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Visioni (di molto) successive/A proposito di Davis… Non sarà mica lui che m’ha rubato 50 euro dal portafoglio?

a proposito di davisFilm dei fratelli Coen del 2013, A proposito di Davis è affetto da inestinguibile nostalgia per locali fumosi dove ascoltare musica come se da ciò dipendesse la nostra stessa esistenza. Da ciò dipende sicuramente quella di Llewyn Davis (Oscar Isaac), musicista sfigato e che un po’ de sfiga la porta pure: il collega con cui lavorava in duo si è suicidato dal ponte George Washington (come gli fa notare uno dei personaggi, di solito a New York ci si getta dal Ponte di Brooklyn) e la sua amica e amante Jean (Carey Mulligan) gli fa notare che “Tutto quello che tocchi diventa merda, come il fratello idiota di re Mida”. E in effetti a Llewyn ne capitano di tutti i colori. Il film si apre con un tizio con un cappellone da cowboy che lo prende a botte nel retro del locale dove si esibisce, il Gaslight Cafè. Da questo evento i fratelli Coen vanno a ritroso a raccontare la settimana terribile di un cantante folk che non ha il becco di un quattrino, usa l’agenda telefonica per trovare qualcuno che gli presti un divano per dormire, gira nel gelido inverno newyorchese con solo una giacca addosso perché non può permettersi il cappotto e canta – o madonna quanto folk canta a occhi chiusi sognando chissà che cosa.

Il suo problema è che il genere non è ancora diventato commestibile e quindi lui e tutti i figli dell’America proletaria (oddio se pò dì proletaria negli Stati Uniti o me ritrovo la NSA a casa?) come lui si sbattono per vivere delle vite che non siano come quelle dei loro genitori (il padre di Llewyn era un marinaio e si trova in una casa di riposo, non bpuò più parlare e si fa la cacca addosso) ovvero cantare a occhi chiusi ballate solo voce e chitarra. Oppure c’è Al Cody che non ha venduto neanche un disco come Davis, fa degli strani vocalizzi (con la bocca eh mica col culo anche se sembrerebbe proprio) ed è interpretato da Adam Driver che vedremo in Star Wars 7 – e ora so davvero preoccupato pensando a J.J. Abrams alle prese coi vocalizzi di Adam Driver, uno nato a San Diago che in tedesco significa Grande Vagina di Balena.

Sta gioventù scapestrata (Llewyn ha messo incinta un paio di donne che aiuta ad abortire dandolo loro i pochi soldi che racimola) non trova la sua strada e al nostro affezionatissimo va sempre qualcosa storto: lo vediamo uscire dall’ennesima casa che lo ha ospitato per una notte carico degli oggetti che costituiscono la sua vita e il gatto dei suoi amici scappa. Lo rincorre, crede di averlo recuperato, ma quando lo porta indietro la proprietaria gli urla “Dove è il suo scroto? Dove è il suo scroto? Era un maschio, non una femmina”. Ha rapito il gatto sbagliato. Mette incinta la compagna-collega dell’unico amico che ha e che prova abbastanza compassione per lui da trovargli ogni tanto qualche lavoretto nell’ambiente ed è la stessa ragazza che lo apostrofa pesantemente per quasi tutta la durata del film (“- Tu non vuoi mai andare da nessuna parte, ed è per questo che continuano a succederti le stesse cazzate: perché sei tu stesso a volerlo. – Dici che è per questo? – Sì, e anche perché sei uno stronzo!”).  Llewyn non sembra provare sensi di colpa, si prende tutti gli insulti che la ragazza gli vomita addosso e le botte in faccia del Caso perché in fondo non riesce a prendere in mano la propria vita perdendo troppo tempo a sognarla. C’è una scena: Llewyn rincorre il gatto, si volta un attimo giusto in tempo per vedere dall’altra parte della strada che si allontana un musicista campagnolo appena conosciuto che assomiglia tanto al segretario di 30 Rock; è un militare, ma anche lui ha tanta voglia di cantare. Questo ragazzo è il pupillo di un nome importante del settore discografico come Bud Grossmann e Llewyn si stupisce come possa essere preso in considerazione con la sua parlantina imbranata così naive, senza considerare che forse il militare campagnolo con la chitarra sulla spalla ha una direzione e ha un’innocenza che manca a Llewyn, troppo perso tra le sue recriminazioni sulle corruzioni commerciali del folk e nei confronti di tutti coloro che hanno poco talento mentre lui è fermo al gelo mentre cerca un gatto (“Un cantante folk con un gatto. Sei gay?”). Allora Llewyn parte per Chicago a incontrare Grossman: dopo un lunghissimo viaggio in auto con un grottesco jazzista scorbutico che non fa altro che raccontare storie bizzarre (corpo e occhiali da John Goodman) Llewyn si esibisce per lui, ma purtroppo Grossman è interpretato da Salieri/F. Murray Abraham e giusto lui poteva ammazzare la giovane carriera di Llewyn spiegandogli “Non si fanno soldi con questa roba”. Il nostro eroe torna a casa pronto a una vita “normale”, ma sua sorella ha buttato i documenti da sottoufficiale di marina e non può imbarcarsi e allora torna al Gaslight Cafè, canta e poi è preso a pugni. Mentre guarda il suo aggressore andare via, gli dice “au revoir” e io tremavo per il terrore che il film ricominciasse da capo. Tutte le canzoni folk cantate a occhi chiusi cantate un’altra volta a occhi chiusi. E di nuovo i divani e di nuovo un gatto da trovare. Mi è bastata una settimana “dentro Llewyn Davis” (Inside Llewyn Davis è il titolo del disco del nostro affezionatissimo ed è anche il titolo originale del film che appare solo una volta, in un’inquadratura dello stesso disco), una settimana nell’America del 1961, una settimana prima di Bob Dylan (che si esibisce mentre Llewyn è picchiato in strada) una settimana di facce e incontri e canzoni e chitarre e luci di automobili e autogrill persi in autostrade nell’inverno americano e canzoni e gatti. E proprio a proposito del gatto Joel Coen spiegò che “il film non aveva una trama vera e propria, e ciò ci portò a riflettere su questo punto, e fu per questo che inserimmo il gatto”. Capito come si scrivono le trame? Inserendo un gatto a fare pipi negli angoli della trama. 

Forse non sapete che…

I Coen odiano i gatti. Uno dei due, non chiedetemi quale per me sono indistinguibili come due gemelli omozigoti, si beccò una bella infezione per il morso di un gatto.

Oscar Isaac e Carey Mulligan lavorarono insieme in Drive, erano marito e moglie. Qui sono amanti e litigano in continuazione, praticamente la stessa cosa.

fightclub** Ragazzi, state commettendo un grosso sbaglio.

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