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Seria&Co(cci)/True Detective 2: Down Will Come Recap

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Questo recap segue la visione del quarto episodio della seconda serie (Down Will Come) di True Detective, andato in onda lunedì 13 luglio su Sky Atlantic. Qualsiasi spoiler è a vostro rischio e pericolo.
Che cos’è?
True Detective, la serie che ti dà consigli utili per il doposbronza: vodka Smirnoff e Pedialyte.

Che è successo?
Il percorso di Frank/Vince Vaughn è sempre più interessante: vorrebbe darsi alla agricoltura e far crescere gli avocado nel suo giardino grande più o meno come il lago di Bolsena, ma non riesce nemmeno a far impiantare un girino nel ventre di quella gnocca di Kelly Reilly… Così si incazza con il contadino e dà un bacetto alla moglie spiegandogli che non è un momento per un bambino… Come se ci fosse il momento per un bambino. Insomma, sostanzialmente manda a ‘fanculo la moglie sterile. Se serve, Vince, Kelly la ingravido io, ce riesco, ho le prove e pure i ritagli.
Paul/Taylor Kitsch ha avuto una notte agitata. Lo avevamo lasciato tra zoccole e omosessuali al Lux, incerto se scappare o darsi all pazza gioia. Ha scelto la seconda, se è vero che si risveglia con la faccia di uno che si domanda “Perché mi sento come se avessi bevuto dello sperma?”. Alla fine si è fatto il commilitone. Al risveglio, il classico dialogo da giorno dopo: “Sono contento tu lo abbia fatto. Vieni mangia dei waffles… Lasciati andare amico. Sii te stesso. Non è poi così male”. Paul/Kitsch non la prende bene, scappa in taxi, scopre che gli hanno rubato la moto, bestemmia contro il cielo, ma non è chiaro se il motivo è la moto rubata o il sesso consensuale con un uomo. I dubbi del piccolo Kitsch sono pericolosi, ma ha altri cazzi a cui pensare (questa è satira politica, ragazzi, qui si vola alto): all’albergo dove vive lo aspettano i giornalisti, lo assediano, ma non perché gay represso come Heath Ledger in Brokeback Mountain, ma per i suoi trascorsi in Iraq. Lo salva Velcoro, che gli cura il doposbronza grazie al vano portaoggetti dell’automobile dove ha i rimedi della nonna quasi per tutto, fino al delirio schizoide: marijuana, pillole blu, pillole gialle, tranquillanti, vodka e Pedialyte. Con così tanta droga in macchina da sfamare un rave, Velcoro dà anche dei giudizi importanti: i giornalisti sono delle merde (“Una volta uno di loro mi ha detto: Preferisco sbagliarmi di essere il primo piuttosto che avere ragione ed essere il secondo”) e i soldati in Iraq sono degli eroi (Paul: “Esercito. Dipartimento di polizia. Sono stato ad ascoltarli per così tanto tempo che non so più chi cazzo sono”. Velcoro: “Sei un sopravvissuto. Il resto è solo un po’ di polvere negli occhi. Sbatti le ciglia”.) Come suggerimento per la sindrome stress post trauma dei reduci di guerra può andare bene quasi per tutto (“Sbatti le ciglia” può essere il mantra dell’anno: Ti hanno bocciato? Sbatti le ciglia. La Roma è fuori dalla Champions? Sbatti le ciglia. Terminator Genisys fa schifo? Sbatti le ciglia); poi, Ray ricorda di essere un detective e insieme ad Ani pedina la figlia del sindaco. In un interrogatorio svoltosi davanti a una pipa per oppio, tra una fumata e l’altra, la ragazza collega Chessani allo psicologo che curava Caspere e che in passato aveva conosciuto proprio il padre di Ani. Così, la detective, dopo essere andata a trovare la sorellina in un rigurgito di spirito familiare, torna con Velcoro nella casa di cura per ricconi depressi di papà Bezzerides. Oltre a scoprire che il padre era pappa e ciccia con il sindaco del male, il genitore rivela di essere un vecchio porco e deve aver visto il famoso video hard core di Colin Farrell da cui è nata la leggenda che l’attore sia superdotato. Così il guru se ne esce: “Lei ha la più grande aura che abbia mai visto. Verde e nera. Occupa tutta la stanza”. Non siete commossi da una metafora così delicata? E aggiunge: “-Deve aver vissuto un centinaio di vite”. Allorché Velcoro/Farrell interviene subito: “-Non credo di poterne gestire un’altra”. Ovvero, alla fine della serie o schiatto o divento Roberto Saviano.
Nel frattempo Paul/Kitsch ne combina una dietro l’altra. La sua ex, la calda Emily, gli rivela che è incinta: lei aveva gli ovuli che le schizzavano fuori dalle orecchie e, malgrado prendesse la pillola, perfino lui è riuscito a renderla pregna, anzi ci sarebbe riuscita anche la pompetta di Silvio Berlusconi. ‘Ste messicane, macchine per la riproduzione! Paul non vede l’ora di mostrare al mondo le prove della sua virilità: già me lo vedo affacciato alla finestra che mostra il frutto dei suoi lombi ai giornalisti infami e nel frattempo indica quella gnocca di Emily/Adria Arjona urlando “me la sono fatta”. Insomma, il pollo chiede a Emily di sposarlo.

Sposami!
Sposami!
Nel frattempo Frank riscopre il gusto perduto di taglieggiare il prossimo, chiedere il pizzo, minacciare. In un percorso contrario a quello di Michael Corleone (che cerca disperatamente di far diventare la sua famiglia “legale”), dopo che l’omicidio Caspere ha fatto sparire i sudati risparmi di una vita spesa a rubare i soldi della merenda ai compagni di scuola, decide di tornare a fare il boss: si riprende il mignottificio notturno (il Lux Infinitum dove Paul Woodrugh ha trovato la perdizione), convince degli egiziani che preparano un pessimo caffè a procurargli la cocaina da smerciare, chiede il pizzo a un campo profughi per messicani appena scappati dalle spiagge di Acapulco, cerca pure di convincere un produttore di Hollywood, che per inciso è un ex della moglie, a investire nei suoi terreni. Siccome, prima di investire, il ragazzetto deve consultare il suo “manager finanziario”, Frank/Vince gli riserva uno dei suoi sguardi da miope che dovrebbero terrorizzare i giovani produttori di Hollywood e con cui, sono convinto!, ottenne il primo grande ruolo: Norman Bates. Tra l’altro con la moglie non va bene, litigano continuamente e se la prende pure con il suo braccio destro, che sotto sotto sospetta essere d’accordo con i russi per fotterlo.
Paul/Kitsch però non pensa solo a scopare i maschi e mettere incinta le femmine: indagando tra i banchi di pegni, scopre due che stanno rivendendo la roba di Caspere. Prima di andarli a beccare, Velcoro informa Frank. Quando Ani, Ray e Kitsch insieme a una squadra del dipartimento di polizia stringono il cerchio sui sospettati, si trovano coinvolti in una sparatoria senza precedenti. A terra restano stecchiti in parecchi, anche tra i civili. Per una detective nei guai con gli Affari Interni e a cui piace troppo You Porn, un criminale di guerra dall’identità sessuale confusa e un poliziotto corrotto, come potrei dire… mo so’ cazzi.

Come è stato?
Continuo a pensare che il problema di True Detective 2 sia il volere troppo. Stanno cercando di costruire delle trame complesse intorno a ogni personaggi: Velcoro con i suoi problemi personali, la famiglia, il doversi barcamenare tra le indagini, riferire ai capi e al boss che lo paga; Ani con la passione per la pornografia online e la denuncia del suo ex  agli Affari Interni; Paul Woodrugh e la storia dei suoi trascorsi da militare, l’omosessualità, il non accettarsi e il gettarsi nella storia con la dolce e bona Emily. Tra l’altro, per Taylor Kitsch è davvero troppa roba da gestire avendo a disposizione solo la faccia da colica renale. Poi c’è Frank con il suo ritorno al Lato Oscuro (“A volte la parte peggiore di te è in realtà la migliore. Capisci cosa intendo?”), il desiderio di maternità della mogliettina, i business plan da spiegare e le continue lamentele perché uno scippatore gli ha rapinato la pensione davanti alla posta. Insomma, tante parole, tante cose da spiegare e le puntate sembrano interminabili. Almeno, in Down Will Come ci regalano una decente sequenza di azione, una sparatoria furiosa, in cui Ani insegue a piedi un SUV carico di messicani incazzati e armati fino ai denti, mitragliate in mezzo alla gente, duelli alla Mezzogiorno di fuoco. Però, poi mi fermo a riflettere che proprio alla fine del quarto episodio di True Detective (Who goes there) c’era quel meraviglioso piano sequenza in cui Cohle scappava dal ghetto in rivolta dopo l’incursione degli Iron Crusaders e il confronto svilisce ma soprattutto dà un segnale che la produzione cerca disperatamente di ritrovare alcuni punti di forza della prima serie, senza riuscirci. Avrei evitato un riferimento tanto aperto alla prima stagione.
Aldilà di ciò, questo sfoggio di trame e sottostare è spesso banale. Il reduce invischiato nei crimini di guerra, il poliziotto corrotto, il boss in preda alla crisi di mezza età (“Le nuove generazioni vogliono arrivare subito in vetta”. Frank/Vince Vaughn è già un vecchio che si lamenta dei giovani). Giusto Ani/Rachel McAdams ha un profilo interessante, soprattutto quando naviga su You Porn oppure corre: la McAdams in jeans attillati, giubbotto antiproiettile e pistola in pugno è una delle cose più ingrifanti del mondo. potrei vederla correre per una puntata intera, come Pamela Anderson.

True detective bugiardino
Pedialyte: Reintegratore idrosalino nei casi di perdita dei liquidi e sali in forme morbose quali vomito, dispepsia, gastroenterite dell’infanzia. Nel caso di anuria, la somministrazione del prodotto è possibile solo dopo il ripristino della diuresi.

Quante volte Vince Vaughn si è allacciato il bottone della giacca nei primi quattro episodi?
173 (Centosettantatre).

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