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Visioni successive/Avengers: Age of Ultron

avengers age of ultronAvengers 2 – sì, perché non voglio perdere il gusto di contarli – spacca e spacca forte. Si comincia subito con l’attacco ai nazisti o all’Hydra o allo Shield o come cazzo vi pare. L’obiettivo è recuperare lo scettro di Loki – quel figo di Tom Hiddleston si sente minus dotato senza. In questa prima battaglia, girata con un virtusosimo apprezzabile, ma che mette a dura prova il reparto effetti speciali che la fa fori dar vadetto un par de volte, c’è il primo bel momento di lotta di gruppo degli Avengers, che un po’ era stato il massimo nella battaglia di New York. Recuperato lo scettro, Tony Stark pensa di studiarlo e scopre che è l’anello mancante tra un Jarvis qualsiasi e un’intelligenza artificiale che possa spaccare il culo al resto della galassia (“Vedo un’armatura a protezione di tutto il mondo”). Praticamente Skynet. Ma Stark (che evidentemente ha visto Terminator e non gli piacciono le similitudini) preferisce chiamarlo Ultron. Ora, chiunque abbia visto Terminator capisce i pericoli insiti in un’idea come questa, ad esempio Kristanna Loken che fa il T-X incazzata e mestruata alla caccia di un’altra donna con il ciclo. Banner è dubbioso, ma accetta. Lo scettro di Loki si rivela un grosso cazzo su per il culo: se magna Jarvis e sviluppa subito un caratteraccio. In una scena molto bella, irrompe in una festa degli Avengers in cui una scienziata coreana si vuole fare Thor, la Vedova Nera si vuole fare Banner e War Machine cerca di farsene una a caso raccontando storielle sulle sue avventure di cui non frega un minchia a nessuno. Scrivevamo… arriva Ultron, non invitato aggiungo io – sapete come sono rigido contro gli imbucati a meno che non siano Vince Vaughn e Owen Wilson – e il suo ingresso è glorioso: appare come uno scheletro di un’Iron Machine, praticamente è una crisalide, ed è una scena molto bella, una creatura uscita dal suo brodo primordiale, incompleta ma bellissima. I nostri capiscono il pericolo: lo scettro di Loki è piuttosto incazzato e ha un po’ frainteso gli obiettivi di Stark: siamo al di là perfino di una pax romana, per Ultron la pace è distruggere tutto. I nostri vanno a caccia non prima di aver provato a incularsi Tony Stark, al quale piace la gnagna e non ci sta. Parte la caccia a Ultron – che nel frattempo è tornato nel rifugio dell’Hydra per costruire il suo esercito. Per il suo piano, Ultron ha bisogno di giusto un po’ di vibranio e parte per l’Africa. I nostri intuiscono le intenzioni di Ultron (non ricordo se per culo o talento) e lo beccano durante una transazione di affari. Qui c’è un bello scontro tra gli Avengers e Ultron aiutato da due “X-men”, i gemelli Maximoff: uno super veloce (Kick Ass Andrew Taylor Johnson) e una con il potere, tra gli altri, di scatenare contro i suoi nemici le loro stesse paure. Saranno questi incubi a occhi aperti a fare a pezzi i supereroi. Li salva Hawkeye, li raccoglie e li porta nella Casa nella prateria, in una casetta dove mi aspetto di vedere saltare fuori Kevin Costner e Diane Lane nei panni di Jonathan e Martha Kent. È un particolare che tornerà più avanti. Momento bucolico e familiare con Hawkeye che amoreggia con la mogliettina incinta e casalinga, e insegna ai figli come costruire sedie. Intanto gli Avengers sono a pezzi, si leccano le ferite, Vedova nera si vorrebbe leccare tutto il verde di Hulk, ma si preparano per lo showdown finale aiutati da Nick Fury (ma non era morto? No, quello era Coulson, che è resuscitato, me pare). Cosa vuole fare Ultron con il vibranio? Quello che vuole ogni star di Hollywood: un corpo nuovo, sempre giovane e refrattario alle rughe e ai temibili effetti della forza di gravità. Una coreana bona come er pane lo aiuta a creare un corpo vuoto dove caricare  la sua coscienza. Glielo rubano e Stark ha la seconda brillante idea in manco due ore: invece di Ultron, vuole caricare Jarvis nel corpo vuoto, che non era morto ma semplicemente si era dileguato nel mondo digitale per sfuggire all’attacco di Ultron. C’avete capito qualcosa? No? Pensare che ho evitato il passaggio sull’omeostasi termica aumentata! Comunque, convinti da Thor, che lo ha visto durante una gelida immersione in una pozza dove lo ha portato Stellan Skaarsgard sperando che un bagno avrebbe ghiacciato i suoi bollenti spiriti (Jane/Natalie Portman non si vede in giro e al figlio di Odino che deve aver visto Nimphomaniac anche il vecchio Stellan sembra una bella gnocca), caricano Jarvis dentro il corpo (ho dimenticato: Ultron ha messo un po’ di pepe nella faccenda, inserendo nella testa del neonato la pietra dell’infinito che era l’essenzs dello scettro di Loki) e lanciano la monetina: sarà uno stronzo sanguinario praticamente imbattibile o un cucciolotto docile che ubbidirà agli ordini? Je dice culo perché il risultato è praticamente Superman (ah Dc Comics chiedi i diritti!) e je dice culo che non è un pazzo scriteriato. Tra l’altro sto tizio che non so se chiamare Jarvis ha una pelle bellissima, liscia e rossa, sembra appena uscito da una doccia solare di 47 ore. Insomma il nuovo Jarvis si unisce agli Avengers e attacca Ultron, il quale, con gli avanzi del vibranio, ha inventato una macchina che può staccare dalla Terra un’intera cittadina di una non meglio precisata zona tra Russia e Ucraina chiamata Sokovia e usarla come un enorme meteorite che, impattando al suolo, possa fare all’Uomo quello che in passato fu fatto ai dinosauri. Un macello insomma. Con la razza umana sull’orlo dell’estinzione, i nostri eroi si preoccupano di salvare qualche migliaio di ucraini o russi sfigati, però alla fine i nostri eroi salvano capre e cavoli con perdite minime anche se: 

-Thor prende il volo per Asgard perché sente puzzo de bruciato;
-Hawkeye se dà ar giardinaggio – anche se tutta sta voja de famija me aveva fatto pensà che lo avrebbero ammazzato: quando in un film uno dice che vuole stare a casa a costruire una saletta per il cucito alla moglie il suo percorso da supereroe è concluso ed è ora che schiatta, però dice che ha smesso con le frecce, così magari se pò sempre di che è tornato come Cincinnato o Bobby Ewing;
-Hulk è troppo arrapato dalla Vedova Nera e scappa;
-Tony Stark scappa;
-Alla fine restano Captain America e la Vedova Nera che dalla vita nun c’hanno un cazzo e decidono di reclutare una nuova generazione di Avengers.
Ecco che c’è il passaggio di testimone a un nuovo gruppo di supereroi di cui non me ne frega francamente un tubo perché se non ci sono Thor e Iron Man per me può andare in malora tutto. Forse è pure mejo Ultron.
In conclusione: Avengers Age of Ultron conferma la mano ferma di Whedon nel condurre l’azione dove vuole – spettacolarità pura – ma anche attenzione a un mondo complesso in cui perfino i supereroi sono messi in discussione da sacche di Ultras della curva sud che si oppongono al pensiero unico dei Vendicatori (identificabili come l’Impero Americano del “nostro” tempo). Stupisce l’assenza di giudizio per un pianeta talmente complesso che una mente superiore come Ultron fa fatica a comprendere e quindi sceglie la tabula rasa e ricominciare daccapo. Francamente è quello che penso anche io. Sono una mente superiore? Forse sì, forse no, ma chi se ne frega. A me è piaciuta anche la meccanica psicologica dei personaggi, una fragilità messa a nudo dai poteri di Scarlet/Wanda Maximoff che li colpisce alimentando le paure di ciascuno dei personaggi, consentendoci di vedere le loro reazioni. Del resto, degli eroi invincibili, come fai a batterli?
Mi sono piaciute le scene di azione, ad eccezione di quelle all’inizio in cui forse si è rischiato troppo e la resa visiva ha pagato dazio. Belle quelle di insieme con tutti gli Avengers che combattono, momenti davvero emozionanti, ma soprattutto Avengers Age of Ultron non ti lascia respiro, pagando un po’ alcuni momenti di scrittura pasticciata. Ma chissenefrega. Però, in tre o quattro momenti sono rimasto letteralmente a bocca aperta. Peccato per il finale: la prospettiva di Jarvis/Visione, San Wilson/Falcon, Scarlet e War Machine nuovo Avengers a me fa cadere le palle.
C’erano tante cose da aggiingere: Nick Fury e soprattutto Coby Smulders, la coreana bonazza ma più di tutto mi viene da pensare che Joss Whedon ha sceneggiato Toy Story e ricordo quando Woody dice ai suoi che guardano a bocca aperta Buzz Lightyear spiccare il volo: “Quello non è volare, è cadere con stile”. Diciamo che questi Avengers sono cosi, cadono e si rialzano, gli mettono in bocca dialoghi a volte al limite del ridicolo e gli fanno fare cose altrettanto risibili. Però, che stile!!!
Le battute
Tony Stark: Io metto i soldi, il progetto e faccio sembrare tutti affascinanti.
Ultron: Tutte le persone creano ciò che temono.
Banner: A volte sei troppo dura. Vedova Nera: Spero tanto che quello lo sarai tu con me.

forrst gump**** La vita è come una scatola di cioccolatini: non sai mai cosa ti può capitare
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2 thoughts on “Visioni successive/Avengers: Age of Ultron Lascia un commento

  1. Hai dimenticato “Si parla che le daranno il Nobel” tra le battute memorabili…ma comunque lo scambio vedova/hulk vorrei sentirlo in inglese….così sembra scritto da Lino Banfi 😀 😀 😀
    PS non ti preoccupare per il finale…non saranno certo quelli gli avengers nel prossimo. E’ che per Civil War (2016) dovevano togliere di mezzo Hulk e Thor e si sono inventati un paio di supercazzole…

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