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Intercettazioni telefoniche: Bling Ring, Sofia Coppola, Lindsay Lohan e altre ragazze viziate

bling ringLindsay Lohan: Yo bitch cazzo vuoi.
Sofia Coppola: Sei pregata di moderare il linguaggio, sono Sofia.

Lindsay Lohan: Ah Suora Sofia! Yo pensavo fossi il mio spacciatore.
Sofia Coppola: Ancora non ha smesso con quella roba?

Lindsay Lohan: Il problema è che quella roba non smette con me. Cosa vuoi Suor Sofia? Non credo tu abbia chiamato per un aggiornamento sullo sballo illegale con psicotropici vari. 
Sofia Coppola: No, ma comunque è un aggiornamento professionale. Tu sei stata in mezzo a quella storia dei poveracci che ti hanno derubato… Vorrei girare un documentario sull’argomento.

Lindsay Lohan: Ah, sia chiara una cosa: a me, me paghi. Se uno sceicco deve sborsà una valigia piena di soldi per legarmi al letto e farlo alla pecorina, non vedo perché tu non dovresti fare altrettanto per sapere cosa ho nella testa.
Sofia Coppola: Ma io so cosa hai nella testa.

Lindsay Lohan: Non fare battutacce. Quanto sganci?
Sofia Coppola: Tu nella testa hai una borsa Birkin, la stessa che Samatha prova a fregare a Lucy Liu nell’11mo episodio della quarta stagione di Sex and the city. Ah che grande serie! In ogni puntata di Sex and the city c’è una risposta a una domanda fondamentale della vita: dove andiamo? Con chi scopiamo? Quando lo conosciamo abbastanza da lasciarci fare la pipì addosso? Altro che quelle merdate sulla mafia e la guerra in Vietnam di mio padre.

Lindsay Lohan: Lo sai che tuo padre ha cambiato la percezione stessa del male cinematografico, trasformando la mafia in una grande epopea sul sogno americano deragliato?
Sofia Coppola: Io so solo che sono stata in analisi tre anni dopo aver lavorato a quella merda.

Lindsay Lohan: Lo avessi trovato io un regista profondo, colto e visionario come tuo papà. Adesso non davo via il culo agli sceicchi e non finivo in terapia perenne.
Sofia Coppola: Io sono stata talmente traumatizzata che cerco di darmi un tono con film vagamente critici dello star system che sostanzialmente mi è venuto in bocca.

Lindsay Lohan: Sofia, sei una bimba viziata.
Sofia Coppola: Lo so, ma il mondo del cinema mi adora perché faccio film insensati che nessuno si azzarda a criticare perché hanno paura di fare la figura degli stupidi. A te danno della puttana perché ti atteggi da puttana e nessuno può dare loro torto.

Lindsay Lohan: Ma vatti a guardare una puntata di Sex and the city!
Sofia Coppola: Lo farò, ma prima scrivo una sceneggiatura su quanto sia facile entrare nella casa di un divo del cinema, senza che ci sia la minima sicurezza a vigilare (qualcuno sosterrà che è per questo motivo che l?isis e la Cina vinceranno), userò solo figli di papà come me – non hai idea quanto è bona la figlia di quel genio di Wally Pfister – parlerò del ritalin, del potere del karma quando fai il ladro, su quanto sia facile beccarsi tre anni di galera rubando cose inutili a gente inutile, mica come in Italia dove puoi truffare milioni ai poveracci e non ti fanno niente, girerò 27 sequenze di gente che canta in auto, per far venire il dubbio a qualcuno che forse è colpa di quei rapper negri se i figli della borghesia wasp rubano e si drogano. E poi ci sarà una scena a casa di Audrina Patridge in cui piazzerò la cinepresa a un chilometro di distanza e dirò ai miei attori di divertirsi per la casa facendo finta di rubare delle cose mentre io lentamente zoomo. Lentamente. Zoomata. Lentamente. Mi daranno del genio.

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