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Le (7) cose pazze che Tom Cruise ha fatto per Mission: Impossible 

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Tempo di lettura: 5’12’’

Non prenderemo in considerazione mollare Michelle Monaghan per salvarle la vita, ma Ethan Hunt, alias Tom Cruise, ne ha fatte di cose folli nell’esalogia di Mission: Impossible. La più brillante è stata certamente di legare indissolubilmente il suo nome alla franchigia, produrre e non solo recitare. Anche perché, se lui non fosse il boss, difficilmente troverebbe qualcuno che gli lasci la libertà di fare tutti gli stunt che vuole. Eh sì perché Mission: Impossible ormai fa parlare di sé anche e soprattutto per le cose pazze che Cruise accetta di girare in prima persona per ricorrere il meno possibile agli effetti speciali. 

Per dirne una, nell’ultimo Mission: Impossible – Fallout, uscito a fine agosto, il nostro eroe si paracaduta su Parigi per imbucarsi a una festa (la tecnica HALO – High Altitude Low Open, utilizzata dai soldati inviati dietro le linee nemiche e sono costretti ad aprire il paracadute il più tardi possibile). Avere Cruise che vola a 25mila piedi di altezza, ha costretto la produzione a perfezionare una mascherina speciale che ne illuminasse il volti, in modo che si vedesse in ogni momento che c’era proprio Tom che volava. 

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Detto ciò, nella storia dei Mission: Impossible, quali sono state le scene più “impossibili”? 

La scalata del Burj Khalifa di Dubai in Mission: Impossible – Ghost Protocol

Burj Khalifa Cruise
“Perché io so’ io e voi…”

Correva l’anno 2011 e non era più fico mettere il numero vicino al titolo quindi Mission: Impossible si camuffa (ma guarda un po’!) ed entra in modalità Protocollo Fantasma. Cruise ingaggia Brad Bird, che aveva stupito il mondo con Gli Incredibili e il risultato gli darà ragione.
“C’è un pic..c…c…colo intoppo”. Cosa sarebbe Missione Impossibile senza dei problemi da risolvere? Sarebbe degradato a “Mission: ce la possiamo fare impegnandoci”. Così, quando Benji scopre che non è possibile entrare nel server del Burj Khalifa dall’interno, Tom Cruise/Ethan Hunt è costretto ad arrampicarsi sulle pareti di vetro del grattacielo per raggiungerlo fisicamente grazie all’aiuto di guanti super adesivi che però a un certo punto… smettono di funzionare!

Il colpo a Langley nel primo Mission: Impossible

Non riesco a immaginare un fotogramma più rappresentativo della saga di Ethan Hunt appeso per aria mentre cerca di rubare la lista degli agenti sotto copertura dal computer supersegreto della CIA a Langley, in una stanza con sensori di movimento, di calore, di pressione capaci di rilevare anche una singola goccia di sudore. Insomma, proibito perdere liquidi corporei anche quando un topino (ma chi fa le pulizie alla CIA? Non c’è da stupirsi che l’ISIS stia prendendo a calci in culo il mondo libero) rischia di mandare l’operazione a puttane e Hunt a farsi fottere in galera per l’eternità. 

Inseguimento in elicottero: Mission: Impossible – Fallout

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Se c’è bisogno di pilotare un elicottero per una scena, Cruise non si tira indietro nemmeno se provano a spiegargli che per ottenere il brevetto da pilota sono necessari 3 mesi volando 8 ore al giorno. Così Cruise decise di esercitarsi 16 ore al giorno ingaggiando due squadre che lo addestrassero. Durante Mission: Impossible – Fallout, c’è proprio Cruise ai comandi dell’elicottero e, come ha spiegato il regista Christopher McQuarrie, mentre pilotava tra le vette del Kashmir, inseguiva il cattivo ed evitava di sbattere contro le montagne, l’attore ha dovuto costantemente tenere la cinepresa puntata sull’elicottero di fronte a lui, in modo che le riprese fossero buone. 

Inseguimento con le moto: MI2

Se vi sembra banale, aspettate: Cruise/Hunt prima mette fuori gioco 3 o 4 auto che lo inseguivano con capriole, fumogeni e testa-coda per girarsi faccia ai nemici e svuotare il caricatore, poi usa la moto come scudo mettendo i piedi a terra e piegandosi su un fianco della moto, poi spara guardando nel retrovisore e chiude tutto con un duello stile Sandokan con l’arcinemico Ambrose. (Detto tra noi, ‘sto Ambrose è il meno credibile dei villain contro cui Hunt ha dovuto lottare, se non altro perché è un penoso morto di figa che balbetta e se ne viene nei pantaloni appena Thandie Newton lo guarda, una cosa che potrebbe capitare a me che sono un giornalista/blogger sfigato ma non dovrebbe proprio accadere a uno che fa lo stesso mestiere di James Bond. E che cazzo, so’ le basi!) 

Agguato sul ponte: MI3

La cattura di Owen Davian è stata un’impresa, ancorché avvenuta utilizzando il traffico di Roma a proprio vantaggio, ma ciò non ha fermato i suoi associati dal liberarlo su un ponte. In teoria, ci troviamo in una situazione con una sola via di entrata e una sola per uscire, ma ciò non è un problema se hai la sufficiente potenza di fuoco. 

Stavolta Cruise/Hunt deve arrendersi al suo arcirivale, uno dei più riusciti dell’intera saga grazie anche alla viscida interpretazione di Philip Seymour Hoffman. La sequenza è ricordata soprattutto per il bizzarro volo di Cruise/Hunt in seguito all’onda d’urto dell’esplosione di un suv blindato che letteralmente lo sbatte contro un’auto abbandonata, un’idea che Cruise e il regista J.J. Abrams (scelto per il suo lavoro nella serie televisiva Alias) idearono in un weekend, tanto per fare una cosa un po’ pazza. 

Scalata a mani nude: Mission Impossible II

Tom Cruise ama scalare. Così per John Woo decide di arrampicarsi sulle rocce del deserto del Moab, nello Utah, aiutato solo da un sottile filo metallico. quello che vedete è proprio Cruise che scala davvero il Dead Horse Point, non è stata ricostruita con il computer o la faccia appiccicata sopra a quella di un vero scalatore. Divertentissima la canzone che lo accompagna, Iko Iko di Tap Mama. Ascoltatela qui. Hunt sarebbe in vacanza, ma, appena raggiunta la cima, ecco la telefonata dall’ufficio: “Questo messaggio si autodistruggerà in…”. 

Scena sott’acqua in Rogue Nation

Signora mia, non avete idea cosa si inventano per mettere al sicuro una lista di terroristi e di spie doppiogiochiste. In Mission: Impossibile – Rogue Nation (disponibile su Netflix), Hunt deve hackerare i dati di sicurezza custoditi in un array raffreddato a liquido dentro una camera toroidale. Vuol dire che il toroide è pieno d’acqua. Per entrare, Hunt dovrà saltare da 35 metri, immergersi e trattenere il fiato per circa 3 minuti, evitando le pale del sistema che girano in continuazione. Cruise è davvero saltato da quell’altezza – anche se lo sfondo è stato aggiunto con il computer – poi ha recitato sott’acqua, trattenendo il fiato, dopo aver imparato le tecniche di apnea. In un paio di occasioni, il coordinatore degli stunt di Rogue Nation, Wade Eastwood, ha dovuto fermare Cruise e, a quanto ha dichiarato lo stesso Eastwood, l’attore non l’ha presa bene. “Amico che fai? Sto recitando!”- 

La lista non si esaurisce qui, altre scene sono incredibili e bellissime, alcune anche semplicemente per la costruzione e la loro logica interna: l’hitchcockiana scena all’Opera di Vienna in Rogue Nation; gli echi di Oldboy nella fuga dal carcere di Mosca e la scazzottata nel parcheggio automatizzato di Mumbai (Mission: Impossible – Ghost Protocol), estremamente affascinante per la location da film di fantascienza. Come non citare, l’operazione all’ambasciata nel primo Mission: Impossibile, in cui De Palma sprigiona tutto il suo talento. 

Che poi, alla fine di questa (dotta?) disquisizione, l’unica cosa a cui riesco a pensare è che Tom Cruise si sa arrampicare a mani nude sulle montagne del deserto americano, guidare da dio la moto e l’elicottero, lanciarsi col paracadute come un Navy Seal, stare sott’acqua per svariati minuti, saltare sui tetti di Londra e trombare Michelle Monaghan (mentre con Rebecca Ferguson sta già a buon punto). 

Sapete che c’è? io corro a iscrivermi a Scientology, magari riesco a perdere un paio di chili. 

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4 pensieri riguardo “Le (7) cose pazze che Tom Cruise ha fatto per Mission: Impossible  Lascia un commento

  1. “Protocollo Fantasma” è il titolo che ha alzato l’asticella delle scene d’azione, ma sono particolarmente legato, anche per motivi affettivi (traduzione: John Woo) al secondo capitolo, mi fa piacere vederlo citato due volte in questo bell’elenco 😉 Cheers

    Piace a 1 persona

    • Sarà colpa di quel morto di figa di Ambrose (e la scarsa personalità di Dougray Scott) ma penso sia l’episodio più debole.

      Ghost Protocol l’ho rivalutato molto ogni volta che l’ho rivisto, in sala non mi colpì molto. Colpa mia

      Mi piace

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