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Serial&Co(cci)/Game of Thrones 4/Recap Two Swords

game-of-thrones-season-4-red-viper-indira-varma-ellaria-sand-pedro-pascalChe cos’è?
La serie tratta dalle mille e mille pagine di George R. R. Martin, Le cronache del ghiaccio e del fuoco. Spietato fantasy che è valso al suo ideatore il soprannome di Ciccione Malefico (sbrigate a finì sti cazzo de libri).

Che è successo?
Come scritto, l’inizio è iconico. Nel fuoco che forgia le nuove spade di acciaio valyriano dei Lannister, Tywin brucia un lupo, simbolo della casa Stark a cui quell’acciaio è stato strappato, quasi a cancellarne il lascito. Ma subito la realtà si frappone tra la Mano del Re e i suoi desiderata. Il figlio Jaime, a cui è destinata una delle due spade, rifiuta di lasciare la Guardia Reale per diventare il signore di Castel Granito. Sebbene le motivazioni che spingono il primogenito dei Lannister a una tale decisione siano senz’altro molteplici, come restare al fianco della sorella o del suo figlio naturale, capiamo che si fa largo nello Sterminatore di re un cambiamento, un’evoluzione: la prigionia e la vicinanza con Brienne lo ha cambiato, rappresentandogli quell’ideale di cavaliere a cui lui non ha mai neanche aspirato ma che forse comincia ad apprezzare. Jaime rifiuta di rompere l’ennesimo giuramento della sua vita ma tiene la spada.
Intanto Tyrion è mandato ad accogliere la delegazione di Dorne. Ma non arriva Doran, signore di quelle terre, ma il fratello minore, Oberyn accompagnato dalla sua meravigliosa concubina, Ellaria Sand. Qui il principe ha modo subito di far capire che sarà un rivale per i Lannister. Infatti, mentre Tyrion lo aspetta alle porte della città, lui è già ad Approdo del re, in un bordello di Ditocorto. Dimostra di conoscere molto bene il membro del Consiglio reale (“Per Ditocorto tutto è in vendita”), ma si rabbuia quando sente qualcuno intonare The Rains of Castamere. Sono dei soldati Lannister e Oberyn li attacca, quasi ne ammazza uno e fa scappare un altro. Qui incontra Tyrion, che da vecchio maiale ha capito subito che il principe si sarebbe diretto subito nel migliore bordello della città. Il confronto tra i due, duro ma educato, consente a Benioff e Weiss di introdurre uno spiegone su Elia, moglie di Rhaegar e sorella proprio di Doran e Oberyn, che fu violentata e trucidata insieme ai suoi figli quando cadde la casa Targaryen. Capiamo che Oberyn non ha buone intenzioni, ce l’ha con Tywin («Di a tuo padre che i Lannister non sono i soli a pagare i propri debiti»).
Sempre Tyrion ha dei problemi coniugali. Sembra aver preso sul serio il proprio compito di marito e cerca di convincere Sansa a nutrirsi ma la ragazza è devastata ancora dalle Nozze Rosse. Tyrion ha anche il problema dell’amante che sembra sufficientemente ingrifata e non più disposta a fare la calzetta mentre vuole il cazzetto.
Anche tra Jaime e Cersei le cose non vanno benissimo. Lei è incazzata per l’assenza di Jaime: ma quel poraccio era prigioniero! Ed è tornato anche senza una mano. Ma niente, Cersei è incazzata nera. Tra loro sembra finita, beve sempre di più e si affida alle cure di Qyburn, Maestro ripudiato dalla Cittadella. Lei lo accusa di averla lasciata.
Vediamo anche Margaery: Brienne le spiega cosa è successo a Renly, ma la donna ormai è proiettata verso la sua nuova vita al fianco di Joffrey, del quale ammiriamo una statua mentre uccide un lupo. Pura fantascienza. Proprio il giovane re è ritratto in un colloquio insieme allo zio/padre Jaime. Il ragazzo lo deride, l’uomo capisce quanto è stronzo il figlio/nipote. Infine, proprio Jaime si ritrova a parlare con Brienne di Sansa. La donna gli ricorda il giuramento a Catelyn Stark di proteggere le sue figlie. L’uomo fa il difficile ma si capisce che le parole della donna hanno un’influenza su di lui. Mentre parlano guardano Sansa che prega. Nell’allontanarsi, incontra ser Dontos, l’uomo che ha salvato dall’ira di Joffrey. L’uomo le regala una catenina per suggellare una nuova amicizia.

Intanto, sulla strada per Meereen, Daenerys è con i draghi. Sono grandi e pericolosi. Poi la khaleesi attraversa l’accampamento per raggiungere Daario e Verme Grigio che stanno scommettendo su chi avrà l’onore di essere alla destra della regina durante il viaggio ma la donan li gela: è un onore che spetta a ser Barristan e a Jorah. Durante il viaggio, trovano i corpi di bambini crocifissi e che indicano la strada per la città degli schiavisti. Daenerys è sempre più determinata.

Alla barriera, Jon Snow deve affrontare un processo circa il suo “presunto” tradimento. Sostanzialmente è Aemon ad assolverlo. Ma capiamo che la lotta contro i bruti sarà difficoltosa. Prima ha un colloquio con Sam, in cui ricorda il fratello Robb, evidentemente messo a parte della sua tragica fine. Jon ricorda come il fratello fosse migliore di lui in tante cose, compreso tirare di spada, anche se nei libri era il contrario. Tra i bruti, facciamo la conoscenza con i Thenn che qui sono raffigurati come dei cannibali.

Il finale è con il Mastino e Arya che incontrano dei fuoriusciti Lannister con cui Arya si era imbattuta in precedenza e che uccisero un suo amico. La ragazza si vendicherà, uccidendo il responsabile nello stesso modo in cui questo uccise il ragazzo ma soprattutto torna in possesso di Ago: gli Stark combattono ancora.

Come è stato?
Two Swords si preoccupa di riprendere le file della passata stagione. Forse è un episodio che risulta eccessivamente prolisso ma assolutamente ben bilanciato, con un’apertura iconica con Tywin Lannister che fonde la spada degli Stark, Ghiaccio, per forgiarne due nuove per la casata Lannister da dare a Jaime e Joffrey, e una chiusura straordinaria con Il Mastino e Arya che sterminano dei fuoriusciti Lannister in una locanda; la piccola Stark ritorna in possesso di Ago, la spada che gli regalò suo fratello Jon Snow prima di entrare nei Guardiani della notte. Sembra quasi un secondo episodio, un raccordo su tutta la storia, per far riprendere confidenza con tutti i personaggi (qui ne vediamo 18 sui 25 totali che prenderanno parte alla serie). Forse si sarebbe potuto osare di più, dando più credito a degli spettatori attenti come quelli di Game of Thrones ma comunque Benioff e Weiss, che scrivono e dirigono l’episodio, girano una puntata che con pochi tratti ci aggiorna su un gran numero di personaggi.
Inizio e finale molto simbolici. La storia di Elia, introduce un personaggio che il pubblico televisivo approfondisce solo ora ma con cui i lettori hanno preso confidenza molto presto nei libri di Martin. Nella serie se ne parlò in “Baelor” nella prima stagione dalle parole di Aemon e nella terza nelle parole di Thoros

Curiosità
-Nella sigla iniziale si vedono Meereen, Dragonstone e Winterfell ma non si vedono nell’episodio.
-Di tutti gli attori che compongono il cast della quarta serie, in questo episodio non vediamo: Aidan Gillen (Petyr Baelish), Liam Cunningham (Davos Seaworth), Stephen Dillane (Stannis Baratheon), Carice van Houten (Melisandre), Isaac Hempstead-Wright (Bran Stark), Alfie Allen (Theon Greyjoy) e Conleth Hill (Varys).

C’è la fica?
Senza Melisandre sono perduto. Speriamo non le siano calate le tette nel frattempo. Però abbiamo acquistato Indira Varma, vista in Luther. Bona e quarantunenne, proprio la tipa che piace a me. Come mi moje insomma.

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