. Crane
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