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Tagstefano accorsi

Made in Italy: recensione. Un film di Ligabue da un’idea di Stefano Accorsi

Il rocker emiliano porta sul grande schermo le storie semplici che, da sempre, costituiscono la spina dorsale della sua musica. Luciano Ligabue le ha definite “persone perbene, che hanno problemi e li risolvono”. È così Made in Italy: brave persone affrontano i problemi comuni di tutti i giorni – le corna, gli stronzi sul lavoro, gli stronzi in discoteca, gli stronzi in macchina – però che depressione e che noia, sembra di trovarsi a sfogliare l’album fotografico di una luna di miele in Italia ad agosto, o guardare un film sentimentale commuovendosi come un vecchio davanti a un lavori in corso, mai uno scatto o una sorpresa, una serpentina alla Messi, solo buon senso, solo corsa alla Lele Oriali. 

the young pope paolo sorrentino

The Young Pope: recensione, riassunto, migliori battute e altre cazzate degli ultimi due episodi e commento alla chiusura della prima stagione

Gli ultimi due episodi di The Young Pope sono stati la perfetta consustanziazione della luce e dell’ombra sorrentiniana. Episodio 9 è un perfetto gioiello in cui il discontinuo talento visivo del regista si combina con una narrazione perfetta, in cui tante piccole storie esemplari confluiscono in un fiume narrativo che chiude alcune delle linee di racconto che ci avevano accompagnato nei precedenti otto episodi.

L’arbitro, il calcio è come la vita vera, anzi peggio

Qua e là Zucca, aiutato dai suoi attori, trova il modo di riprendere sprazzi di locura, come il ballo di Cruciani nella stanza d’albergo o la confessione dello stesso “principe degli arbitri”, che col prete si lamenta dei calciatori pronti a imbrogliarti appena giri gli occhi perché “chi manca di rispetto al regolamento, manca di rispetto a me”.