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Prima visione – Il Cavaliere Oscuro-Il Ritorno

Sono passati otto anni da quando Harvey Dent è morto e Batman è scomparso, accusato di quell’omicidio. Gotham prospera, la criminalità è stata sconfitta, la giustizia e l’ordine trionfano a scapito di un’unica vittima: la coscienza del commissario Gordon che conosce la verità. Ma un nuovo pericolo si solleva all’orizzonte, scava in profondità sotto le fondamenta di Gotham per farla cadere, ridurla in cenere e spezzare Batman. (Attenzione spoiler) Un mercenario di nome Bane attacca e sconfigge l’uomo pipistrello tornato, nel frattempo per fermarlo, impone una “dittatura del proletariato” sotto la minaccia di un’arma nucleare, costringendo Bruce Wayne, menomato, a guardare dalla sua prigione la caduta della città che i suoi genitori, prima di lui, avevano tentato di salvare.
Per la terza volta, con The Dark Knight Rises, Nolan racconta un mondo come il nostro, ed è al nostro tempo che guarda con quello che non esito a definire il suo film più politico. Sceglie di rappresentare i due poli dell’attuale crisi: i ricchi speculatori che dissipano le risorse del mondo privandolo di equilibrio e coloro che, chiamandosi “Il popolo”, vorrebbero rovesciarli per impedire che “Così pochi abbiano così tanto”. Non dà torto e non dà ragione, espone i pericoli che si nascondono dietro i due “partiti” ma, come il trucco di un mago, l’uomo che ha rivitalizzato un eroe uscito con le ossa a pezzi dalla cura Joel Schumacher portandolo a vincere lo scudetto della trilogia più bella della storia del cinema, dietro le vicende dell’uomo pipistrello riporta l’idealismo dentro al cinema, mettendo sulle spalle della cosiddetta maggioranza silenziosa le sorti dell’umanità.

Per salvarci serve un simbolo ma soprattutto l’impegno di tutti gli uomini di buona volontà. Tutti possiamo provare a sentirci degli eroi. Così, l’inglese Nolan viola alcuni dei simboli a stelle e strisce, facendo introdurre i mercenari di Bane dentro Wall Street durante le contrattazioni, distrugge il campo della squadra di football americano e ne prende in ostaggio gli spettatori lasciandoci soli di fronte alla distruzione. E ora, senza Batman? Non solo: riporta al cinema grandi scene di massa in cui si sfidano i capitani di squadre composte da migliaia di giocatori. anche questo è idealismo nel tempo del 3D a ogni costo.

Ma le chiavi di TDKR sono tantissime come i momenti indimenticabili. I primi cinque minuti sono fulminanti, una sequenza in cui Bane (spoiler) prima si consegna alla CIA per imbarcarsi su un volo, rapire uno degli occupanti e poi “Far precipitare l’aereo, senza superstiti”. Alla fine, il clamore di una scena da consegnare agli annali del cinema – come del resto quella del duello in assenza di gravità in Inception – lascia a bocca aperta, ed è solo l’inizio. Poi Nolan frena e si prende un’ora, forse qualcosa di più, per raccontare come La Bugia che ha chiuso Il Cavaliere oscuro ha consentito a Gotham di prosperare e sconfiggere la criminalità ma ha avvelenato l’anima del Commissario Gordon (invecchiato ed eroso dal rimorso di coscienza per aver fatto un eroe laico dell’uomo che ha minacciato di uccidere suo figlio) e ferito il corpo di Bruce Wayne, che si presenta zoppo e in vestaglia come un qualsiasi disoccupato che passa la giornata a guardare il football ed ascoltare trasmissioni sportive al radio. Il bastone che lo accompagna lo sostiene in un mondo senza più l’amata Rachel. E quando Selina Kyle entra a casa sua per derubarlo, lo sgambetta scalciando il bastone, in quel momento Bruce Wayne si ricorda che ha due gambe e che i giochini che Fox prepara per lui potrebbero aiutarlo per recuperare la corretta deambulazione. Da qui, scrivevo, parte una robusta sezione in cui i vecchi personaggi devono elaborare il lutto per uscire dalla Grande Bugia. Bruce Wayne deve fare i conti con la rabbia repressa e con il simbolo che ha creato. Gli attori sono essenziali. Christian Bale è alla prova più convincente da quando interpreta il miliardario donnaiolo che di notte tiene pulita la città; Oldman non aveva certo bisogno di dimostrare nulla, ma lo Smiley de La Talpa lo ha aiutato nel tratteggiare un Gordon che sente il peso degli anni e dei rimorsi ma vuole lottare per la sua città. La grandissima sorpresa è Anne Hathaway che ci rende una Catwoman/Selina Kyle piena di luci e di ombre, sexy e conturbante come una diva anni Trenta, facendoti venire voglia di essere inchiodati al muro dai suoi tacchi affilati, arma di seduzione e di lotta. Ed è tutta qui Selina, donna che arriva dal basso e vuole sconfiggere un futuro che la condanna per i suoi errori.

Tutto è tradimento, vendetta, riscatto e redenzione, ma c’è anche tanto, tantissimo cinema di intrattenimento, senza spezzare mai le leggi della fisica, forse forzando la sceneggiatura e la sospensione dell’incredulità, ma regalandoci momenti indimenticabili. Detto della sequenza iniziale, ci sono almeno altri cinque passaggi in cui si resta a bocca aperta dalla potenza delle immagini e la spettacolarità della messa in scena, tradizionale, quasi vecchia maniera: chi, oggi, lavora con migliaia di comparse piuttosto che riprodurle facilmente con gli effetti? Nolan può, offrendo, in un’epoca in cui il cinema è soprattutto muscolare – più grande, più grosso quindi più bello -, corpo a corpo per strada, pistole puntate contro blindati, masse che si scontrano in strada. Perché “Il pubblico conosce la verità. Il mondo è semplice, miserabile, solido o del tutto reale. Ma se riuscivi a ingannarli anche per un secondo, allora potevi sorprenderli. Allora riuscivi a vedere qualcosa di molto speciale. Davvero non lo sai? Era quello sguardo sui loro volti”. E quello sguardo lo ottiene: dallo stupore iniziale fino a trascinarci a fondo alimentando le nostre fantasie più brutali ma, poi, ci incita a guardare il sole e dice: Rise.

Non nascondo che il film ha evidenti limiti, anche di sceneggiatura e di intreccio ma è vero che in amore si perdona tutto e quindi rimando a altri post la ricerca del pelo nell’uovo o dell’imperfezione. O forse no. Però una cosa la scrivo: il doppiaggio di Bane fa pena. Forse non è nemmeno tutta colpa di Filippo Timi che cerca di offrire la sua forza e la sua teatralità, ma quell’effetto metallico “non s’aveva da fare”.

****½ Fa un po’ di tutto, anche se tutto quello che fa è bello ma inutile, un po’ come la matematica pura: magari non serve, ma è sublime.

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9 thoughts on “Prima visione – Il Cavaliere Oscuro-Il Ritorno Lascia un commento

  1. visto in lingua originale prima e in italiano poi si capisce quanto sia menonato dal doppiaggio il petsonaggio di bane che tom hardy interpreta per la maggior parte di pause e potenza della parola pronunciata come un pugno ogni volta…purtroppo timi nn e’ nemneno lontanamente in sontonia con questo stile…da la stessa sensazione di sentir recitato il re lear alla radio rotta…ed e’ davvero un peccato. il film e’ di per se completo ed enorme nei punti chiave e nel dare vita a gotam come personaggio supplementare costantemente ferito ed in balia dei colpi,costantemente resa con immagini di una potenza che negli ultimi anni pochi hanno eguagliato..dispiacciono quei 2 3buchi qua e la ma e’ anche vero che con tanta carne tra le mani la sensazione di ” bhe va bhe dai fa nulla” vuol dire che la soddisfazione e’ tanta, e dopo the dark knight la caduta…in tutti i sensi..poteva essere dietro l angolo.

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  2. Gira che ti rigira confermato il giudizio della prima ora: Nolan è un genio ma questa più che una ciambella, è un buco. Ok la politica, messa in scena spettacolare, tante sequenze tecnicamente da applausi, ma ma ma. Sospendendo il giudizio il film è bellissimo, certo. Siccome la rece però la scrive l’adulto invece del bimbo sbavante… Ho appena visto (a pezzi) C’era Una Volta in America. Per certi versi molto somigliante (stracolmo, sfarzoso, lunghissimo). Il problema è che dietro a Leone c’era Leone a caccia della summa-capolavoro (ottenuta, pur nei limiti), mentre dietro a questo Nolan c’erano la Warner Bros e la DC. Prosit

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  3. Io non posso resistere, la settimana prossima vado a vederlo per la seconda volta. Pensa che Batman begins l’ho visto tre volte e Il cavaliere oscuro l’ho visto cinque volte (ovviamente non tutte al cinema). Quindi questo dovrò rigustarmelo sicuramente. Detto questo Nolan mi ha regalato la miglior trilogia di Batman che potessi desiderare 🙂

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    • Visto, colpevolmente, solo oggi. Fermo restando che un giudizio su TDKR vada, come suggerisce lo stesso Bale in un’intervista, lasciato decantare per poi montare ed infine dispiegarsi. Sento però di poter già dire alcune cose: fotografia, suono e musiche vincerebbero qualsiasi premio all’interno di qualsiasi cinquina fosse pure quella del presepe dei fedeli scelto dalla parrocchia. E’ vero, la sceneggiatura zoppica a tratti e i dialoghi in certi scambi sono dei cliché ma agli yanqui la retorica garba ed onestamente dopo Inception, miglior script di sempre, la zoppia è tollerata. Credo che TDKR vada invece visto proprio come un bambino sbavante perchè Nolan è il parco giochi del cinema e io su questo film ci sono salito che manco il Brucomela. Personalmente mi tengo alla larga da chi recensisce come puro esercizio narcisistico di stile (altrove ho letto, buon Dio, di un TDKR come “costruzione magniloquente ed elegiaca di un mausoleo”). Le domande fondamentali per giudicare TDKR sono semplici: lo rivedresti? Hai mai letto i fumetti? Sì, no. Lo rivedresti lo stesso? Quanto vuoi bene a Nolan per quelle tre inquadrature del culo della Hathaway in lattex nero sulla moto? Quale altro eroe di carta è stato mai trascinato sullo schermo con una tale potenza? Lo rivedresti? In attesa di un giudizio decantato, la risposta , per ora, alle domande di cui sopra è: priapismo. Da quanto è bello.

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      • Raccogliamo la provoca:
        1) Sì, lo rivedrei. Perchè in streaming non è proprio cinema cinema. L’avessi visto al cinema, no. Non serve.
        2) Sì, ne ho letti un paio. A sbafo in libreria: DCComics cartonato, by Miller. Come architettura narrativa, è superiore Nolan (in genere, non qui). Come batmanosità, i fumetti danno 10 piste al film.
        3) A Nolan debbo imperitura stima per Inception e un grazie ammirato per The Following. Del culo della Hathaway non me ne po”mportà dde meno: meglio Miele di Manara, per rimanere sul fumetto.
        4) Effettivamente hai ragione: Burton è superlativo, quando ci si mette.
        5) Certo: vedere un genio che deraglia è un balsamo per l’autostima.

        Nota teknika (i bambini sono esentati): mi rendo konto che la serie del kavaliere Oscuro è andata in onda sempre ad agosto, ma i veri kolossal vengono sparati in autunno. Come acutamente ironizzato nel post di sopra, è facile fare incassi-record quando sei l’unico film decente in sala. Se poi tutti comprano due o tre biglietti a testa, eheh…

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  4. Ripeto per il loggione che magari in fondo non s’è sentito bene.
    – Ho visto un film ieri al cine.
    – Davvero? Lo rivedresti?
    Domanda basica per ricavare in maniera empirica una giudizio sulla pellicola vista senza tirarla alla lunga su sottotesti, costruzioni narrative e quant’altro. Sei uno (Cocci) che stimo per i tuoi gusti e suggerimenti in materia di cinema? Diavolo, se mi dici che lo vuoi rivedere, per me è un indizio che la pellicola merita anche se non siamo in autunno. E dico solo “merita” senza allargarmi giacchè nessuno lo ha definito kolossal o “magniloquente elegiaco non ricordo cosa” .
    Giudizi entusiastici (per ora, ma con il tempo altri ne arriveranno) solo per suono, musiche e fotografia che, ahimè, necessitano di sala e non monitor per apprezzare. Come dicevo, per la sceneggiatura, ripassi il prossimo semestre masivedechehastudiato e qualche errore glielo perdono.
    “Hai mai letto i fumetti?”. Per molti la risposta è no. Questo è un grande merito di Nolan: il film è trasversale, molti lo vedono senza sapere nulla di Bane, Ras al Ghul e manco gliene fregava nulla prima. Nolan trascina gente al cinema che con Batman non c’azzecca nulla, restando ben lontano dal settarismo Marvel. Andiamo, quanti profani si sono sorbiti Thor?
    “Nolan è il parco giochi del cinema”. Oh, sarà un mio difetto, ma io al cinema ci vado ancora per divertirmi e non per rafforzare la mia autostima. Devo ammettere che per due ore e tre quarti l’ho fatto. Divertirmi. Non autostimarmi.
    Sottoscrivo per Manara. In verità però, un grazie al regista inglese, dopo due ore di bicipiti di Bale, di deltoidi di Hardy, di baffi di Oldman e solo mezza spalla della Cotillard, per quel culo gratuito di Anne, glielo volevo tributare. Ti dirò, lì per lì, m’é venuto pure difficile rispolverare la mia top ten immaginifica di culi. E per trenta lunghissimi secondi non ho fatto che pensare solo a Selina.
    Nota poco tecnica: vabbé che non proiettavano altro, ma il libero arbitrio? Cos’è, terzum non datur? Uno può anche decidere di saltare un giro e non andare un week end in sala. E poi, riandarci tre volte? Fossi matto! Dalle mie parti la gente si chiude in miniera a – 400!
    – Lo rivedresti?
    – Certo che sì. In streaming :). Pensa, c’è anche qui da noi!

    ps.
    oh, magari un mercoledì a 4 euri e 50, niente niente…

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    • “Se ci incontreremo non sara’ un evento perche’ ogni volta che ti leggo mi viene voglia di farti una carezza scappellotto. Mi piaci per il tuo modo di essere, di scrivere e di recitare.”

      Vabbé, io scendo dalla giostra che ho finito i gettoni.

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