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Serial&Co/Boardwalk Empire 4: morte sul boardwalk (cum SPOILER)

Palpatine
Palpatine

Che cosa è?
Epopea criminale tra storia e fiction. Atlantic City, anni Venti: proibizionismo, criminali, malaffare, omicidi, tradimenti, presidenti e segretari di stato, J. Edgar Hoover, Al Capone, emancipazione femminile e della gente di colore. Nucky Thompson controlla il commercio di alcolici, la speculazione edilizia e la politica di Atlantic City, ma deve difendersi dagli attacchi di chi vuole mettere fine al suo impero del crimine.

Stagione 4: cosa è successo?
La terza serie si era chiusa con la sanguinosa guerra di conquista di Gyp Rosetti culminata con la sua uccisione. La quarta stagione si apre con l’ufficializzazione della pace nuckiana tra le parti. L’importante è fare soldi e l’accordo è saldato a fuoco con i soldi. Ma le forze in gioco si muovono e arrivano nuovi elementi come il dottor Narcisse, un predicatore della rinascita della razza nera che nasconde un avido trafficante di eroina che non esita a spacciare alla sua stessa gente. Gli interessi di Narcisse vanno a scontrarsi con quelli di Chalky che viene distratto dalla stessa figlioccia di Narcisse (che si chiama Daughter, “figlia” in inglese) a suon di boom boom sotto le coperte. Nel frattempo Nucky cerca di espandersi in Florida ma si ritrova tra i piedi il solito Masseria e Lucky Luciano. Almeno all’ombra delle palme fa la conoscenza molto interessante di Sally, interpretata da Patricia Arquette, una donna pratica e rotta a ogni esperienza, il cui primo appuntamento romantico con Nucky culmina in una furiosa scazzottata. I pericoli dal nostro eroe non solo esterni. Il nipote si mette nei guai al college: il sangue non è acqua e per vendicarsi di un bulletto che lo sfotteva, Willie organizza uno scherzo che esce dagli argini. Il bulletto muore e sebbene Nucky in un primo momento riesca a tenere la cosa sotto controllo, presto il fatto arriva alle orecchie di Tolliver, agente sotto copertura della nascente Fbi che sta cercando di infiltrarsi nell’organizzazione di Nucky. Dopo aver messo sotto pressione Eddie – che per la vergogna di aver tradito Nucky si uccide – Tolliver troverà il suo anello debole in Eli. Lo ricatta per ottenere informazioni su Nucky e organizzare un incontro tra i boss della mala dell’east coast dove avrebbe preparato una retata. Siamo di nuovo alla seconda stagione: risentimenti e gelosie tra fratelli tornano a galla. Stavolta Eli tradisce per salvare il figlio ma la questione è che vuole liberarsi dell’influenza del potente fratello sul ragazzo e sulla sua famiglia. Nucky si ritrova a gestire la sua voglia di uscire dal giro (con un piano di fuga a Cuba con Sally) insieme all’esigenza di salvare Chalky, ma anche se stesso e il suo dominio, dal potente Narcisse. Per farlo chiede aiuto a Richard Harrow che è indebito con Nucky dopo avergli chiesto aiuto per ottenere la custodia di Tommy alle spese della nonna Gillian – anche qui torniamo al passato e alla morte di Jimmy. Per sdebitatsi Harrow accetta un ultimo incarico – come dimostra la storia degli ultimi incarichi nella storia del cinema e della televisione, l’ultimo incarico non porta mai bene: nel tentativo di assassinare Narcisse, Harrow colpisce la figlia di Chalky, Maybelle, rimane ferito e, morente, sogna di tornare alla sua famiglia – da Julia che ha sposato e Tommy che ha adottato – per vivere serenamente in campagna. Ma non c’è niente di sereno sul boardwalk.

Come è stato?
Una delle migliori di Boardwalk Empire, soprattutto perché sta diventando una grande serie corale. Nucky è sullo sfondo. Era e resta un personaggio immutabile: come le onde lentamente erodono il boardwalk cosi lui cambia, ma è intorno che tutto si muove velocemente. Nucky accentua quindi il carattere pivotale nel cuore della serie: induce i cambiamenti e gli eventi ma lui stesso non cambia. Alla fine, di lui ci importa poco. Colpisce Van Alden – il sempre enorme Michael Shannon – che entra nel cuore dell’organizzazione criminale di Al Capone, affondando, riluttante, le mani nel Lato Oscuro. Le vicende di Chicago restano in parallelo, si incrociano con Atlantic City solo per un attimo nella storia di Eddie, ma si inseriscono perfettamente nello spirito della stagione che possiamo sintetizzare nel cambiamento generazionale e sul valore del lascito che i personaggi trasmetteranno a chi verrà dopo di loro – se mai lasceranno la loro poltrona. Al Capone accumula sempre più potere e non si accorge che il vecchio boss Torrio sta cercando di eliminarlo perché sta diventando troppo potente. Nucky invece cerca di fare di Willie il suo erede, prepararlo e intanto lasciare Eli come reggente. L’incontro Nucky-Will è uno dei punti più alti per capire i personaggi: “La verità è che puoi vivere con il rimorso (di ave ucciso una persona, ndr)”. Il sottotesto è che si può fare anche di peggio.
Anche tra Chalky e Narcisse è in atto un cambiamento di potere in parte generazionale. Il primo è legato a un vecchio modo di intendere i rapporti tra bianchi e neri, il secondo parla di superiorità, riscatto e rinascita dei “libici”, usa espressioni ridondanti, cita la Bibbia ma non esita ad avvelenare con la droga quello stesso popolo che vorrebbe liberare.
I padri divorano i figli, con le sole eccezioni di Eli ed Eddie, disposti a tradire e a uccidere pur di salvaguardarli. Nucky prepara a Willie un futuro come il suo; Narcisse e Chalky perdono le rispettive figlie, entrambe vittime, realmente o metaforicamente, del fuoco amico. Maybelle, figlia di Charlky, muore per mano di Richard Harrow, che accetta di uccidere Narcisse per saldare il debito con Nucky a cui ha chiesto un lavoro e di incastrare Gillian rivelando dove è sepolto Jimmy, il tutto per poter avere la custodia di Tommy; ma lui stesso morirà sotto il boardwalk, solo sognando quel futuro di campagna in cui vive sposato con Julia e con il bimbo. Questa è l’eredita di Jimmy Darmody che anche da morto ha distrutto il suo amico, ha distrutto sua madre e nessuno lo piangerà o tanto meno ricorderà, nemmeno il figlio che crescerà insieme alla vedova di Richard. Così, dopo due stagioni, Jimmy è finalmente morto e sepolto. Per sempre.

Cosi perdiamo quello che, per me, è stato il personaggio che maggiormente ha segnato queste quattro stagioni di Boardwalk Empire: Richard Harrow, killer gentile che uccide solo per proteggere o vendicare i suoi cari, un uomo che portava le cicatrici della Prima Guerra Mondiale non solo nell’anima come Jimmy ma anche nel corpo e che quindi era ancora di più un emarginato. È una grande perdita per una serie in cui delle vicende del personaggio principale ci coinvolgono sempre meno.

Le interpretazioni
Per i motivi di cui sopra, Steve Buscemi è incastrato suo malgrado e va con il pilota automatico. Lo scopriamo al telefono mentre amoreggia con Sally o nel rituale di accoppiamento con botte. Ma il tempo in cui si lascia distrarre da una donna sono passati anche perché Sally non e certo Billie (un minuto di silenzio e un fazzolettino per ricordare l’attrice Meg Chambers Steedle).

Ei tu... ce l'hai tuitte?
Ei tu… ce l’hai tuitte?

Proprio Sally è un personaggio caratterizzato a grana grossa e per Rosanna Arquette è facile entrare nei suoi succinti ma larghi vestiti. Ruba la scena Jeffrey Wright con Narcisse, temperato e spietato come una lama di acciaio. Folle, lucido e spietato a sufficienza anche Knox, l’agente infiltrato dell’FBI Tolliver, con il volto di Brian Geraghty, che abbiamo visto in The Hurt Locker e che per fortuna sua si fa vedere in giro con Krysten Ritter. Da segnalare Ron Livingston che interpreta Roy, il Pinkerton che incastra Gillian. Di Michael Shannon abbiamo detto: il mio lutto per la scomparsa di Richard Harrow – e quindi la perdita nel cast di Jack Huston – potrebbe essere mitigata solo da più Van Alden sullo schermo. Dopo tutto la serie ha sostanzialmente quasi perso anche Kelly Macdonald e Michael Stuhlbarg, sempre meno presenti ma siamo certi che la loro storyline tornerà a incrociarsi con Atlantic City, prima o poi.

Ora Jack Huston avrà più tempo per dedicarsi al giardinaggio
Ora Jack Huston avrà più tempo per dedicarsi al giardinaggio
Anakin
Anakin

La citazione
I used to believe in God, but know I don’t believe in anything at all – Nelson Van Alden, episodio 9, Marriage and Hunting

L’episodio
Erlkönig, un’autentica magia diretta da Tim Van Patten

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