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Cosa c’è da vedere su Netflix? Coccinema risponde: The End Of The F***King World

 

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Quando avrete 3 ore libere, il consiglio spassionato è di trascorrerle facendo binge watching della serie tv inglese che trovate su Netflix, The End Of The F***King World, otto episodi da 20/23 minuti che corrono via veloci e coinvolgenti.

Basata sulla graphic novel di Charles Forsman (ambientata in realtà in America e in Italia pubblicata da 001 edizioni), The End Of The F***King World è raccontata attraverso i punti di vista di due ragazzi, James aspirante serial killer che, dopo aver ucciso qualsiasi tipo di animale di piccola taglia, cerca la sua prima vittima umana, e Alyssa, la prescelta di cui sopra, ragazzina dal carattere quanto meno difficile, sboccata, ribelle alle convenzioni che rispetto ad esse finisce con il definirsi solo come cieca furia e reazione.

The End Of The F***King World inizia come un prequel di Dexter e si trasforma in un road movie con aspirazioni indie su due ragazzini in fuga, un po’ Bonnie & Clyde, molto Butch Cassidy (and the Sundance Girl): James e Alyssa scappano di casa, lui per ammazzare lei, lei per raggiungere il padre naturale, e lungo la strada saranno protagonisti di crimini veri e presunti, ma ad ogni modo distruttivi, una gioventù che brucia l’umanità disperata e alienata con cui entrerà in contatto. Nichilisti, egoisti, James anestetizzato alle emozioni, Alyssa lacerata da una fame di vivere e di spezzare ogni costrizione, adolescenza vittima di una genitori incapaci di essere guida, preoccupati di salvare le apparenze e così insicura dal cercare di calarsi nel ruolo dell’amico/amica piuttosto del padre/madre.

Le persone non sono risposte, sono domande in più. Domande tipo “perché sei un cazzo di padre inutile?”. Alyssa

The End Of The F***King World è narrato attraverso un doppio punto di vista su tutto ciò che accade, quello dei due protagonisti, calati in un mondo che non conoscono come Alice che ruzzola nella tana del Bianconiglio, in un rimbalzo continuo di emozioni tra James ed Alyssa, e il rovesciamento delle certezze acquisite: Alyssa è il motore degli eventi e spinge James in una terra di cui imaginava i contorni ma non era preparato ad affrontare è il vero corto circuito della serie.

Nel loro viaggio alla ricerca del padre di Alyssa, i ragazzi attraversano una nazione desolata e desolante, un paesaggio distopico, tra cattedrali nel deserto della solitudine urbana, natura violenta e rigogliosa, pazzi, folli e devastati. Così gli adulti sono più incasinati dei due ragazzi a elaborare un destino umano in balia di varie forme di follia e alienazione.

Bravissimi i due attori: finalmente vediamo sullo schermo due ragazzi e non fatichiamo a credere che lo siano, fisicamente ed emotivamente. Alex Lawther è James, lo avevamo conosciuto nell’episodio Shut Up and Dance di Black Mirror, lei è Jessica Barden, già vista in Penny Dreadful.

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