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Il mondo dei replicanti – I capelli di Bruce Willis e il destino del mondo

lunedì, 25 gennaio 2010
il mondo dei replicantiIl mondo dei replicanti pone tre domande fondamentali. Prima di affrontarle è necessario fare un passo indietro e parlare del film. In un prossimo futuro l’umanità “smette” di vivere, chiudendosi in casa e collegandosi ai surrogati, cyborg dalle fattezze umane con cui possono muoversi e divertirsi nella realtà, percependo in tutto e per tutto gli stimoli del mondo esterno. Non esiste più la criminalità e tutti sembrano felici e contenti e, soprattutto, belli: tette sode, culi che sfidano la forza di gravità, niente più calvizie o ciccia bomba che girano unti per la città con in mano una barretta di cioccolato, un pretzel o un pezzo di pizza. Va tutto a meraviglia fino a quando qualcuno non sviluppa un’arma che può uccidere i surrogati e il suo controllore. La minaccia per il genere umano è evidente ed entra in gioco Bruce Willis, al sedicesimo tentativo di salvare il mondo da quando è apparso al cinema. Il problema sembra essere la resistenza di alcuni esseri umani che non si arrendono all’esistenza “surrogata” ma si ostinano a vivere in prima persona, ingrassando, puzzando e dando fastidio al prossimo con il proprio fiato molesto.
Detto ciò, è evidente ai più che la storia non è troppo originale, checchè ne dica il tronista seduto dietro di me al cinema, estasiato dalla trama e dalle unghie delle moglie (Rosamund Pike mica Demi Moore) di Bruce Willis/Tom Greer. Ma tant’è, ‘sta porcata ha suscitato in me tre domande. La prima: come sarebbe Bruce Willis (l’attore in carne e ossa) con una bella chioma bionda? Il film dà una risposta: fa cagare, dio benedica l’alopecia. Seconda domanda: in un mondo in cui siamo tanto bravi ed evoluti da inventare i surrogati, è possibile che si vada in giro ancora con la Chevrolet Volt e la Toyota Prius? La risposta sembra essere positiva perchè a quanto pare la maggior parte delle persone utilizza ancora automobili la cui tecnologia è stata perfezionata l’altro ieri. Ammazza quanto siamo bravi come genere… La terza domanda è: appurato che il Bruce Willis reale sta messo meglio del suo surrogato capellone, e verificato anche che il surrogato della moglie era un grandissimo pezzo di gnocca e che, anzi, il buon Bruce/Tom Greer allunga in un paio di occasioni l’occhio maialino per scrutarle il sedere, la domanda è: può il Bruce in carne e ossa conoscere carnalmente la moglie surrogata? Questa domanda, l’unica che valeva la pena porsi, resta scientemente senza risposta, rimandando a un sequel. A quel punto, o le surrogate-gnocca me le fate vedere nude oppure col cavolo che vi do altri otto euro e 50 (leggasi 8 euro e 50).
matrix*1/2
Male, signor Anderson. Sono deluso, molto.
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