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Visioni successive/Noah, quasi un film di Aronofsky

noahLa cosa che sorprende del Noah di Aronofsky è che non sembra un film di Aronofsky. Se non fosse per l’impulso all’autodistruzione (per se stesso, la sua famiglia e tutta l’umanità) che il protagonista del titolo condivide con altri personaggi della poetica aronofskiana, vorrei quasi dire che il regista si è nascosto dietro il messaggio e il libro che lo ispira. Come immagino tutti sappiate, Noah è tratto dal più venduto libro fantasy della storia, la Bibbia, e in particolare i capitoli della Genesi che parlano del papà di tutti noi, Noè. Qualcuno si è lamentato della melodrammaticità e la banalità del messaggio di cui il Noah di Aronofsky si fa portatore, ma inviterei a pensare al materiale originario: un testo biancobianco-neronero, da cui però il regista di The Wrestler è riuscito a tirare fuori un qualcosa di molto attuale: per i temi ambientali (dopo la caduta dal Paradiso terrestre, i discendenti di Caino depredano la Terra e la natura, vivendo nello spregio del Creato), mentre Noah vive con la sua famiglia mangiando i frutti della terra e, proteggendo i figli del creato. Insomma un vegetariano. Il mondo in cui si muove Noah è giovane, abitato da figure fantastiche (i Vigilanti) e pieno di magia (i poteri di Matusalemme).
Insomma Noè era vegetariano. Sto cercando di ricordare perché all’uscita del film vegani e vegetariani non abbiamo cercato di utilizzare la pellicola per il loro messaggio di odio verso le multinazionali del junk food che vogliono solo il meglio per noi e disseminare il creato di OGM. Forse perché non volevano farsi coinvolgere da un libro così poco credibile, per un film su cui hanno messo le mani in tre (Aronofsky, Handel e il non accreditato Logan, che ha scritto cose molto belle come Il Gladiatore (!), Ogni maledetta domenica (???), Skyfall e la serie tv Penny Dreadful). I discendenti di Caino fanno delle cose molto cattive nei boschi alle donne, ai bambini, forgiano armi e si mangiano gli animali. Noè e la sua famiglia campano di bacche. I rispettivi destini entrano in rotta di collisione. Russell Crowe si trasforma in gladiatore e fa il culo ai cattivi. Presto torneremo anche noi a campare di bacche. O almeno è quello che i tre di cui sopra si augurano. Ma loro ce campano de bacche?

forrst gump**** La vita è come una scatola di cioccolatini: non sai mai cosa ti può capitare

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3 thoughts on “Visioni successive/Noah, quasi un film di Aronofsky Lascia un commento

  1. Stefano Disegni lo ha parodiato nel numero di maggio di CIAK: “due ore di pazze risate con il grande comico R Crowe e le inarrivabili gags di Noah…”
    Io, nel mio piccolo, lo candido per il Premio CHIAVICA (con POMPEI, TUTTA COLPA DEL VULCANO, COMIC MOVIE, UN FIDANZATO PER MIA MOGLIE ecc)

    Mi piace

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