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Iron Man 3: Ciao, sono Tony Stark, miliardario, playboy filantropo e in questo film non pronuncio neanche una frase memorabile

iron man 3Un campanello di allarme ha squillato fin da subito nella mia testa riguardo a Iron Man 3. Non è stato il deludente secondo episodio quanto il nome del regista, Shane Black. Io sono un fautore del motto “Ognuno il suo mestiere”. Nemmeno Kiss Kiss Bang Bang mi aveva fatto cambiare idea riguardo allo sceneggiatore che infiammò gli anni Ottanta con Arma Letale e L’Ultimo dei boyscout, che scomparve dal giro e riapparve proprio con la pellicola che rilanciò un altro figlio di quell’era, che si era perso tra vizi, droga, rock ‘n’ roll e alcol, Robert Downey Jr. Il campanello riguardava una sorta di debito di gratitudine che Robert voleva pagare a Shane, mettendogli in mano il giocattolone Marvel, sapendo che gli avrebbe riservato buone battute, un po’ di caciara fracassona, giudicando che il grande pubblico e gli appassionati di questa mutazione genetica del sequel (per la prima volta seguito addirittura di due film, Iron Man 2 e The Avengers) avrebbero riservato incassi per consentire a Robert di scialacquare un po’ e per un po’ di tempo in altri progetti a cui sembra maggiormente interessato.
Così la crisi post battaglia di NewYork di Tony Stark che vediamo in Iron Man 3 sembra la crisi di interesse di Downey Jr. verso il personaggio e il suo guscio, Iron Man. Il miliardario-playboy-filantropo soffre di crisi di panico e di post traumatic stress mentre all’orizzonte compaiono dei nuovi nemici, Il Mandarino e i suoi seguaci minacciano gli Usa con una escalation del terrore.
I problemi di Iron Man 3 sono molti e vanno bel al di là dei nemici sul campo. Innanzitutto, la ricerca del supereroe di una proprio strada per uscire dalla crisi esistenziale intervenuta alla scoperta di un universo ostile non diventa il motore degli eventi ma solo una sua complicazione nel raggiungimento degli obiettivi. Nel far ciò, si potrebbe obiettare, Iron Man 3 ci travolge di azione, esplosioni, spettacolo? Non tanto, non bene, non intrattenendo. La maggior parte delle sequenze di azione sono soprattutto caciarone e troppo confuse, se ne salvano un paio (come il recupero volante dei passeggeri dell’Air Force One e la distruzione di casa Stark); un passo indietro anche quanto a simpatia: lo Stark guascone era una certezza ma qua tra attacchi di panico e insicurezze varie il Tony che conosciamo è andato a farsi benedire.
La cosa che mi ha deluso più di tutte è il cattivo, il tanto atteso Mandarino. (ATTENZIONE SPOILER). Il mercato cinese è importante, bisogna girare delle scene in Cina, ingaggiare degli attori cinesi per vedere aperte le porte delle sale di Pechino, Shanghai e tutte le altre città di quella grande nazione. E visto che Iron Man sta entrando come un ospite a capo chino non è proprio ammissibile che il padrone di casa sia descritto come un terrorista spietato. Ecco che uno che si fa chiamare il Mandarino è diventato una vaga icona più binladenesca che una cineseria, protagonista di una minaccia patinata che trasmette video sulle principali emittenti televisive americane che sembrano girati dal regista dei videoclip di Justin Timberlake e non da uno che almeno dovrebbe dare la parvenza di quello che si sta nascondendo. Poi, con una mossa veramente alla Shane Black, scopriamo che tutto è una posa, una messa in scena per nascondere un altro nemico che il Mandarino è poco più che un attore da Shakespeare nel parco, che si droga e fa le ammucchiate con delle tettone pure bruttine. E non è manco cinese!!!
La cosa interessante di Iron Man, ma che ha lavorato sotto traccia, è il contrasto tra l’effettiva minaccia terroristica che opera attraverso uomini mutati geneticamente per essere delle macchine autorigeneranti, mortali, fortissime e perfette mentre il nostro eroe malfunziona nella mente, nel cuore e nella sua armatura; per venire a capo della situazione deve spogliarsi del suo guscio, armarsi di pistola e dei gadget costruiti con le sue mani nel garage di un ragazzino – come nel primo Iron Man quando Stark si ritrova nella grotta prigioniero e costruisce la sua prima armatura – e attaccare al cuore la base terroristica. Rimane indifeso e spogliato dell’esoscheletro, un po’ come Robert Downey Jr che sembra francamente stanco del personaggio e della sua armatura.

Come per ogni Marvel, consigliamo di aspettare la fine dei titoli di coda, con una scena molto molto divertente e un cartello che mi ha lasciato interdetto.

PS: travolto dall’hype ho messo gli AC/DC come suoneria del telefonico e questi qui me li hanno tolti dal film. Cioè, la “sigla” di Iron Man non si sente neanche una volta. Mortacci vostra.

fightclub** Ragazzi, state commettendo un grosso sbaglio.

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4 pensieri riguardo “Iron Man 3: Ciao, sono Tony Stark, miliardario, playboy filantropo e in questo film non pronuncio neanche una frase memorabile Lascia un commento

  1. bha…l’aver sfruttato un villain come il Mandarino a ‘sto modo ha lasciato anche me decisamente con l’amaro in bocca.
    Oltretutto l’inserimento della AIM come struttura di cattivoni (purtroppo senza le caratteristiche tutine gialle e i caschetti a cilindro sob sob) apriva spazi interessanti nella continuity che la Marvel si sta costruendo in casa sui suoi pupilli calzatutoferromagliati..per cui…bha.
    Un po di delusione anche nella scena dell’ ammucchiata degli amichetti in festa con tutte le armature progettate dal buon Tony per incidenti e calamita, che come detto risulta confusionariotta, e non ne esalta la profondità di Hype che avrebbe portato un buon lettore di fumetti ad aprire la patta e scioccare i bimbetti presenti alla proiezione di fronte al suo membro duro e alla susseguente copiosa polluzione.
    Ma d’altronde se alla Marvel si sono messi in testa di sparare tra i prossimi progetti quello dei Gardians of the Galaxy, con un procione armato di mitra, una nipote di Mubbarak verde e un uomo albero che fa na pippa agli Ent di Tolkien…e L’OMO FORMICA…direi che la miglior cosa l’han fatta affidando The Avengers a Giosc Uidon che quantomeno qualche fumettello l’ha masticato..
    Nel complesso rispetto ad una media di roba uscita decisamente peggiore qua e la si fa guardare…ma si…lascia l’amaro in bocca per qualcosa come la saga Extremis e tutto il risvolto umano del buon Tony buttato la come una braciola a una grigliata di pasquetta :V

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  2. ah e aggiungo che non riesco ancora a capire perche non spendano due lire per riprendersi i diritti da Sony e Fox di Spiderman e Wolverine..veramente non ce sto dentro..sopratutto perche porta a arzigogoli narrativi de merda come usare Iron Patriot che dovrebbe essere Orborn di Spiderman addosso a War Machine che ti porta 1 a bruciarti un personaggio (bhe ma tanto senza diritti quella parte degli Avengers non la potrebbero usare) e 2 tanto sta storia “stelle e strisce powa save da uord in da fuckin pecoreccio middle east” non e’ piu funzionale a nessuna scrittura…tanto per dire ormai il nemico e’ la Corea come insegnano il remake di Red Dawn (accettabile) e Olympus has fallen (madonna santa Antony basta..te prego…basta)

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