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Jupiter’s Legacy

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Jupiter’s Legacy è la serie televisiva in cui un gruppo di supereroi vecchi deve fare i conti con i rimorsi e le cazzate che ha fatto, incalzata da una nuova generazione di eroi e cattivi. La serie tv è frutto dell’accordo tra Netflix e Millarworld, l’etichetta di Mark Millar, ideatore, tra gli altri, dei fumetti di Kick Ass e di Civil War, ed è tratta proprio dal fumetto che Millar diede alle stampe nel 2013 con i disegni di Frank Quitely.

Siamo dalle parti dei supereroi problematici: Sheldon, suo fratello Walter, sua moglie Grace, gli amici Fitz e George hanno ricevuto i loro poteri negli anni Trenta al termine di un viaggio avventuroso nell’Oceano Atlantico, che li ha portati alla scoperta di una misteriosa isola fuori da ogni carta geografica da cui tornano trasformati in una sorta di superdivinità. Praticamente una gita per ricchi viziati a Skull Island e ne ritornano potentissimi come Superman. Alla faccia della giustizia sociale. I sei metteranno le loro qualità a disposizione della rinascita degli Stati Uniti e il progresso dell’umanità, seguendo un rigoroso codice per la protezione di tutte le esistenze.

Jupiter’s Legacy si svolge su due linee temporali: gli anni Trenta, allo scoppio della Grande Depressione, e racconta il viaggio verso il mistero dei sei, guidati dalle visioni di Sheldon che lo conducono in una sperduta fattoria in cui trova le coordinate dell’isola misteriosa, e poi nei giorni nostri in cui i supereroi sono invecchiati mentre le nuove generazioni premono per superare il vecchio modo di agire dei loro padri, guidati dal Codice, il cui guardiano rigoroso è Sheldon. Si crea così un conflitto tra lui e i suoi due figli: Chloe, che si è data alla moda e alla socialità, e Brandon che cerca di raccogliere la pesante eredità del padre.

Finito di raccontare trame e sviluppi, la recensione di Jupiter’s Legacy deve innanzitutto tenere conto dei problemi di produzione, con Steven S. DeKnight, il fu showrunner di Daredevil, che ha mollato quasi a metà per divergenze creative. Il cast di Jupiter’s Legacy è un’accozzaglia di attori e attrici che assomigliano ad altri attori e attrici: Josh Duhamel (Sheldon) ricorda Tom Hanks; Ben Daniels (Walter) soprattutto nella versione invecchiata sembra Ed Harris; Andrew Horton (Brandon) è un Chris Pine che non ce l’ha fatta; Elena Kampouris è Chloe, un incrocio tra Juliette Lewis e Winona Rider. Poi c’è Leslie Bibb, Grace, che avevamo lasciato in Iron Man giornalista di Vanity Fair e che qui la ritroviamo giornalista di un quotidiano scandalistico.

La parte interessante di Jupiter’s Legacy è la trama che si svolge nel passato, avvolta nel mistero, narrata in un’epoca in bilico, come lo sono le esistenze dei sei amici, la cui adesione al folle viaggio di Sheldon sembra in pericolo in ogni momento. Meno interessante la timeline nel nostro tempo. In primo luogo perché di supereroi problematici ne abbiamo avuti parecchi negli ultimi mesi – Umbrella Academy, The Boys, Watchmen, Doom Patrol – e il confronto generazionale si svolge in maniera abbastanza banalotta. Manca invece, una convince storyline di azione, con il misterioso clone di un supercattivo che compare a mettere in difficoltà i supereroi, vecchi e giovani, probabilmente avrà sviluppi più succosi nella seconda stagione.

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