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Le migliori frasi e citazioni de Le Ali della libertà

“Qui dentro sono tutti innocenti.”. Le ali della libertà è un film di Frank Darabont, uscito nel 1994, tratto dal racconto di Stephen King Rita Hayworth e la redenzione di Shawashank. Nel cast ci sono Tim Robbins e Morgan Freeman. 

Ecco le migliori frasi e citazioni de Le ali della libertà

  • Lei mi ha colpito per la sua freddezza e per la sua incapacità di provare rimorso, signor Dufresne. Mi si gela il sangue soltanto a guardarla. (Giudice)
  • Uno come me lo trovate in tutte le prigioni. Vi serve qualcosa? Rivolgetevi a me. Sigarette, spinelli, se è questo il vostro genere, una bottiglia di whisky per festeggiare il diploma di vostro figlio; qualunque cosa, nei limiti del ragionevole.[1] Sissignori, io sono i “grandi magazzini” di questo schifo di posto. Così quando Andy Dufresne venne da me nel 1949 e mi chiese se potevo portargli Rita Hayworth lì in prigione, io gli dissi: «Vediamo che si può fare.» (Red) [voce narrante]
  • Devo ammettere che Andy non mi colpì particolarmente la prima volta che lo vidi, aveva l’aria di uno che sarebbe caduto al primo soffio di vento. (Red) [voce narrante]
  • La prima notte è la più dura. Su questo non c’è dubbio. Ti fanno restare nudo, come il giorno in cui sei nato, con la pelle bruciata e mezzo accecato da quella merda anti-pidocchi che ti sparano addosso. E quando ti mettono nella tua cella e senti sbattere il cancello, allora capisci che è tutto vero. L’intera vita spazzata via in quel preciso istante. Non ti resta più niente, soltanto una serie interminabile di giorni per pensare. Molti novizi danno quasi i numeri la prima notte e ce n’è sempre qualcuno che si mette a piangere. Succede ogni volta. L’unica domanda è: chi sarà il primo? È una cosa buona su cui scommettere, come ogni altra, credo. Io avevo puntato su Andy Dufresne. (Red) [voce narrante]
  • Ehi! Non hai ancora conosciuto nessuno? Non puoi continuare a startene da solo. Tutti hanno bisogno di amici… e io vorrei tanto esserti amico. (Bogs Diamond a Andy)
  • Qui dentro sono tutti innocenti. (Red a Andy)
  • Ora capivo perché lo consideravano uno con la puzza sotto al naso. Aveva uno strano modo di fare e parlava sempre a voce bassa, una cosa insolita da queste parti. Se ne andava in giro con un’aria spensierata, come se fosse ai giardini pubblici. Sembrava che avesse una corazza invisibile che lo proteggeva dal mondo esterno. E per quel che mi riguarda Andy mi piacque dal primo momento. (Redvoce narrante)
  • Andy aveva ragione: con un giocattolo come quello ci sarebbero voluti almeno seicento anni per scavare un tunnel attraverso il muro. (Redvoce narrante, vedendo il martello da roccia)
  • Bravo! Più lotti e più mi piace! (Bogs Diamond mentre tenta di stuprare Andy)
  • Questo governo ti mette le mani sotto la camicia e ti strizza le tette finché non esce sangue. (Hadley)
  • Credo che un uomo che lavora all’aperto si senta più uomo se può bere una birra ogni tanto. (Andy
  • Stavamo lì seduti, il sole ci picchiava sulle spalle e ci sentivamo liberi. Era come se stessimo asfaltando il tetto di casa nostra, eravamo i signori dell’intero creato. Quanto a Andy, rimase tutto il tempo seduto in disparte, con uno strano sorriso stampato in faccia e ci guardava bere le sue birre. […] Voi potreste pensare che lo fece per ingraziarsi i secondini o magari per farsi qualche amico tra di noi; invece io penso che l’abbia fatto per sentirsi di nuovo come tutti gli altri, anche se solo per poco tempo. (Redvoce narrante)
  • Non voglio privarti di questo, la salvezza è qui dentro. (Samuel Norton)
  • Quelli conoscono solo tre modi di spendere i soldi dei contribuenti quando si tratta di prigioni: più mura, più celle, più guardie. (Samuel Norton)
  • Io dico che queste mura sono strane: prima le odi, poi ci fai l’abitudine e se passa abbastanza tempo non riesci più a farne a meno: sei istituzionalizzato. […] È la tua vita che vogliono ed è la tua vita che si prendono. La parte che conta almeno. (Red)
  • Miei cari amici, è incredibile come vadano veloci le cose qua fuori. Ricordo che una volta quando ero ragazzo vidi una macchina, ma adesso sono dappertutto. Sembra che all’improvviso il mondo abbia una gran fretta. Il comitato per la libertà condizionata mi ha trovato una camera in un posto che si chiama “Il birraio” e un lavoro: sono inserviente in un supermercato. È un lavoro duro. Io faccio del mio meglio ma le mani mi dolgono in continuazione. […] Al direttore non sono molto simpatico. Qualche volta, dopo il lavoro, vado nel parco e do da mangiare agli uccelli. A volte penso che anche Jake potrebbe venire lì, così, per farmi un saluto, ma non l’ho mai visto. Spero che dovunque si trovi stia bene e che si sia fatto nuovi amici. Ho qualche problema a prendere sonno la notte. Faccio spesso dei brutti sogni in cui cado nel vuoto, mi sveglio spaventato e a volte mi ci vuole un po’ per ricordarmi dove sono. Magari dovrei comprarmi una pistola e rapinare il supermercato così mi rimanderebbero a casa; potrei sparare al direttore giacché ci sono, tanto per andare sul sicuro. Ma credo di essere troppo vecchio ormai per fesserie del genere. Non mi piace qui, mi sono stancato di avere paura in continuazione, così ho deciso di andarmene. Non credo che se la prenderà nessuno… A che serve un avanzo di galera come me? (Brooks)
  • Brooks è stato qui (Brooks was here scritta sul muro fatta da Brooks poco prima di suicidarsi)
  • Ancora oggi non so cosa dicessero quelle due donne che cantavano e a dire la verità non lo voglio sapere. Ci sono cose che non devono essere spiegate. Mi piace pensare che l’argomento fosse una cosa così bella da non poter essere espressa con delle semplici parole. Quelle voci si libravano nell’aria a un’altezza che nessuno di noi aveva mai osato sognare. Era come se un uccello meraviglioso fosse volato via dalla grande gabbia in cui eravamo, facendola dissolvere nell’aria, e per un brevissimo istante tutti gli uomini di Shawshank si sentirono liberi. (Redvoce narrante)
  • La cosa strana è che quando ero fuori ero un uomo onesto, dritto come una freccia. Qui in prigione sono diventato un diavolo! (Andy)
  • In fondo continui a fare il lavandaio: soldi invece di lenzuola. (Red)
  • E così esco dalla porta, capito? E sto portando il televisore così; è vecchio e grosso e non riesco a vedere un accidente. All’improvviso sento la sua voce, “fermo ragazzo! Mani in alto!”. E io sto lì immobile con questo catorcio di televisore in mano e la voce mi dice “hai sentito che cosa ho detto, ragazzo?” e io dico “sissignore, ho sentito, ma… ma se lascio cadere quest’affare, lei mi accuserà anche di distruzione di proprietà!” (Tommy)
  • In prigione il tempo scorre lentamente e allora ti inventi qualcosa per passarlo: certa gente colleziona francobolli, altri fanno costruzioni con i fiammiferi. […] In prigione un uomo deve fare di tutto per tenere la mente occupata.(Redvoce narrante)
  • Non è finito niente. Niente! Altrimenti te la vedrai molto brutta d’ora in poi: niente più protezione dalle guardie, ti mando via da quell’albergo a camere singole e ti sbatto nella fossa dei sodomiti, sarà come essere violentati da un treno. E la biblioteca? Chiusa. La farò tornare un magazzino pieno di topi. Prepareremo un bel falò con tutti quei libri in cortile, si vedranno le fiamme per chilometri e ci danzeremo intorno come indiani selvaggi. Mi hai capito? Ti sono chiare le mie intenzioni? Ti sembro insensibile, vero? (Samuel Norton
  • Certe notti sono interminabili in prigione, quando sei solo nell’oscurità con i tuoi pensieri il tempo si allunga come una lama. Quella fu la notte più lunga della mia vita. (Redvoce narrante)
  • Andy era appassionato di geologia, credo che fosse per via della sua natura meticolosa. Le ere glaciali, le derive dei continenti… La geologia non è altro che lo studio della pressione e del tempo, ed è tutto quello che ci vuole: pressione e tempo. (Redvoce narrante)
  • In fondo pensateci bene: non capita spesso di osservare le scarpe di una persona. (Redvoce narrante)
  • “Caro direttore, aveva ragione la salvezza è qui dentro.”(Samuel Norton)
  • Andy Dufresne, che attraversò un fiume di merda e ne uscì fuori pulito e profumato. Andy Dufresne, diretto verso il Pacifico. […] Noi che lo conoscevamo bene, ne parlavamo spesso e ne avevamo di cose da raccontare. […] Certe volte però ero triste pensando che Andy se n’era andato. Ma alcuni uccelli non sono fatti per la gabbia, questa è la verità. Sono nati liberi e liberi devono essere. E quando volano via ti si riempie il cuore di gioia perché sai che nessuno avrebbe dovuto rinchiuderli. Anche se il posto in cui vivi diventa all’improvviso grigio e vuoto senza di loro. Il fatto è che il mio amico mi mancava. (Red)
  • Per quarant’anni ho chiesto il permesso di pisciare, non mi viene se non lo chiedo. Devo guardare in faccia alla realtà: non riesco ad abituarmi alla vita di fuori. Penso continuamente al modo di farmi togliere la libertà condizionata così magari mi rimandano indietro. È terribile vivere nella paura. Brooks Hatley lo sapeva. Lo sapeva anche troppo bene. Io voglio solo tornare dove le cose hanno un senso… dove non devo avere paura tutto il tempo. Una sola cosa mi trattiene: una promessa che ho fatto a Andy. (Redvoce narrante)
  • Caro Red, se leggerai questa lettera vorrà dire che sei uscito e se sei arrivato fin qui, forse hai voglia di andare un po’ più lontano. Ricordi il nome della città, vero?” Zihuatanejo “Mi servirebbe un uomo in gamba per aiutarmi nel mio progetto. Spero proprio che tu venga; c’è anche una scacchiera che ti aspetta. Ricorda, Red: la speranza è una cosa buona, forse la migliore delle cose, e le cose buone non muoiono mai. Spero che questa lettera ti trovi e ti trovi bene. Il tuo amico Andy.” (Andy)
  • Così anche Red (So was Red, scritta sul muro fatta da Red poco prima di partire)

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