Vai al contenuto

Serial&Co(cci)/La solitudine del primo episodio/#6

The Newsroom20120822-012042.jpg

La storia
Will McAvoy non è il padre di James McAvoy – e purtroppo non lo sta inseguendo per chiedere conto di Wanted- ma è un anchorman della televisione americana. Non vuole schierarsi per non inimicarsi il pubblico e mantenersi equidistante per spremere ogni goccia di share dal telegiornale che conduce. Ma un giorno, come il Jerry Maguire di Jerry Maguire, Will sbrocca: durante un dibattito all’università, pressato dal conduttore risponde così alla domanda di una studentessa su i motivi che fanno dell’America il più grande paese del mondo: “America it’s not the greatest country in the world, anymore”. Segue una filippica di 5 minuti alla Michael Moore su quanto siano caduti in basso gli Stati Uniti, che sembra uscita da una puntata di Ballaró, ma americano. Ovviamente telefonini che riprendono, il video finisce su YouTube, la reputazione del giornalista a puttane. Dopo una vacanza, Will torna e la redazione è stata stravolta. Il suo produttore esecutivo è passato a un’altra edizione con tutto lo staff. Il direttore chiama una ex di Will che gli ha spezzato il cuore per mettere in piedi un telegiornale che dia veramente le notizie, che faccia tendenza e opinione fregandosene degli ascolti. Cazzo che idea. Che l’abbiano rubata a Emilio Fede?

Che cos’è
Al primo impatto, The Newsroom dà l’idea di essere un progetto ambizioso, sofisticato ed elitario come l’idea stessa di un telegiornale che faccia opinione piuttosto che ascolti. La stessa sigla lo dimostra: interamente old style, è una semplicissima carrellata di volti noti della tv americana con una musica del cazzo a fare da sottofondo. Quasi a sottolineare “Non me ne fotte un cazzo che quelle di Mad Men e Dexter sono piú fiche, io sono una fighetta snob e ti annoio prima di farti godere”.
Certo, si sentiva la mancanza di un dietro le quinte del giornalismo dai tempi di Lou Grant. E non dite che non è lo stesso anche per voi che Coccinema non ci crede.
L’idea e le parole sono di Aaron Sorkin, uno che fa brillare centinaia di lampadine nella nostra testa al solo leggere il suo nome sotto la voce “Written by” e “Created by”. Il primo episodio è diretto da Greg Mottola (Superbad, Adventureland e Paul) e tra i produttori c’è Scott Rudin.

Com’è
Il primo episodio è molto brillante, ovviamente dal punto di vista della scrittura. La sequenza iniziale è un ispirato monologo di idealismo su ciò che era quel grande paese, gli Stati Uniti. Ed è la svolta iniziale alla Jerry Maguire che dà il via a qualcosa di nuovo. Peró, sotto la scorza di brillantezza e una puntata costruita – anche furbamente – intorno alle vicende del disastro ecologico del Golfo del Messico con l’esplosione dell’impianto di trivellazione della Bp, la serie mostra già qualche pecca. Come disse qualcuno, mi sembra riguardo alla musica di Mozart, “Troppe note” ovvero troppe parole, pronunciate alla velocità della luce. E non si parla di calcio, ma di politica, ingegneria e molto spesso di relazioni umane e di potere (in questo caso la velocità aumenta, forse per non farsi capire) con personaggi volutamente arguti e sofisticati. Ecco che, a tratti, The Newsroom diventa confuso.
Poi, per quanto tempo ce la potete menare con le vicende del giornalismo, i retroscena del potere e le difficoltà dei giornalisti? Non vorrei che, vista la ricchezza del cast – sembra una puntata di 24 per quante facce animano la redazione di Will McAvoy – a un certo punto non si debba sterzare sulle vicende amorose, facendo di The Newsroom una serie ricca di gossip, amori, frequentazioni e così via.

Il cast
Will McAvoy è interpretato da Jeff Daniels con il mento franato. Francamente ne avevo un po’ perso le tracce. Ricordate, no? Voglia di tenerezza, L rosa purpurea del Cairo e soprattutto Scemo e più scemo, il film che consacrò Jim Carrey e ammazzó la carriera di Daniels, che si è ripreso più di un decennio più tardi con Il calamaro e la balena. La sua ex con una solida carriera di inviata di guerra a scopare con i marines MacKenzie McHale è interpretata da Emily Mortimer che dopo Woody Allen (Match Point) e Martin Scorsese (Shutter Island e Hugo) deve aver raggiunto la pace dei sensi cinematografica e ora si dedica a sorella-sfigata-televisione.
Ci sono anche Sam Waterston – uno con una solida carriera alle spalle grazie a film come Urla del silenzio e un paio di pellicole con Woody Allen – Dev Patel a cui The millionaire deve aver portato un sacco di fortuna per ricomparire così, in tv, e Olivia Moon, che approfondiremo nel prossimo paragrafo. Tra i personaggi che vedremo nel prosieguo della stagione c’è Jane Fonda che interpreta l’amministratore delegato della multinazionale proprietaria del canale televisivo che trasmette il telegiornale (al che ho trovato particolarmente divertente che la ex moglie di Ted Turner fosse chiamata a interpretare Ted Turner).

C’è la fica?
Un tempo, a Coccinema sarebbe bastato rispondere a questa domanda con due parole: Emily Mortimer. Aggiungiamo, poi, che interpreta la giornalista spigliata, intelligente, brillante, forse poco divertente, nervosetta il giusto per lasciare immaginare torride notti a giocare a strip Cluedo… Ok, passatemi delle salviettine. Ma Aaron Sorkin ha fatto le cose in grande e così ci regala Olivia Munn, una che negli ultimi anni ha scalato la classifica delle donne più sexy di Maxim fino al secondo posto. Mezza cinese, mezza irlandese, mezza tedesca e mezza americana (troppi mezzi?), visto il risultato non venitemi a parlare col fazzoletto verde della purezza della razze che non vi credo e soprattutto vi sputo anche se vi profumo.

20120822-012114.jpg

Pensate, ‘sta tipa, interpreta una super giornalista esperta di economia. La immaginate in neglige nero che vi parla di spread che si impenna… Per cortesia, passatemi delle salviettine.

2 pensieri riguardo “Serial&Co(cci)/La solitudine del primo episodio/#6 Lascia un commento

  1. Il fatto che è che ultimamente Olivia Munn rischia di diventare l’unico motivo per continuare a guardare The Newsroom. Lei e Sam Waterston, che offre ogni volta vagonate di classe. Negli ultimi due episodi ho avuto la netta sensazione di un tracollo. Non nego che avesse dei difetti sin dalla partenza, ma finora l’avevo sempre difeso. Ultimamente un po’ meno.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

<span>%d</span> blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: