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Serial&Co(cci)/1992 Recap: episodi 5 e 6

1992 la serieChe cosa è?
1992 la serie che Giovanni Rana modestamente lo scoprimmo noi.

Cosa è successo?
Cominciamo subito con l’intro prima dei titoli di testa: Pastore è all’ospedale, vicino a lui c’è una che sembrerebbe la fidanzata, si comporta da fidanzata – o almeno da fidanzata molto brava: inizia subito a smanettarlo sotto le lenzuola. Pastore non è che è indifferente, anzi ma si accorge che gli stanno facendo una trasfuzione di sangue e sulla sacca c’è il nome di Mainaghi. Allora Pastore si strappa la flebo e il filo impazzito sparge il sangue sulle pareti, addosso a lui e alla donna. E parte Boosta!!!!
Pastore
Purtroppo – o per fortuna – era un sogno. Al risveglio, ad aspettare che Pastore apra gli occhi, c’è Venturi. Ora che sa il suo segreto è giusto che anche Pastore sappia il suo: gli piace il gioco d’azzardo e si sputtana i soldi alle corse, il poker, i cavalli. Questo scambio di debolezze tra maschi sembra quasi una bella cosa. Allora Pastore parte con lo spiegone su cosa gli è successo e il buon sapore di un minuto prima scivola via dalla bocca. Così ci introducono la fidanzata che si è vista nell’intro e che rivedremo presto. Infatti i due si incontrano, per dirsi addio o lasciarsi definitivamente, ma non è un bel momento: la stronza lo ha mollato perche era malato e ora ha la pagnotta in forno da un altro uomo. Pastore invece ha la polmonite e per uno nelle sue condizioni può essere l’inizio della fine. Questo non la vede la fine del 1992, forse manco campa più de Borselino.
Invece Bibi è innamorata persa de Pastore dopo quella notte, cazzo. Non capisco. Se tromba pure l’ereditiera e la tromba talmente bene che lei alla fine accetta di dargli libero accesso ai documenti delle aziende del padre per scoprire come il sangue infetto sia arrivato in Italia. Ma l’effetto della scopata finisce presto. Bibi è minacciata da uno dai modi malavitosi, poi Borsellino salta in aria (eh no, Pastore campa più di Borselino) e la ragazza se la fa veramente sotto e pensa che forse è meglio trovarsi un altro ragazzo piuttosto che cercare di rimettere insieme il suo corpo smembrato da un’auto bomba. Addirittura la Bibi cambia subito atteggiamento, convoca una conferenza stampa e attacca i giudici politicizzati. Mangano non vi dice niente?
Castello
She’s on fire. Ragazzi lei è davvero fuoco puro. È ingrifatissima. Cerca un nuovo magnaccia. Ha beccato un bel porco, il produttore napoletano che, saggiamente, aveva mollato la puntata prima. Il porco le riempie la testa di stronzate su un ruolo in un film di Salvatores e… E insomma è incredibile le stronzate a cui una donna puo credere in una puntata media di una fiction media. In verità, il filmino glielo fa lui, prima pompino poi pecorina stratosferica. La nostra eroina non sembra divertirsi molto. Il porco vuole che lei dica “Sono la tua troia” – deve essere una specie di provino per Salvatores – ma lei non riesce proprio a raggiungere l’ultima fila del teatro. La scena dovrebbe essere triste disperata, a me ha fatto solo ridere e neanche tanto ingrifato, mi sono anche sentito un po’ imbarazzato, per lei, per noi, così clichè, così di maniera che sembra quasi che queste scene siano messe lì giusto per offrire tette e culi alla platea del satellitare e al pubblico internazionale. Però no, non è così, dietro c’e solo tanta voglia di raccontare il Paese e un orgasmo storico. Questo mica è un biopic su Miriam Leone! Insomma, dopo la cavallina, Veronica è stupida, ma non completamente deficiente, capisce che l’hanno fregata, di nome e di fatto. Scappa, ma gli serve un uomo. Da chi va? Dal deputato-leghista-rugbista che casualmente ha incontrato a una festa. Lui ha curato la sua sottile caviglia da Bambi ferito. Bambi per ripagare l’ospitalità offre subito un lavoretto di mano, ma pure il leghista è triste e imbarazzato, e se ne va. Ma non batte ciglio quando la ragazza gli chiede due milioni per un corso di recitazione. Lui paga. Poi una sera a una festa di radical chic, uno dice una cosa non proprio gentile su Veronica e Bosco gli spacca la faccia. Lei sulle prime si infuria: il classico leghista che picchia delle povere zecche, ma quando scopre che l’uomo stava difendendo il suo onore come un meridionale qualsiasi, lei non resiste: si strappa le mutande lì dove si trova (il dove si trova è un ponte di Romaladrona) e finalmente regala un sorriso al leghista. Bosco è talmente innamorato che la porta alla spiaggia dei gay vicino Roma così nessuno le rompe le scatole. Qui Bosco incontra Bortolotti, il quale si accompagna a un ragazzone, l’uomo è imbarazzato ma Bosco non si accorge di niente. È troppo innamorato, addirittura chiede a Veronica di sposarlo. E lei, per tutta risposta spiega che tra loro c’è un patto: lei gliela dà e lui deve trovargli un posto in Rai. Evviva l’amor.
Bosco
Non avevamo lasciato questa festa? Prima di perdere la testa con l’amore, il leghista si trova subito una gatta da pelare. Un vecchio commilitone ha il cancro, lo ha preso a causa dell’uranio impoverito. Lui si offre di aiutarlo prima di imbattersi nella dura politica del compromesso. Ma quando l’amico gli urla “eh ma sei cambiato te!” (chi non lo ha mai detto in una fiction o serie tv) ecco che il nostro tira fuori l’antica verve da mischia e si presenta in commissione con una relazione: sbaglia tempi, modi e si becca pure una minaccia-reprimenda da un ufficiale della marina mandato per zittirlo. “Lei è un patriota?” Come se la salute dei soldati non fosse un interesse nazionale. Sangue infetto, tangenti ovviamente e uranio impoverito… Che manca? Moggi, la Juve che ruba e il calcio scommesse.
Notte
Disoccupato, ascolta buona musica ma fa troppi pesi, deve essere carica sessuale repressa. Trova London callin’ dei Clash e gli scende la lacrimuccia. Ah come eravamo puri col punk. Torna al lavoro, il lavoro pre-Pubblitalia e deve convincere Giovanni Rana a fare pubblicità. Il tavolo è pieno di tortellini e se io ero Veronica Castello ero già tutta bagnata. Poi mi becco lo spiegone sulla birra Moretti, di come il signor Birra Moretti trovò l’uomo col baffo da mettere sulle etichette e giuro che mi calano fino al corridoio. Secondo me pure a Notte. Per recuperarle feste, discoteca. Becca la Bibi, ma va in overdose. A uno coi suoi precedenti dice sfiga ma va bene alla Bibi: il ragazzo sa cosa fare in caso di overdose anche se io speravo in una scena alla Pulp fiction con iniezione nel cuore. Niente. Puntura sul braccio. Noi italiani siamo un popolo de poveracci. Gli amerigani: puntura sul cuore e una delle scene piu fighe della storia del cinema, noi il risucchio del vomito di Tea Leone. Però almeno nel nostro Paese uno può entrare in farmacia, urlare che ha bisogno di un prodotto che evidentemente serve a scongiurare il sopraggiungere della morte in caso di overdose, incazzarsi e urlare che ha bisogno anche delle siringhe, e la farmacista gli dà tutto. Ah il Sistema Sanitario Nazionale. Senza la ricetta. Senza manco pagare. Pensare che sti due stronzi so miliardari in lire… Insomma, Notte salva Bibi, ma si sente talmente solo e sopraffatto dai ricordi che chiede al suo ricattatore di incontrarlo per bere un campari, forse un rum e cola. Si sbronza e supplica Dell’Utri di assumerlo di nuovo. Dell’Utri si muove a compassione e lo riprende con sè per un rinnovato sforzo di conquistare il paese a suon di pubblicità.
Ma l’idillio finisce presto. Lo licenziano di nuovo perché Fininvest non vuole che Pubblitalia si occupi di politica. Ma Notte è talmente pieno di sé che parte alla volta della Sardegna per convincere Silvio a entrare in politica. Per farlo chiede ospitalità a una vecchia amica, Dalila di Lazzaro.
Je dovrà dà na botta.
Infatti je la dà
Notte is on a mission: incontrare Silvio. Bazzica feste, ma evidentemente non i bunga bunga che Silvio infatti non lo trova mai. Però a Notte je stuzzica la patatina giovane. E se tromba pure la figlia di Dalila. La madre glielo dice che ha 15 anni, ma a lui basta un “mia madre di abbassa l’età perche altrimenti lei sembra troppo vecchia” e lui abbocca. Mica se informa se è vero. Ah se c’era feisbuc. Sta cosa me ricorda tanto un fatto de cronaca che ha coinvolto un premier ma forse me sbajo. Dopo il viaggio in Sardegna, le scopate, la chiave per arrivare a Silvio è la figlia, Barbara, che va a scuola con la sua Viola ed è stata invitata a casa Berlusconi. Nel 1992 ha solo 8 anni. Oggi già si è riprodotta e ha avuto chissà quanti omini. L’unico cosa vera di 1992 è la trattativa che Notte intraprende per convincere la figlia ad andare alla festa di Barbara Berlusconi: sh rosso fiammante e 300mila di paghetta al mese.
Verso il futuro e oltre: il 1993
Verso il futuro e oltre: il 1993
Viva l’Italia

La pioggia di rane

Discorso di Craxi alla Camera è il momento che coglie i nostri personaggi nel mezzo delle loro storie. E l’attentato omicida a Borsellino.

Le cose che ho imparato
Veronica Castello non chiude mai il vetro della doccia. Ci sia mai un produttore che sta a guardare, mica si può deluderlo. 

A fare il meridionale che salva onore di una donna ci si guadagna (quasi) sempre.

Il politico meridionale amico di Bosco è in verità Gep Gambardella: feste, terrazza, champagne e mignotte.

La vera idea di Accorsi era di trombarsene una diversa per ogni episodio. Anche a coppie o a tris se necessario. Ci sta riuscendo benissimo.

La battuta
“Questo è la politica: fare promesse, non mantenerle”. Un po’ grillina a dire il vero.

“La vita è troppo breve per bere prosecco”. 

Momento Cul(t)o

Bosco a Veronica: Questi qua ti vogliono solo scopare. Non ti rispettano.

… Ahahahahahah

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