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Il Trono di Spade 6×02: Home. Cosa è successo? Come è stato? Riassunto, spoiler, commento, frasi e citazioni 

Il_Trono_di_Spade

Il recap segue la trasmissione dell’episodio 6×02 de Il Trono di Spade, Home, su Sky Atlantic nella notte tra domenica 1 e lunedì 2 maggio 2016. Ogni spoiler è a vostro rischio e pericolo.

Che cos’è?
La serie che cura la depressione alle sacerdotesse rosse, ai figli unici, a chi ha un fratello, agli eunuchi, agli affogati e…Insomma che cura, famo a capisse.

Che è successo?
Bran si è fumato l’erba gatta insieme al Corvo a tre occhi che assomiglia tanto all’Esorcista anzi è l’Esorcista (la new entry nel cast Max Von Sydow). Fumato a dovere, vede il tanto anticipato flashback di Ned, Benjen e Lyanna Stark, tutti fanciulli a Grande Inverno; scopriamo che Hodor un tempo parlava e si chiamava Wylis come il fratello deficiente di Arnold. Nome omen. Mentre Bran si fa i trip con il vecchio che vive nelle radici degli alberi, Meera è triste perché vorrebbe andare a spaccare teste a sud, ma la piccola figlia della foresta la rincuora, spiega che il Corvo a tre occhi ha profetizzato che “una guerra sta arrivando”. Beh caro Corvo che vedi il passato, il presente e il futuro, ti sono sfuggiti circa 52 episodi di battaglie, morti ammazzati, draghi, conquiste, stupri, vendette. E la guerra dei cinque re che ha seppellito tutti e cinque i re. E questo sarebbe il profeta? Dammi i sei numeri della superiffa della Banca di Ferro e poi ne riparliamo.

Quello che mi piace di questa stagione de Il Trono di Spade è l’ordine. Da nord della Barriera passiamo poco più a sud: al Castello Nero siamo al redde rationem tra i congiurati e il pugno di uomini fedeli a Jon Snow. Sul più bello arrivano i Bruti con il gigante che non ricordo come si chiama e Tormund così Edd L’Addolorato fa arrestare Bruto e Cassio.

La sesta stagione è anche quella dei momenti leggeri: siamo ad Approdo del Re e il tizio che (probabilmente) in Mother’s Mercy aveva mostrato il pipino a Cersei (Lena Headey) ha un monologo tutto per sé, una roba da far impallidire Louis CK e Seinfeld: racconta come Cersei sia stata compiaciuta nel vedere le dimensioni del suo arnese. Puro stand up comedian. Ma la guardia reale zombie di Qyburn non ha il senso dello humour e spiaccica la testa del comico contro il muro. Nei Sette Regni l’auditel e il gradimento del pubblico non sono concetti astratti. Poco prima di schiattare l’uomo piscia – in maniera assolutamente involontaria, sia chiaro – sulle scarpe del gigante. Una roba degna di Neri Parenti e un Natale ad Approdo del Re.

Dopo la commedia, il dramma: a Cersei è impedito di andare ai funerali di Myrcella. Suo figlio, il re Tommen, vuole tenerla al sicuro. Intanto il re dialoga col padre/zio di fronte al corpo senza vita della sorella che poi sarebbe nipote/figlia di Jaime (Nicolaj Coster-Waldau). I due parlano. Tommen si tormenta perché non è stato in grado di difendere sua moglie la regina e sua madre. Jaime lo consola, “tutti sbagliamo” e lo manda dalla mamma a chiedere perdono. Cersei riabbraccia suo figlio, lui le chiede di insegnargli a essere forte. Immagino che la prima lezione sia “iniziare lagiornata scolando vino dalle 7 della mattina, prima del canto del Corvo a tre occhi e la sua prima canna di erba gatta”. Nel frattempo Jaime minaccia l’Alto Passero (Jonathan Pryce), il quale non ha nessun paura di essere minacciato, protetto dai suoi zelanti fedeli del Credo Militante.

Siamo a Meereen. Tyrion, Missandei, Varys e Verme Grigio sono riuniti a consiglio. Pare che il primo atto del folletto sia di mettere su una “Strana Coppia” con l’eunuco ed esibirsi in tutte le bettole della Baia degli schiavisti. Dopo il duetto con Varys, Tyrion (Peter Dinklage) spiega che i draghi in cattività sono destinati a morire e che i due ancora prigionieri nei sotterranei della piramide vanno liberati. E va lui a liberarli. Addirittura racconta loro una storia su un nano che voleva un drago in regalo. Bisogna dire che al piccoletto non manca il coraggio.

A Braavos, invece, Arya continua l’addestramento da Daredevil: la diavolessa di Hell’s Braavos. La piccola inserviente della Casa del Bianco e del Nero continua a suonarla con un bastone… Stick… Non so se ciò fa squillare un campanello nella vostra testa. Pestata e umiliata, Arya cerca di reagire ma sposta solo l’aria, poi arriva Jaqen che la sottopone all’ultimo test: una ragazza potrebbe dormire con un tetto sopra la testa se dicesse il suo nome… una ragazza potrebbe mangiare stasera se solo dicesse il suo vero nome… una ragazza potrebbe riavere i suoi occhi se solo dicesse il suo vero nome. Arya è ferma e risponde sempre “Una ragazza è nessuno”. E così rimedierà un piatto di ostriche e fasolari nella locanda “Da Jaqen”.

Poi torniamo a Nord. Siamo a Grande Inverno. Roose è sprezzante riguardo alla mancanza di strategia di Ramsay il quale, persa Sansa (Sophie Turner), propone di attaccare i Guardiani della notte comandati dal fratellastro Jon e dove lei sicuramente è diretta. E’ una pessima idea, che metterebbe contro i Bolton le nobili casate del nord, ma a Ramsay non importa, lui crede che basti tenere in mano gli Umber, i Manderly e i Karstark per controllare il Nord. Roose cerca di educarlo, gli spiega che se si comporta come un cane rabbioso sarà trattato come un cane rabbioso. Mentre parlano arriva la notizia che Lady Walda ha dato alla luce un maschio. Si tratta della condanna a morte di Roose: quando Ramsay lo abbraccia gli pianta un coltello nel petto, come Lord Bolton fece con Robb. Molti hanno goduto, ma posso dirvi la verità? A me Roose piaceva ed era interpretato da un grande attore. Come era facile capire almeno dalla stagione scorsa se non prima, Ramsay ha sempre pensato di liberarsi del padre e del fratellino e infatti, Walda e il neonato sono dati in pasto ai cani.

Sansa e Brienne (Gwendoline Christie) intanto si sono accampate. Theon (Alfie Allen) è roso dai rimorsi, crede metterà in pericolo Sansa e vuole tornare a casa e chiede alla ragazza di poter prendere un cavallo.

Nelle Isole di Ferro Yara critica la strategia del padre, Re Balon. L’uomo se ne va spazientito, rinfacciando alla figlia il tentativo di salvare Theon. Sul ponte di corde tra le torri della reggia, Balon fa un incontro: il fratello Euron di ritorno dai suoi viaggi. Il re lo accusa di essere impazzito durante una tempesta. Euron sostiene di essere il Dio Abissale. Non può finire bene e chiudendo un cerchio aperto dalle sanguisughe di Melisandre quando lanciò la maledizione sui Re rivali di Stannis, Balon muore, gettato in mare dal fratello. Addio re delle Isole di Ferro e veramente grazie di tutto il pesce.

Infine, torniamo al Castello Nero. Davos va a trovare Melisandre (Carice Van Houten), la quale sta accovacciata accanto al fuoco con una coperta manco fosse una vecchia… Ops. Il lord delle cipolle (Liam Cunningham) cerca di convincerla a usare la magia per resuscitare Jon. Sconfortata, la donna accetta. Il rito va avanti stancamente, la sacerdotessa rossa lava il corpo senza vita di Jon e gli taglia capelli e barba. La magia non funziona, però Snow è davvero carino con il nuovo taglio. Tormund se ne va spazientivo – guarda bruto che non è mica semplice come giocare a dadi sotto la gonna di Karsi – poi anche Melisandre, infine Ser Davos. Il corpo di Jon resta solo con Ghost che dorme. Poi all’improvviso il metalupo si sveglia e Jon Snow (Kit Harington) apre gli occhi cercando disperatamente di respirare nuova aria nei suoi polmoni per troppo tempo asciutti.

Come è stato?
Tempi dilatati e tanti dialoghi a due, un difetto soprattutto delle prime annate. Qualche cose tirata per le orecchie come Theon che prima dice a Sansa che sarebbe morto per portarla alla Barriera e poi le chiede un cavallo per fuggire.

Si tratta di un episodio sui fratelli. Si apre con la visione di Bran in cui Ned e Benjen si allenano con scudo e spada a Grande Inverno, una visione che ricorda il primo episodio de Il Trono di Spade quando i fratelli Stark si esercitavano giocosamente o più recentemente Jon Snow che allena Olly al Castello Nero facendo esattamente lo stesso gesto e rivolgendo al piccolo le stesse parole di Ned al fratellino (“Tieni su lo scudo o ti farò a pezzi”).

Tommen veglia il corpo della sorella Myrcella. Sono fratelli i draghi che Tyrion libera, sono fratelli Ramsay e il piccolo Bolton nato di sangue puro che condanna Roose e se stesso e anche la madre alla morte. Sansa vuole raggiungere il fratellastro Jon alla Barriera e chiede a Brienne notizie della sorella Arya. Fratelli sono Balon, Euron e anche il sacerdote del culto del Dio Abissale che vediamo alle esequie di Balon. Si tratta di Aeron ed è lui a dire alla nipote Yara che dovrà vincere l’Acclamazione di re per aspirare al trono.

E’ un episodio in cui echeggia la casa (Home, titolo dell’episodio). Si sente a casa Bran quando vede il passato di Grande Inverno ed è a casa che vuole tornare Theon quando abbandona Sansa.

Un episodio anche con tanti collegamenti con il passato. Abbiamo detto dei giochi di spade degli Stark, mentre nel passato affonda le radici il piano di Ramsay di uccidere il padre, il fratellastro e la madre adottiva. Avete notato il coltello nascosto dietro la schiena del bastardo? Con lui, in tutta la scena c’è Harald Karstark figlio di Lord Rickard Karstark che Robb Stark giustiziò perché uccise i prigionieri Lannister. Eppure Harald sarebbe dovuto essere grato a Roose per il suo tradimento che ha spazzato via re Robb, ma vatti un po’ a mettere contro Ramsay. Karstark non batte ciglio alla morte di Lord Bolton, segno che i due erano d’accordo. Echi del passato nella morte di Balon: I Greyjoy non si vedevano da tempo, addirittura assenti nella quinta stagione e la morte del re delle Isole di Ferro cancella il quinto re dell’omonima guerra che ha animato le prime stagioni di GOT. Sansa ricorda il suo primo incontro con Brienne mentre Theon ricorda i suoi molti, spregevoli tradimenti.

Alcune considerazioni
Odio vedere Euron senza la benda da pirata.

Missandei entra nel cast principale: Nathalie Emmanuel campeggia nei titoli di testa, una meravigliosa iniezione di provocante bellezza nel cast.

Carico di vino come è Tyrion, altamente infiammabile. Ci vuole coraggio ad avvicinarsi al drago, Tyrion dovrebbe esplodere per autocombustione.

I draghi sempre più meravigliosi, sono acciaio e fuoco.

Roose Bolton fa la fine di Robb. Ramsay manda i suoi rispetti.

Più che un rito di resurrezione sembra un pomeriggio dal parrucchiere. Melisandre lava e taglia i capelli di Jon, poi gli fa anche la barba. Non è esattamente quello che accadde a Beric Dondarion, il quale resuscitato da Thoros di Mir dopo essere stato ucciso da Il Mastino, spiega ad Arya che ogni volta che resuscita è come se tornasse indietro un meno di lui (“a little less”). Cosa sarà di Jon Snow?

La citazione
Alto Passero
: Verseresti del sangue in questo luogo sacro?
Jaime: Agli dei non importa. Nel versare sangue loro ci hanno superato

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