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Vinyl 1×4 The Racket Recap

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Il recap segue la trasmissione dell’episodio di Vinyl su Sky Atlantic. Da questo punto in poi, ogni spoiler è a vostro rischio e pericolo.

Che cos’è?
La serie a cui gira la testa ma continua a sballarsi di droga e rock ‘n’ roll.

Come è stato?
Un giorno di ordinaria follia all’American Century. Sta arrivando Hannibal, la gallina dalle uova d’oro, ha il contratto in scadenza e Richie non può certo permettersi di vederlo andare alla Juventus a parametro zero. Così organizza un bel festino con due zoccole, droghe, ma purtroppo per lui non è proprio giornata. Già era iniziata male, con Devon che lo ha costretto a incontrare un consulente matrimoniale figlio dei fiori, non un freudiano ma un adepto di Poltronesofà: il suo metodo consiste nello sfogare la rabbia e la frustrazione del matrimonio colpendo il divano con una racchetta da tennis. Lo distruggi e ne compri uno nuovo e non litighi più con tua moglie perché (secondo lei) sei uno stronzo egoista, ma per il colore del fottuto divano. Questa chicca di psicoterapia costa a Richie il funerale di Buck Rogers, l’evento dell’anno.

Iniziata così la giornata può solo migliorare… E invece. Arriva Lester Grimes che decide di dare fuoco ai nastri che Richie aveva portato a casa sua, bruciando mezzo ufficio e facendo scattare l’allarme antincendio. Poi, non contento, organizza una “ribellione”: becca i Nasty Bits che aspettano Richie per firmare il loro primo contratto e, per fargli un dispetto, si propone come loro manager, rivelando loro gli infiniti modi in cui la American Century glielo metterà nel culo.

Dopo i Nasty Bits, è il momento di due detective che arrivano per fare domande sulla morte di Buck e a chiedere a Richie perché fosse indirizzata proprio a lui l’ultima telefonata della vittima. Così, mentre Hannibal infiamma New York, Richie va a trovare suo padre (chissà se era quello del genitore il corno che fa ascoltare ad Hannibal a inizio episodio) e gli chiede di fornirgli un alibi.

Altri momenti di lucida follia
Sebbene Vinyl sia la storia di Richie e della sua ricerca della purezza del rock, The Racket riserva molto spazio agli altri personaggi. Lo stato maggiore dell’American Century è riunito insieme, prima al funerale poi in auto. Zak, Skip, Julie e Scott ce l’hanno con Richie per aver fatto saltare l’accordo con la Polygram. Zak aveva promesso di comprare una casa in Florida ai suoceri pur di non doverli ospitare sotto il suo stesso tetto; Scott sognava di andare a lavorare a Berlino Ovest; invece Skip ha problemi più urgenti: deve evitare che tornino indietro i resi dell’ultimo album di Donny Osmond. Con lui viaggiamo attraverso la filiera produttiva e distributiva dell’industria musicale del 1973, altamente educativa, rincorrendo le scatole con i dischi di Osmond per evitare che tornino indietro e aprendo un buco (l’ennesimo) nel bilancio dell’American Century. Nel suo percorso si imbatte in Money dei Pink Floyd (-“Chi sono?” -“I Pink Floyd appena pubblicati dalla Capitol”). Del resto stiamo parlando proprio di soldi, giusto? Un racket, quello della musica, sporco come dimostra ancora Richie che propone a Cece di fare un pompino ad Hannibal pur di tenerlo lontano dalle lusinghe del rivale Jarvis che vuole strapparglielo.

Anche Devon ce l’ha con Richie. Incontra un avvocato divorzista, ma né lei né lo stesso Richie prendono sul serio le sue intenzioni. La donna più bella del 1973 finisce a prendere a padellate la finestra (ahahah questa è satira politica).

La musica
Meraviglioso il momento Cry Baby con Janis Joplin rediviva e il garbatissimo invito di Hannibal: Lady let’s make a babe.

Come è stato?
Momento cult: un paio di inquadrature da dietro di Juno Temple che distraggono dal piano sequenza; il sedere non è male e lei è senza reggiseno, con le tette che vanno una da una parte e una dall’altra a significare la dicotomia fondamentale dell’Uomo ma soprattutto della donna.

Aldilà di ciò, potremmo intitolare la serie Everybody hates Richie: la polizia vuole accusarlo di omicidio; la moglie sta uscendo fuori di melone; i soci lo detestano; Lester pure ma almeno con lui condivide l’amore per la musica. Insomma, Richie sta messo peggio di Lester Burnham il giorno della sua morte.

The Racket è un grande episodio, virtuoso, con tanti piani sequenza e personaggi presentati con un senso istrionico del culto della personalità: l’entrata in scena di Hannibal è esemplare, come se camminasse su una nuvola (o un tapis roulant). Richie inizia a pagare per i suoi peccati e le sue debolezze, i problemi personali lo distraggono da quello che dovrebbe essere la sua nuova missione, ispirata dall’epifania del Mercer: salvare la American Century grazie alla purezza del rock ‘n’ roll.

La battuta
Benvenuti all’American Century. Preparatevi a essere fottuti.

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