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Prime Visioni/Whiplash-Jazz da Oscar?

whiplashTrascinato dalle candidature agli Oscar (film, sceneggiatura, attore non protagonista, montaggio e sonoro) Whiplash, questo piccolo film distribuito già da tempo negli USA, ha trovato casa in Italia. E ne vale la pena.

Svolgimento
Un coso brutto e buffo si esercita alla batteria. Qualcuno entra nella stanza. “La smetti di fare tutto questo casino? La bambina dorme”. Poi entra un altro e il coso brutto e buffo smette di suonare. “Perchè hai smesso di suonare?”. “Pensavo fossi lo stronzo di prima”. “Io sono un insegnanate di musica figo e anticonformista che vi spacca il culo e vi mette ansia gridando “Faster-Faster” non perché sia uno stronzo sadico, ma perché voglio spingervi oltre i vostri limiti di così brutti e buffi, farvi diventare Charlie Parker anche se siete più o meno boni per il jazz come Cassetti è bono per il calcio. Ora, perché cazzo hai smesso di suonare?”. Il coso brutto e buffo riprende il suo assolo, ma il tizio lo interrompe di nuovo: “Perché stai suonando come una scimmia con i cimbali?”. Ok, ora, questi sono tipo i primi tre minuti del film e avete capito che io mi sono subito innamorato.
Coso brutto e buffo colpisce l’insegnante ed entra nella sua band. Coso brutto e buffo comincia a fare strada, sembra andare lì tutto per il verso giusto, trova perfino il coraggio di chiedere di uscire alla tipa che vende le caramelle al cinema dove va insieme al padre a vedere film tipo Rififi. Poi qualcosa si inceppa, coso brutto e buffo se monta un po’ la testa e comincia a straparlà. In una delle scene più belle del film, nonché una delle poche “corali“, una cena di famiglia si trasforma in una mezza rissa del tipo “io ce l’ho più grosso di te”, “io mi sono scopato tua mamma” e robe così, un momento tra l’altro scritto benissimo. Scrivevo una delle poche scene corali perché Whiplash è un susseguirsi di sfiancanti prove e risse verbali tra l’insegnante e l’allievo, onanismi musicali, addirittura cosa brutto e buffo molla la donna – che è uno dei più grossi pezzi di fica che possa capitare a un coso brutto e buffo, perché si deve esercitare tutto il tempo. Poi, insegnante e allievo scazzano male. Siamo di fronte a Un attimo fuggente in versione Sith. Fletcher, l’insegnante, spinge al limite, fisico e psichico, i suoi ragazzi, esortando, insultando, umiliando, pretendendo il continuo miglioramento. “Non ci sono due parole nella lingua inglese più dannose di “buon lavoro””. Un atteggiamento che ha causato stress e ansia ai suoi allievi. Quando un suo ex studente si suicida, la scuola chiede a coso brutto e buffo se se la sente di testimoniare contro Fletcher. Che è cacciato da questo prestigioso conservatorio. Alla gente rode sempre il culo quando perde i soldi, ma Fletcher si dispera perche non ha mai trovato il nuovo Charlie Parker. Il bello è che questo Keating del jazz organizza uno scherzo al coso brutto e buffo: lo becca casualmente e siccome sa che è lui responsabile della sua cacciata dal conservatorio, gli offre di suonare nella sua apertura nel concerto di apertura del festival jazz di New York. Mica cazzi. C’è tutta la gente che conta. Be, Fletcher gli fa uno scherzo, gli dice di prepararsi un brano ma poi sul palco ne suona un altro. Lo vuole umiliare, cancellarlo, spazzarlo via come Palpatine distrugge Mace Windu. Prima, coso brutto e buffo scappa dal palco, ma poi ritorna. Erano mesi che non suonava, ma caca un assolo di batteria strepitoso che pure Fletcher se ne viene nei pantaloni.

Conclusione
Cosa mi è piaciuto di Whiplash? Il suono, la scelta inusuale di non usare un college per femmine o una scuola esclusiva per futuri capitani di industria o presidenti degli Stati Uniti, ma un conservatorio, mettendo Whiplash al livello di un Glee o un Saranno Famosi/Fame, ma in salsa jazz. E bello, molto bello. Damien Chazelle esce anche dai canoni usuali del professore buono e gentile e che ti apre il cervello e che ti cambia la vita. Fletcher spacca letteralmente i culi, umilia i suoi allievi e poi cerca volutamente di rovinarli. Ma alla fine, il talento vince sempre. Forse. E ricordate: faster-faster… sarà un tormentone agli Oscar, mi ci gioco le bacchette della batteria.

forrst gump**** La vita è come una scatola di cioccolatini: non sai mai cosa ti può capitare

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