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Suburra, la recensione ‘mbriaca

suburraVoi dovete da capire che se vi portano la proiezione delle 21 dopo un aperitivo consumato in un localino con le tettone della zona Prati-Boccea in cui tutto era a base di mozzarella e voi la mozzarella non la digerite e arrivate al cinema con solo tre prosecchi nello stomaco il risultato è che del film capite poco o forse tutto, dipende dai punti di vista.

Allora, ci sta il politico di destra che al collo porta la croce celtica e che siccome è tanto stressato dalla vita al Parlamento decide di farsi una giusta e sacrosanta ammucchiata con due puttane. Fatti conto che il politico è talmente nichilista che, mentre si sbatte le due tipe cercando di falle diventare dispari, si fa pure una dotta pisciata fuori dal balcone del prestigioso albergo con affaccio su Piazza del Popolo, un nichilismo cosmico che a confronto Leopardi era un ottimista, un’autentica pisciata sulla Grande Bellezza. A sto punto libro i prosecchi hanno cominciato a farsi sentire sulla mia vescica. Pausa. Pausa. Pausa. Oh, che volete?, tutte ste pause purtroppo ho superato i 40 e come sapete la prostata. Fatti conto che durante l’ammucchiata una delle due puttane si sente male e more. Favino che interpreta il politico di destra con la croce celtica al collo di cui sopra, qua tira fuori una grande interpretazione, in pieno stile Attostudio secondo me, ovvero la botta de droga e la trombata con Giulia Elettra Gorietti, secondo me, se l’è fatta pe’ davvero. Voi avete presente quanto cazzo è bella Giulia Elettra Gorietti? Beh sappiate che per i primi 18 minuti del film sta in scena sempre completamente e totalmente nuda. Pausa. Pausa. Pausa. E che siccome Favino è uno vero e se decide de fa’ l’Attostudio lui fa l’Attostudio, secondo me s’è un po’ mbarazzato. Io Favino l’ho visto una volta allo zoo con moglie e figli. Staveno davanti alla gabbia dei gorilli a ride e scherzà insieme ai bambini. Ma non è che mi si rovina sto quadretto idilliaco e familiare? Una recitazione troppo realistica, troppo perfetta.

A questo punto la morte della puttana innesca una serie di eventi. Il politico Favino è ricattato dal ragazzo che l’ha aiutato a smaltire il cadavere il quale appartiene a una nota famiglia criminale di Roma riconducibile ai Casamonica. Che a sto punto io mi sono chiesto, ma non so se era più pe’ l’effetto dell’alcol o altro: ahhhhhh Favino ma non era mejo che per sopportà lo stress facevi come tutti quanti e andavi la domenica a spaccare le teste in curva sudde? La sostanza è che scoppia ‘na guerra tra la banda degli zingari brutti e cattivi e i boni che so’ capitanati da Claudio Amendola che è ‘mpazzito dopo che l’ha abbandonato Elena Sofia Ricci, ha capito che I Cesaroni ti danno i soldi e la notorietà, tanti soldi e tanta notorietà, ma non la felicità e così ha scelto di diventà er boss della mala di Roma. Dovete da vede come Amendola fa er Freddo, na robba che Vinicio Marchioni e Kim Rossi Stuart so corsi a piazza Vittorio a comprasse un cappotto de pelle novo. Uno spettacolo che poi a me mi veniva da pensà a quando Amendola ha fatto er cazzone, alle dimissioni dalla Roma e al reato de lesa maestà quando ha cercato di riportare in vita Nico Girardi. Hanno cercato pure de metteje nbocca tutta na serie de battute ovvie e scontate per un romano tipo “Quello che te dovevo dì te l’ho detto” oppure “Io so ‘nsacco de cose” che pe noi so pane quotidiano ma pensate che effetto su un amerigano. Che ao lo sapete sì che Suburra in America lo trasmette Netteflix (ma si dice trasmette? Oppure manna in onda? Oppure strimi?). Pensate all’amerigani che vedono ste storie di malaffare, di proiettili, di puttane buone come il pane e politici corrotti. Ma non penseranno che l’Italia assomiglia proprio a quella che leggono sui giornali o vedono nei telegiornali?

Che il casino scoppia perché un piccolo boss boro e che se tromba una Greta Scarano tossica e bona come la droga ammazza perché c’ha la testa calda il fratello del boss degli zingari di Roma. Allorché io mi sono detto, ma sicuramente sarà stata colpa del prosecco: e mo’ ce sta pure la scena del funerale? Quella sarebbe stata avanguardia pura, una robba da arzasse ‘mpiedi immezzo alla sala a faje l’applauso per essere stato cosi visionario. Invece no, vabbè che la vita supera l’arte ma volte l’arte alla vita reale gli fa una pippa.

Io adesso nun ve vojo sta a raccontà proprio tutto, perchè ero ‘mbriaco, ma ve vojo dire nartro paro de cose.

C’è Ratzinger. Decide de dimettese mentre lui prega e nella stanza accanto stanno a preparà la tavola. La scena è costruita benissimo. Ce stanno ste signore che parono le nonne romane de na vorta che apparecchiano cor servizio bono e se sente er rumore delle porcellane de sottofondo mentre er Papa sta a pregà la madonna. Se sarà chiesto, siccome ce sta solo lui e l’aiutante, perché cazzo le perpetue stanno ad apparecchià pe’ cinque persone? Ma soprattutto Nun potete fa meno casino? Er Papa sta a pregà la Madonna? Ma chi cazzo ha messo la sala da pranzo accanto alla cappella? Basta! Io me dimetto, me so rotto er cazzo de tutta sta anarchia!

Che poi l’aiutante che ha saputo che er Papa se vo dimette, corre a dirlo a un cardinale.
-È una cosa che ha confidato solo a me ma è troppo pesante.
-Cosa è che ti ha detto?
-Vuole fare un’orgia con Greta Scarano, Giulia Elettra Gorietti e Favino prima de morì.

L’altra cosa che vorrei dì è che sto Suburra è veramente un film paraculo. Stefano Sollima ce mette dentro tutto quello che ce deve sta: i capelli giusti, le majette giuste (tipo quella del piccolo boss degli zingari, nera e colla scritta E sti cazzi), le luci giuste, la musica giusta, la fica giusta, i posti giusti (volemo parlà del Dubai Cafè dove Samurai/Amendola fa la sua apparizione?) e soprattutto ripreso tutto in modo ineccepibile, con uno stile industriale, come cazzo dovrebbero esse girati i film se nun te voi fa troppe pippe teoretiche, ma voi intrattenè senza svaccà alla Muccino o alla Vanzina. Certo, forse se parla troppo e ce sarebbe voluta almeno nartra scena tipo quella della sparatoria nel supermercato. Però il suo obiettivo lo raggiunge.

Che io nfatti quanno so uscito dar cinema, ma sarà stata corpa der prosecco, la sensazione è stata che qua bisogna annà in giro armati. Tutta sta violenza, sto disprezzo pe l’essere ummano. Faccio 50 metri verso la fermata dell’autobus e becco tre rumeni mbriachi, una puttana moldava, un puzzone, uno che urla al telefono che nun j’hanno pagato gli straordinari de Libeccio, ce so pure 4 mini market aperti nel giro de 100 passi e io me so chiesto “ma perché a Boccea c’è così bisogno de annà a conprà carta igenica e fette biscottate alle 2 de notte? Ma perché sti mini market so tutti gestiti da indiani? Ma nun è che so’ er riscatto dei Marò? Ma allora restituiceli che la Meloni nun aspetta artro che de candidalli e a me me turba sto disagio de na ragazzetta così carina come Giorgia Meloni”.
La cosa veramente reale di Suburra è che Roma è piccola. Ao, se conoscono tutti, che Milano a confronto è brutta e non ci vivrei, ma in teoria è più piccola de Roma e se conoscono tutti pure lì. Ormai Vieri se le è trombate tutte ed è dovuto emigrà a Miami. Ma a Roma e a Suburra tutti sanno tutto perché tutti frequentano la stessa fogna a cielo aperto. Perché come dice Amendola a Favino che je chiede come è morto un vecchio collega de orge, de agguati e de risse, Amendola je risponne: “È stata Roma in questa cazzo de città bisogna sta attenti pure ad attraversà la strada”.
Questa è l’ultima: Giulia Elettra Gorietti e Greta Scarano so bone, ma la Scarano riesce a esserlo pure truccata e conciata da tossica. E poi è una che quando deve ammazzà non risparmia sulle pallottole ed è na cosa che rispetto e, ve dirò sarà la colpa del prosecco, me ingrifa pure. Secondo me Tarantino saprebbe come usare Greta Scarano in Kill Bill 3. Io ve l’ho detto. #TeamGretaScarano.

bianca****½ Fa un po’ di tutto, anche se tutto quello che fa è bello ma inutile, un po’ come la matematica pura: magari non serve, ma è sublime.

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