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Serial&Co(cci)/Game of Thrones Recap/4×7 Mockingbird/That’s just a baby

mockingbird

Che cos’è?
La più alta concentrazione di psicomatti della storia della televisione… senza considerare Dallas, la serie originale.

Cosa è successo?

APPRODO DEL RE

Sostanzialmente in questo episodio, nella capitale non usciamo quasi mai dalle prigioni in cui è rinchiuso Tyrion. Il monologo accusatorio al processo è ancora nell’aria. Siamo nelle segrete con Jaime che accusa il fratello di aver vanificato il suo piano perfetto. Tyrion fa presente che in verità non era il suo piano ma quello del padre ed è stato bello mandarlo all’aria. Lui è sacrificabile, Jaime è sempre stato il Golden son, l’erede a dispetto di qualsiasi cosa combinasse.

Nelle scene che seguono non solo Tyrion perde i suoi campioni ma scopriamo il suo avversario. Cersei sceglie il più temibile dei guerrieri dei Sette Regni: la Montagna. La vediamo mentre massacra dei poveracci, tanto per ricordarci che a Westeros i diritti umani e quelli dei condannati devono fare molti passi avanti prima di poter vedere un assassino in cella guardare la tv e gustare Margarita. Jaime non può salvarlo e Tyrion perde il primo campione. È il turno di Bronn che si presenta vestito come un signorotto. Cersei ha comprato anche lui promettendo una moglie e un castello. La prescelta è una secondo genita, e Tyrion ricorda al mercenario le leggi di successione. Ma Bronn non si scompone: la gente cade da cavallo tutti i giorni, non ci sorprenderebbe scoprire che la sorella maggiore della moglie di Bronn improvvisamente muore. Bronn ricorda a Tyrion che lui promise di raddoppiare qualsiasi offerta per tradirlo, ma purtroppo in nano non ha carte nella manica; promette una porzione di Nord quando regnerà in vece di Sansa ma è un’ipotesi tanto remota che non convince Bronn a rischiare la vita per Tyrion. Il mercenario ricorda quando ha salvato la prima volta Tyrion, danzando intorno al campione di Lysa al Nido dell’aquila, ma la Montagna mette davvero paura. “Quando hai rischiato la vita per me?”. Neanche l’amicizia convince Bronn a mettere a repentaglio tutto per l’amico. I termini del loro rapporto erano chiari fin dall’inizio e hanno trascorso bei giorni insieme.

Certo che ‘ste segrete so frequentate c’è più traffico che a Ponte Milvio all’ora dell’aperitivo.

Arriva Oberyn. Visita inattesa. Racconta di Cersei, di come abbia cercato di influenzarlo mostrando la sua debolezza, i suoi sentimenti verso la figlia, Myrcella. Capisce quanto lo odi. “It’s rare to find a Lannister who shares my enthusiasm for dead Lannisters”. E racconta di quando incontrò per la prima volta Tyrion, era appena nato, Oberyn andò in visita con il padre e la sorella Elia a Castel Granito. Un episodio che ho ricordato nel precedente recap. Spiega che odiò tutto di Castel Granito. Durante il viaggio si sentiva parlare del mostro figlio di Tywin, la testa troppo grande, gli artigli, la coda, l’occhio rosso. Quando arrivò a Castel Granito chiese subito a Cersei di mostrargli il mostro. Dopo alcuni giorni di insistenti richieste, li portarono nella stanza di Tyrion, ma scoprirono che non era un mostro “That’s just a baby”. Cersei lo detestava già: “Ha ucciso mia madre”. Il ricordo di Oberyn quasi fa piangere il nano, non so se per l’accusa di aver ucciso la madre, che gli deve essere stata rivolta centinaia di volte o se per il disprezzo atavico che la sorella nutre per lui. Ma il pianto volge presto al sorriso. Oberyn vuole giustizia per la morte della sorella violentata e uccisa insieme ai figli dalla Montagna. Quale modo migliore di ottenere vendetta se non diventando il campione di Tyrion?

TERRE DEI FIUMI

Arya e il Mastino incontrano un moribondo. È l’occasione per una riflessione sulla vita e sul perché ci ostiamo a sopravvivere. “Abitudine” dice l’uomo interpretato da Barry McGovern, paura del niente che verrà dopo, che sarà senz’altro peggio. La ragazzina invece afferma “Nothing is just nothing”, che buttata lì sembra una frase senza senso, invece un certo senso consolatorio ce l’hanno: il niente è niente, quando c’è la morte noi non ci siamo, perché temerla? È solo niente sembra ricordarci Arya Stark la quale racconta al moribondo chi sia lei e chi è il Mastino. L’uomo non sembra far caso ai nomi o collegarli alla grande Storia dei Sette Regni. Trova solo che sia “equilibrato” che il Mastino riporti alla sua famiglia la ragazzina in cambio di un equo riscatto, ma ormai le cose non sono più equilibrate a Westeros. Così Sandor, stavolta, insegna la pietà ad Arya, uccide l’uomo con un preciso colpo al cuore, gli rivolge un ultimo sguardo che sembra dire “rilassati, lascia andare”.
Ma si sa, a Westeros non c’è certo tempo per distrarsi a contemplare gliatroci destini dicui siamo protagonisti, così il Mastino è attaccato da un uomo che lo morde al collo, ferendolo. Ovviamente il Mastino si libera subito di impaccio ma c’è un altro uomo. Arya lo riconosce, era uno dei prigionieri di Yoren mentre stava andando alla Barriera. Ricorda che l’uomo la minacciava. Sandor chiede se è sulla lista di Arya ma la ragazzina spiega che non può esserci, non conosce il suo nome. “Come ti chiami?” chiede Clegane. “Rorge” e appena sentito il nome Arya lo colpisce veloce con Ago, dritto al cuore, poi pulisce la lama sulle vesti dell’uomo ormai morto come ha visto fare a Sandor. La ragazza sta imparando.

La ferita del Mastino andrebbe cauterizzata. Sandor non vuole, se la prende con Arya che l’ha trasformato in una sacca d’argento che cammina (la taglia gli è stata affibbiata per aver ucciso i soldati Lannister alla locanda, quando Arya fu imprudente e li fece scoprire). Poi il Mastino si calma e racconta la sua storia, su come sia stato abbandonato dalla sua famiglia perfino dopo che il fratello gli ha fatto quello che ha fatto. Ricorda l’episodio, è la terza volta che sentiamo raccontarlo, prima sotto forma di pettegolezzo, ora da un testimone diretto. Arya capisce che il Mastino è solo come lui, lo aiuta a pulire la ferita e a ricucirsi.

POD E BRIENNE
Nella strada verso Nord i due si fermano in una taverna e si imbattono in un vecchio compagno di viaggio di Arya, di cui non ricordo il nome, il piccolo cuoco che regalò ad Arya una pagnotta a forma di metalupo. Il ragazzo è un gran chiacchierone e si ferma al tavolo con i due a spiegare come cucinare un perfetto tortino di rognoni. Brienne si spazientisce delle domande del ragazzo e gli spiega che stanno cercando Sansa Stark. Il giorno dopo Pod dice alla donna che è stata impudente a rivelare la loro missione. Le parole del ragazzo sono ancora nell’aria che arriva il piccolo cuoco che rivela che ha fatto un tratto di viaggio con la piccola Stark e che l’aveva lasciata con il Mastino, prigionieri della Confraternita che voleva venderli alla zia Lysa. Pod è molto ben informato sul fatto che Lysa è l’ultima parente rimasta alle Stark, che ha dei soldi e che soprattutto odia i Lannister. Ma non ci potevate pensare prima? I due cambiano strada.

ALLA BARRIERA

Non vanno più alla Barriera Pod e Brienne ma è la Barriera a venire da noi. Vediamo Jon Snow che torna al Castello Nero. A pranzo a un confronto con Ser Alliser. Jon propone di sigillare il tunnel, il cancello non fermerà i giganti che ha visto tra le fila dell’armata di Mance Rider. Ma l’odio di Ser Alliser per “Lord Snow” impedisce una discussione serena sull’argomento e Snow viene zittito e spedito a fare la guardia di notte con Sam sulla Barriera.

DRAGONSTONE

Una sola scena alla Roccia del drago, tra Selyse e Melisandre. La sacerdotessa rossa sta facendo un bagno e la vediamo con i seni a pelo d’acqua e i capezzoli belli rizzati. Bello il contrasto tra il corpo opulento, levigato di Melisandre e quello malamente coperto della regina. Selyse sembra quasi attratta da Melisandre. Le due parlano della verità, dei trucchi e delle menzogne che possono aiutare a far vedere il Signore della Luce. Sto Signore della Luce non sembra tanto meglio di Joffrey… menzogne, sacrifici umani… Proprio qui arriviamo. Le due donne parlano di Shireen. Guardano nel fuoco, la ragazzina servirà al Signore della Luce. Fossi in lei comincerei a scappare. La sacrificheranno per evocare un drago?

MEEREEN

Appena chiusa la scena con Melisandre completamente nuda, passiamo al di là del Mare Stretto per fare contente le signore. Daario si imbuca nella stanza di Daenerys. Chiede alla sua regina di lasciargli fare quello che sa fare meglio: ammazzare e scopare. Daenerys lo accontenta: se lo scopa e poi lo manda a Yunkai a sedare la rivolta dei padroni. Il mattino dopo Jorah becca Daario che scappa dalle stanze della regina. L’uomo rosica non poco. Ha una discussione con la regina circa le sue decisioni per Yunkai, ovvero uccidere tutti i padroni. Jorah ricorda che fu esiliato perché aveva venduto degli schiavi e spiega che se Ned Stark avesse fatto a lui quello che Daenerys vuole fare agli schiavisti di Yunkai, lui non potrebbe essere ora al suo fianco ad aiutarla per una buona causa. Perdono e redenzione. La giovane regina comprende e decide di dare un’opportunità agli schiavisti di tornare sulla buona strada. Poi dice a Jorah di comunicare che lui le ha fatto cambiare idea: c’avrà le corna ma ogni tanto Jorah riesce ancora a vincere qualche battaglia dialettica… ma il maschio alfa rimane Daario.

NIDO DELL’AQUILA
Per chi ha letto i libri questa era una scena molto attesa. Sansa modella con la neve Grande Inverno. Ha nostalgia di casa che non vede ormai dalla prima stagione. Arriva Robin, il ragazzino rovina la scultura, Sansa rosica e allunga uno schiaffo al piccolo lord, so cazzi. Arriva Petyr; Sansa vuole sapere perché ha ucciso Joffrey, lui confessa l’amore per la madre e spiega “cosa facciamo a chi fa del male alle persone che amiamo”. Prima dice a Sansa che in un altro mondo, senza le regole imposte nei Sette Regni, lei sarebbe potuta essere sua figlia, poi gli infila la lingua in gola. Dall’alto, Lysa osserva tutto. Da zia amorevole convoca Sansa nella sala con la Porta della Luna, vuole gettare Sansa di sotto, ma sarà lei a finire spiaccicata nella valle, gettata di sotto da Baelish non prima che l’uomo rivelasse anche a lei il suo vero amore: la sorella, Catelyn Stark.

Come è stato?

Il Mockingbird del titolo è il tordo sbeffeggiatore, il simbolo di Lord Baelish. È chiaro che il caro Ditocorto sta sempre di più elevandosi al rango di una casata di cui tener conto nelle lotte di potere nei Sette Regni. A volte bisogna distruggere la casa per costruirne una più bella. È quello che va ripetendo l’uomo: l’unica cosa di cui siamo certi è che non ha partecipato al complotto per uccidere Joffrey per amore di Catelyn, ma solo per bramosia di potere, come siamo convinti che abbia coscientemente cercato di farsi beccare mentre baciava Sansa così da scatenare la reazione della sposina.  È anche la prima volta che lo vediamo uccidere qualcuno con le sue mani. Baelish ha pianificato la morte di Jon Arryn (ucciso fisicamente proprio dalla moglie Lysa che ha versato del veleno nelle sue bevande), ha tradito Ned Stark portandolo alla decapitazione, ha scatenato la Guerra dei Cinque Re, ha consegnato Ros a Joffrey perché la donna era la spia di Varys, ha pianificato l’assassinio di re Joffrey e dato l’ordine di uccidere Dontos dopo il rapimento di Sansa.
In una puntata costruita sue duetti, le uniche eccezioni sono state l’episodio della fattoria bruciata con il Mastino, Arya, il moribondo e Rorge, i dialoghi nella locanda da Pod, Brienne e il piccolo fornaio di cui mi ostino a non cercare il nome su Wikipedia, il pranzo in cui Jon Snow è umiliato al Castello Nero.
Per il resto Game of Thrones Mockingbird si è sviluppato su una serie di colloqui a due, più o meno la struttura portante della serie. Sono i dialoghi a far andare avanti i personaggi. Una serie in cui è forte il contrasto tra quello che siamo e come ci vedono gli altri, come siamo etichettati. Tyrion è un nano, un mostro e per quanto bene possa fare sarà sempre tale. Jaime è lo Sterminatore di re, uno spergiuro e non sarà mai degno di essere considerato un cavaliere. Daenerys porta un messaggio di cambiamento ma è disposta a compiere stragi pur di realizzarlo e usa il sesso e il potere come i suoi colleghi uomini; lei è una Targaeryen, nel continente occidentale la seguirebbe solo per il suo cognome senza avere necessità di mostrarsi anche una regina giusta. Brienne è una donna ma ha l’aspetto di un cavaliere, se glielo chiedono risponde di non esserlo, se la chiamano così sgrana gli occhi. Il cambiamento è la forza trainante dei personaggi ma i loro sforzi sono prevalentemente vani. Questo è ciò che accade in una società senza internet e senza Reti, il collegamento sono le storie raccontate nelle locande. In tutto ciò, i personaggi che sembrano più dimessi di tutti si rivelano i motori della storia, Varys e Ditocorto. Uno dei binomi più interessanti è quello tra Tyrion e Jaime, i due non rinunciano all’ironia nera che li contraddistingue (“Even if you die, imagine the look on father’s face when you fall: our family name snuffed out with a single swing of the sword.” “It’s tempting”.).
Vorrei evidenziare Selyse, interpretata da Tara Fitzgerald, in una scena in cui sembra attratta e allo stesso tempo terrorizzata da Melisandre, in una sequenza in cui il corpo ben tornito della sacerdotessa rossa fa da contrasto con quello dimesso e malamente coperto della “regina”.
Quella tra Arya, Clegane e il moribono è una scena degna di Shakespeare, una valutazione dei destini di ognuno in una serie il cui claim è stato “All men must die”, con un Barry McGovern che è uno degli attori inglesi più apprezzati specialmente nelle sue interpretazioni beckettiane.
Sebbene mi entusiasmi sempre, non sono contento del trattamento riservato a Oberyn. Sempre le allusioni al sesso. Se avessero impiegato più tempo a spiegare quanto fosse letale la Vipera Rossa nel continente occidentale, la prossima spida con la Montagna avrebbe reso l’attesa più tesa. Invece secondo me si sono un po’ bruciati le carte, mostrandocelo sempre come un erotomane.
Per la terza volta l’attore che interpreta la Montagna cambia, ed è la terza volta che si parla delle ferite al volto del Mastino causate dal fratello.

Le battute
If you want justice, you’ve come to the wrong place (Tyrion a Oberyn)
You cannot give up on the gravy (Il piccolo cuoco sconosciuto a Brienne e Pod)
You’re not interesting enough to be offensive (Brienne a Pod)
The pain was bad, the smell was worst (Mastino ad Arya)
They can live in my new world or they can die in the old one (Daenerys a Jorah)

Un curriculum a caso
rory mccann

Rory McCann

E’ stato il generale Cratero in Alexander di Oliver Stone, ha partecipato a Hot Fuzz, in tv a State of play e a Shameless. Dopo aver lavorato in Islanda in Beowolf & Grendel, decise di trasferirsi lì ma rimase senza lavoro per la crisi economica che colpì il paese. Per fortuna che Benioff e Weiss erano alla ricerca di un po’ di giganti (McCann è alto quasi due metri) per Game of Thrones.

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