Vai al contenuto

Visioni (di molto) successive – 2022, ci siamo quasi, ma cosa c’entrano i sopravvissuti?

20120824-144710.jpg Quasi 40 anni fa, uscì Soylent Green, un film tratto da un romanzo a sua volta ispirato da un rapporto del MIT sul futuro dell’umanità stretto tra sovrappopolazione e inquinamento.
Il risultato è 2022 i sopravvissuti, un titolo che, a parte il riferimento temporale, non c’entra un cazzo nè con l’originale inglese e nè con la storia stessa.
Nel 2022, per l’appunto la Terra è sovrappopolata e l’inquinamento ha distrutto l’agricoltura. Il cibo tradizionale è roba da ricchissimi. I comuni mortali si nutrono con il Soylent Green, un composto a base di plancton; New York è una metropoli piena di disperati, 40 milioni di abitanti senza acqua corrente, senza cibo, senza un posto dove stare, senza nessun altro impulso che non sia la fame e soffocati da una calura infernale. Pochi privilegiati vivono nel lusso, ovvero come viviamo noi, uomini e donne del XXI secolo malgrado lo spread ma con privilegi feudali come una donna abbinata all’appartamento affittato.
Charlton Heston è un poliziotto unto di sudore, che ruba negli appartamenti dove c’è stato un delitto e fa il viscido con la prostituta del morto. Inizia a indagare su l’omicidio di un membro del consiglio di amministrazione della Soylent Green e scopre un complotto per nascondere la vera natura dell’alimento con cui si sostenta l’umanità.
2022 I sopravvissuti racconta un futuro come potrebbe essere, una catastrofe come forse non siamo più in grado di temere, presi dalle dinamiche finanziarie di questo mondo ma che, quarant’anni fa, era un pericolo molto concreto: l’inquinamento e i delicati equilibri del pianeta, sembrano finiti in secondo piano. Qui il racconto è tutto su un’umanità disperata, che perdendo il contatto con la natura e i suoi ritmi, ha smarrito la sua dignità. Il finale è assolutamente senza speranza: la mano insanguinata di Charlton Heston che implora di far saper la verità al Consiglio supremo, ci suggerisce che quest’ultima non sarà mai portata a conoscenza di nessuno, pena la fine del mondo, e fa il paio con le sue grida disperate alla fine de Il pianeta delle scimmie. Il nostro destino è dato, la fine sicura, ecco perché l’attore ha terminato i suoi giorni predicando l’importanza che negli Stati Uniti tutti i cittadini dai 13 anni in poi potessero disporre di almeno un’arma automatica di assalto.
Quasi dimenticavo: qui, recita per l’ultima volta Edward G. Robinson e c’è anche Joseph Cotten.

**1/2 Non sei andato malissimo ma neanche troppo bene… Come il Tottenham

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: