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True detective 2 – Season Finale Recap: Omega Station

true detective logoQuesto recap segue la visione dell’ottavo episodio della seconda stagione di True Detective trasmesso da Sky Atlantic lunedì 10 agosto. Ogni spoiler è a vostro rischio e pericolo.

Che cos’è?
La serie che tutti avete aspettato, che vi ha annoiato e che ora tutti a cercare un motivo per sentirne la mancanza. Fidateve: nun c’è. Ma comunque Never Mind.

La serie che chi more tace, chi resta se dà all’ammore lesbo.

La serie che Failed to upload is the new Carcosa.

Che è successo?
Velcoro/Colin Farrell e Ani/Rachel McAdams se so sfogati tra le lenzuola. A Ray non capitava da anni. Lei non è nemmeno troppo carina a farglielo notare (“Sembrava volessi recuperare il tempo perduto”). Poi inizia il momento delle confessioni: ‘sti amerigani, prima se scambiano i fluidi corporei, poi aprono l’uno all’altro lo scrigno dei rispettivi segreti, confessioni e intimità. Ani racconta ciò che ricorda di quando fu rapita dall’orco-Chessani, disgustata da se stessa per la sensazione di orgoglio nell’essere considerata carina da chi la rapì. Ray la consola. Lunghe tirate alle sigarette. Poi anche l’uomo offre la sua parte di rivelazioni: confessa che come killer fa schifo perché voleva ammazzare il violentatore della moglie-bona e invece era un calesse che stava sulle palle a Blake, il tirapiedi di Frank. Lei cerca di consolarlo ma poi lo guarda con una faccia tipo “davvero mi sono trombata ‘sto sfigato? Devo smettere di bere fino a svenire”. 

Dopo la coppia di poliziotti, tocca a Don Frank/Vince Vaughn e Nostra Signora delle teste molli Jordan/Kelly Reilly. Semyon deve mandare la donna lontano, in modo che nessuno possa usarla per arrivare a lui, ma siccome la donna è tenace, allora Frank gioca la carta Peter Parker-Spiderman: cerca di sfancularla dicendole che non l’ha mai amata e anzi che lei ha tradito il loro patto tenendogli nascosto che non può avere bambini. Ma diciamolo, come dice Jordan “Non sai recitare”.

Non sto recitando copia

Allora cerca di prenderla con dolcezza e la convince che entro “due settimane, anche meno” si ritroveranno in un parco nella cittadina venezuelana che ha scelto per la fuga. Siamo all’addio, i due non si rivedranno più. Sotto sotto Frank pensa “se se… cor cazzo io scappo co’ Bezzerides, è na perversa“.

A questo punto non resta che sciogliere i nodi finali. Ani e Ray tentano di uscirne puliti. Risalgono ai due bambini che furono resi orfani dalla rapina organizzata da Caspere, Holloway e Burris nel 1992. Toh, in effetti è stato il maschietto a fare secco Caspere, altri non era che il fotografo del film girato a Vinci, piazzato lì dalla sorella che era diventata la segretaria di Caspere. La maschera da uccello? Manco era sua, era di Caspere. L’omicidio? Una tortura finita male, poi Lenny (sì, l’assassino che abbiamo cercato per quasi otto ore si chiama Lenny come l’amico di Homer Simpson) ha pensato fosse fico portarlo a spasso sui luoghi della speculazione edilizia che stava organizzando. L’assassinio dei genitori da parte di Caspere e i suoi affiliati, lo ha costretto a una vita talmente di merda, trasformando sua sorella in una troia, che Lenny infine è talmente incazzato che sostanzialmente si mette a mercanteggiare con i giustizieri dei genitori. Ray interviene sul luogo dello scambio, cerca di convincere il ragazzo che c’è un modo migliore per vendicarli ovvero incastrare gli assassini, così suggerisce di far parlare Holloway mentre lui registra tutto. Però, mai fidarsi di uno che evidentemente non ha tutti i lunedì in testa quando ripete “Io sono la lama e il proiettile”. Quando Holloway rivela che la sorella, Laura, in verità era la figlia di Caspere che aveva una tresca con la madre dei bambini (e che avendo conosciuto Laura quando praticava il mestiere della puttana, ha così giaciuto con la figlia) il ragazzo sbrocca e salta alla gola di Holloway. Nella confusione, Ray perde il registratore che finisce sotto i piedi di qualcuno nella calca. Che modo idiota per far fallire un piano così perfetto: far confessare qualcuno e registrarlo per poterlo accusare, avanguardia pura! Ma soprattutto: scriverlo, girarlo e recitarlo come se nessuno lo avesse mai fatto prima. Nic Pizza, je adore!

Sto piano geniale fallisce e la parola d’ordine è una sola: Barquisimiento! Ma prima servono i soldi. Frank convince Ray ad aiutarlo a rapinare i russi. L’operazione fila liscia come l’olio anche perché i nostri ormai so’ maestri nell’operazione accerchiamento di una casa con due sole persone, sbaragliano tutti, Frank si toglie un sassolino dalla scarpa sparando in faccia a Osip (“sei come un figlio” cazzo dai dignità! Ma come vi vengono?), si dividono i soldi e si danno appuntamento in Venezuela.

Ciao, sono Barquisimiento, sogno di gangster, poliziotte problematiche e tutti i Colin Farrell con grossi problemi di alcolismo
Ciao, sono Barquisimiento, sogno di gangster, poliziotte problematiche e tutti i Colin Farrell con grossi problemi di alcolismo

In precedenza, Frank aveva avuto modo di incontrare Ani. Le dà una foto della moglie, una di quelle immagini scattate con l’iPhone e trasformate in una polaroid grazie a un’app trovata nell’App Store; le racconta l’appuntamento che si sono dati e le chiede di portare un messaggio: le cose che ci siamo detti sono ancora vere. Sei una stronza e pure puttana, io volevo solo guardare il Monday Night della Premierleague.

Una volta che Frank e Ray si separano, scoppiano i casini. Il primo riesce a “cambiare” i soldi in diamanti e li nasconde in una tasca del completo, ma viene beccato dai suoi ex soci messicani che lo trascinano nel deserto dove c’è una buca scavata per lui. Frank spera di salvare il culo rivelando loro del milione di dollari nel doppio fondo della valigia: evidentemente pensava che per dei messicani sarebbe stato troppo difficile trovare un milione di dollari nel doppio fondo di una valigia dopo avergli piazzato una pallottola in testa. Ciò farebbe di lui un razzista… Quando i messicani, soddisfatti della mancetta ricevuta, alzano i tacchi, Frank domanda loro se un milione di dollari non vale un passaggio in città. Per tutta risposta, una della gang vuole in cambio il suo completo. Della serie “toglietemi tutto ma non il mio Armani”, Frank prova un disperato tentativo di mettere kappao il tizio e prendergli la pistola, ma uno dei gangster gli piazza una coltellata nel fianco; lo lasciano lì a morire. Frank tenta di tornare a piedi. Sotto il sole di deserto americano, ha allucinazioni del padre che gli urla che non lo ha mai amato, dei bulletti a scuola che lo prendevano di mira perché troppo alto (“Ti facciamo il culo Larry Bird”) e infine Jordan che gli rivela l’ultima verità: sei morto dieci passi fa.

Ray invece se la sarebbe potuta cavare se non avesse sentito improvvisamente nostalgia del fan di Rachel, Ross e pure Rass, Chad Rossomalpelo Velcoro. Lo va a salutare a scuola, impegnato in qualche gioco di ruolo usando il distintivo di nonno Velcoro come vessillo. Si salutano da lontano. Per andare dal figlio, Ray lascia la macchina con sei milioni di dollari nascosti in un borsone a circa un chilometro dalla scuola. Immaginatevi cosa posso pensare io che non lascio mai lo zaino in macchina nemmeno per andare a prendere il caffè. Questo errore è bastato a Burris e i suoi per piazzare un rilevatore sotto la macchina di Velcoro. Ray è fregato: telefona per l’ultima volta ad Ani, le mente sapendo di mentire quando le dice che seminerà la polizia poi chiede a Felicia, la messicana sfregiata, di fare qualsiasi cosa per far prendere ad Ani la barca per il Messico.

Nella ineludibilità del destino di tutti i personaggi che ammanta il finale di True Detective (compresa la meravigliosa Lera Lynn che fa i bagagli e lascia il locale di Felicia) resta appeso per pochi minuti il destino di Ani, incerta se scappare e sperare che Ray si salvi o cercare di salvarlo. Velcoro conferma i suoi contorni di personaggio sfigato dell’anno quando decide di lasciare esaurire il serbatoio della macchina scegliendo per lo showdown finale un bosco, neanche provando a seminare i suoi inseguitori in un garage (come accenna ad Ani al telefono), ma tentando solo di mandare un messaggio vocale all’email di Chad, ma ovviamente nel bosco non c’è campo e il messaggio resterà per sempre inascoltato.

Mentre tutti i cattivi della vicenda prosperano (Geldof diventa governatore, addirittura Tony Chessani diventa sindaco di Vinci facendomi ricredere sulla bontà del nostro sistema politico se negli Stati Uniti d’Amerdica un magnaccia il cui padre è stato ritrovato suicidato nella villa di famiglia di Bel Air può diventate primo cittadino di una cittadina su cui hanno addirittura scritto un’intera serie antologica di otto puntate sulla sua corruzione affiancato all’insediamento dal gotha della mafia messicana), in Venezuela Ani rimorchia Jordan e insieme allevano il figlio che la rossa non riusciva ad avere con Frank: il fido Nails. No, a parte gli scherzi, dopo che per otto puntate abbiamo avuto il dubbio che Ray sparasse a salve e che Chad fosse figlio dello stupratore, scopriamo che i girini di Velcoro erano vivi e vegeti e hanno messo la pagnotta in forno al primo colpo con la Bezzerides. Be’, Ani tra una chiusa di sesso con la rossa a suon di tequila bum bum, trova il tempo di contattare il giornalista che nel primo episodio aveva annunciato un’inchiesta sulla corruzione a Vinci, Los Angeles e in California (voi ne avete saputo più niente per otto episodi? Peggio delle inchieste di Report, tutti scandalizzati il lunedì mattina e poi tutti se ne scordano) e gli racconta tutta la storia.

Come è stato? 


The war was lost

I had to leave
My life behind
I dug some graves
You’ll never find
The story’s told
With facts and lies
I had a name
But never mind

I versi di Cohen sono stati cattivo presagio. I nostri eroi hanno perso la guerra, scavato la loro sepoltura, il corpo di Frank con 3 milioni e mezzo in diamanti nel taschino non sarà mai trovato, Ray sarà incolpato di tutto almeno fino a quando la storia di Ani non arriverà sui giornali. La bella Bezzerides – che nell’episodio finale confessa l’inconfessabile, ovvero di sentirsi orgogliosa che il suo orco l’avesse reputata carina – finalmente si dà al sesso lesbo con la tettuta Jordan/Kelly Reilly mentre il figlio di Ray piazza la faccia proprio in mezzo alle sue tette; quella bonazza della madre di Chad scopre che Ray è proprio il padre del ciccione – le rispettive dipendenze da alcol, droga e una dieta ricca di grassi saturi e trash food già lo suggeriva – ma soprattutto, il mistero che ha messo insieme Woodrugh, Ani e Ray e che ha rischiato di scoperchiare tutto il marcio della Californication altro che non era che un tentativo di estorsione-vendetta di due ragazzini pieni di problemi, risolto con un paio di confessioni e bruciato da un registratore distrutto. Ani dimostra di essere un cavaliere Jedi perché quando Ray schiatta, lei sente una vibrazione nella Forza e quasi vomita, ma forse era il mal di mare.

Un destino ineludibile di delusione che accompagna i nostri eroi al patibolo: Frank e Ray sono condannati perché per loro non può esserci redenzione in Venezuela.

Uno pensa: la messicana, Felicia, impazzisce di gelosia e ammazza Ani.

Oppure Ani impazzisce e va da Velcoro; o ancora Velcoro rinsavisce e non svolta sulla superstrada per salutare il figlio, soprattutto lascia la macchina a vista. Ma niente di tutto ciò accade. I nostri vanno verso il burrone come i bufali inseguiti dagli indiani.

Almeno, parzialmente, Velcoro si redime: per tutta la serie abbiamo dubitato che fosse in grado de ingravidà na donna e poi non solo il figlio roscio e ciccione è suo ma mette incinta al primo tentativo pure Ani.

Se sarà una femmina poi la chiameremo Romaaaa
Se sarà una femmina poi la chiameremo Romaaaa

Certo che vederlo con il cappellone da cowboy come travestimento quando si reca all’incontro con Holloway, mi ha fatto temere che Colin Farrell si sia confuso e all’improvviso avesse pensato di essere di nuovo dentro Minority Report e dovesse nascondersi dalle telecamere di riconoscimento facciale. Abbiamo pure imparato che le raccomandazioni esistono pure negli States dove la segretaria di un segretario comunale può farti avere il lavoro da fotografo di scena in un film. USA, dove non solo Tony Chessani riesce a diventare sindaco di Vinci, ma paradiso in cui intestano un’autostrada a uno che era frocio, aveva massacrato dei poveri iracheni, aveva chiesto un pompino a una biondina, era frocio, ma soprattutto, a un attore demmerda. Mika perdonami. Non ho saputo fermarmi.

Ma soprattutto: Frank/Vince, perché cazzo i diamanti non te li sei infilati nel culo come tutti quanti?

La vera missione da True Detective 

Mandate il testo dell’ultima dichiarazione d’amore di Ray la figlio Chad all’indirizzo email chadvelcoro@gmail.com. Ecco cosa Ray voleva dire al figlio:

Un colpo a sinistra, un colpo a destra e si va avanti così per anni. Diventa qualcos’altro. Mi dispiace per l’uomo che sono diventato, per il padre che sono stato. Spero tu abbia la forza di imparare da questo. E spero che tu non dubiti mai di quanto ti abbia voluto bene, figliolo. Tu sei migliore di me. Se fossi stato più forte, sarei stato più simile a te. Cazzo ragazzo, chiunque fosse stato più forte, sarebbe stato più simile a te.

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One thought on “True detective 2 – Season Finale Recap: Omega Station Lascia un commento

  1. Chad Velcoro ciccione di merda. Se sopravvive alle scuole superiori ce lo vedo a mangiare ciambelle seduto in un auto di pattuglia in attesa di picchiare qualche negro per vendetta.

    Come già sottolineato, Ppiizzoollattoo non ha il torto di averci rotto i coglioni per quasi 8 ore (leviamo le inquadrature delle highway, spettacolari, e qualche cupa scena + le song dal palco del bar) ma di aver copiato idee altrui per rompercele. Ciò è imperdonaBBile.
    Dovrà vendere il culo per convincere l’HBO a produrre la terza serie.

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