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Taboo, recensione e cast della serie con Tom Hardy

 

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Diciannovesimo secolo, epoca di grandi cambiamenti. Napoleone aveva messo a ferro e fuoco l’Europa e uno dei più grandi imperi coloniali che ha mai calcato il palcoscenico della Storia fronteggiava la rivalità degli Stati Uniti. In Inghilterra, il legittimo sovrano era malato e il reggente non sembrava avere sorte migliore.

Nell’anno del Signore 1814 James Keziah Delaney torna a Londra per la morte del padre e riscuotere la sua eredità che consiste soprattutto in un pezzo di terra che si affaccia sul Pacifico in uno dei pochi punti dove edificare un porto che consenta di avviare un commercio con la Cina. Delaney fronteggerà la temibile Compagnia britannica delle Indie Orientali, che in quell’epoca era una sorta di Stato nello Stato, la Corona inglese e tramare con spie statunitensi per conquistare con i denti il proprio posto nel mondo. 

A lettori scaltri come voi non sfugge l’attualità di Taboo, la serie ideata da Tom Hardy, il padre Edward “Chips” Hardy e Steven Knight. Siamo in pieno declino dell’impero britannico, grandi conglomerati commerciali dominano il mondo e hanno un esercito e risorse per far tremare i sovrani d’Europa, la chiave della storia è un pezzo di terra strappato agli indiani dal padre di Delaney per commerciare con un fiorente e vastissimo mercato, la Cina. Non è la prima serie tv che prende il nostro secolo e lo viviseziona alla luce del XIX, cercando i primi sintomi dei mali che ci affliggono. Pensate a The Knick, quando l’onnipotenza della scienza iniziò a prendere il posto dell’umanità.

Spiritata e inquietante, Taboo sembra scritta da un alcolizzato con la febbre gialla, un’autentica discesa nel cuore di tenebra del nostro passato e dell’Uomo. Soprattutto, vive sul carisma del suo protagonista, Tom Hardy: l’attore che è stato Bane e Bronson riesce a consegnare ogni battuta così solennemente che sembra il Papa che distribuisce la benedizione Urbi et Orbi. Il suo Delaney è un avventuriero che dopo essere dato per morto in Africa torna in Occidente carico di diamanti e di pratiche magiche che lo rendono un pericolo, un chiaroveggente, un uomo forse in grado di parlare con i morti, un’arma letale per chiunque lo incontri.

Negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, Taboo ha ottenuto un ottimo riscontro. Per la BBC è stato senza ombra di dubbio uno degli show di più successo, anche tra il pubblico più giovane. E’ stata appena rinnovata per una seconda stagione e gli ideatori hanno dichiarato di volerne produrre tre.

Nel cast, detto di Hardy, troviamo attori di enorme spessore come Jonathan Pryce, Oona Chaplin, Stephen Graham, Michael Kelly, Jessie Buckley, David Hayman, Tom Hollander, Jason Watkins, Franka Potente, Jefferson Hall e Ed Hogg.

Comunque Hardy ha vinto la sua battaglia per rilanciare il cappello a cilindro.

Forse non sapete che

Steven Knight ha collaborato con padre e figlio Hardy (sorvoliamo sulle implicazioni di questo rapporto professionale in una serie che pone come base proprio l’ambiguo rapporto di Delaney con il genitore) è noto per aver sceneggiato i film Piccoli affari sporchi e La promessa dell’assassino, per aver diretto e scritto Locke, e per aver creato la serie televisiva Peaky Blinders e lo show Chi vuol essere milionario.

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