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Visioni successive – Ti rivelo un segreto: i migliori sono tutti matti

alice in wonderlandaliceinwonderlandSe c’è un autore a cui sperare fosse affidato “Alice nel Paese delle meraviglie”, quello è Tim Burton. Ai miei occhi è sempre stato un regista alla continua ricerca del proprio paese delle meraviglie, anche se profondamente convinto dell’orrore e del macabro che ci circonda. Saputo che Burton dirige, mi sono subito eccitato, quasi fisicamente, all’idea che Johnny Depp avrebbe interpretato il Cappellaio matto. Beh, a quanto pare è veramente il Paese delle Meraviglie perchè tutto si è avverato.

Così, il regista di Sweeney Todd, Batman e Edward mani di forbice decide di mettere mano al lavoro di Carroll, rimaneggiando diversi materiali successivi a “Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie”. Grazie alla sceneggiatura di Linda Wolverton, Alice in wonderland diventa sostanzialmente un “sequel”, nella migliore tradizione hollivudiana.

Così Alice, per sfuggire a una noiosissima festa data in onore del suo (probabile) fidanzamento con un Pari di Inghilterra, segue (di nuovo) il Bianconiglio e sprofonda in una profondissima galleria, finendo nel Sottomondo. Qui ritrova gli amici di un tempo, che non la riconoscono. Anche Alice non riconosce il luogo delle sue avventure da piccola. Ma il Paese delle meraviglie ha bisogno di lei per porre termine al malvagio regno della Regina rossa, che ha spodestato la Regina Bianca e domina con il terrore. La sfida per la vittoria del bene esigerà che Alice prenda in mano il proprio destino e affronti il temibile drago della Regina rossa. Così, la lotta per il futuro del paese delle meraviglie, esigerà un confronto in piena regola, una grande battaglia. Nel migliore stile di Hollywood.

Qui finiscono le convenzioni e, successivamente la caduta nella tana del Bianconiglio (i primi quindici minuti sono abbastanza noiosi), Alice inizia un viaggio in un mondo magico e visivamente ricco, ma anche oscuro e tenebroso. L’eroina attraversa foreste rigogliose ma anche deserti degni di Mordor nella Terra di mezzo, una perfetta ricostruzione macabra e senza sfarfallii barocchi. Incontra una serie di personaggi curiosi e immaginifici. Su tutti, colpisce il Cappellaio Matto di Johnny Depp che ha trasformato lo svitato di disneyana memoria in un eroe memorabile, con una scintilla inestinguibile di follia nello sguardo ma anche una meravigliosa umanità ed empatia verso Alice.

Così Alice in wonderland diviene pienamente uno sguardo di Tim Burton su un mondo fatato e al tempo stesso oscuro e pericoloso, codificato attraverso la sua sensibilità. Quasi un compendio di un artista che forse realizza la sua opera più definitivamente equilibrata, senza eccessi. Un uomo che, in passato, ha esplicitato i suoi rapporti con il mondo e con l’arte proprio attraverso i film. Così, se Edward mani di forbice esprimeva il rapporto del regista con l’adolescenza e le sue problematiche; se in Ed Wood cercava di recuperare e chiarire a se stesso l’ammirazione nei confronti di Vincent Price; se in Mars Attacks si relazionava con la tradizione della fantascienza anni Cinquanta ma anche con la società americana; se Sleepy Hollow lo rapportava con il mercato e i potenti di Hollywood, forse Alice in wonderland lo pacifica definitivamente. Burton fa pace con i suoi incubi, i suoi sogni e probabilmente la sua lucida follia, trovando se stesso, come la sua protagonista che, alla fine delle sue avventure, ritrova la sua voce e “la sua moltezza”. Conclusioni convenzionali, forse, ma il punto è proprio questo.

bianca****½
Fa un po’ di tutto, anche se tutto quello che fa è bello ma inutile, un po’ come la matematica pura: magari non serve, ma è sublime.

bianca 2

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11 thoughts on “Visioni successive – Ti rivelo un segreto: i migliori sono tutti matti Lascia un commento

  1. ne sono rimasto particolarmente deluso: ironicamente anche i ho cominciato la recensione come hai fatto tu (chi meglio di tim burton avrebbe potuto portare alice sul grande schermo?) il problema è che questa grossa aspettativa poi ha finito col deludermi: ho trovato il fim di burton prevedibile e banale (tutto si riduce ad un fanatsy sulla lotta tra bene e male in salasa digitale) un film per bambini sostanzialmente, lontano anni luce dalle opere maturee bellissime che citi nel tuo post (edward mani fi forbice, ed wood etc.); secondo me, un brutto passo falso per burton, e speriamo l'ultimo!

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  2. provo enorme rispetto per tutti i cinebloggers che, in questi giorni, stanno esprimendo i loro dubbi su questo film.
    non so i motivi di questo mio innamoramento.
    però
    a raccontarlo cone fai tu inkheart, spiderwick e il signore degli anelli pari sono.
    a me, il modo in cui burton me lo ha raccontato mi ha stupito, soprattutto come ha "visto" il paese delle meraviglie, e per come è stato pensato e interpretato il personaggio del cappellaio.

    aggiungo una cosa che non sono riuscito a inserire nel post: il 3d è assolutamente superfluo, lo rivedrò presto in 2d e vi relazionerò

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  3. io l'ho visto sia in 3d che in 2d e confermo che le differenze sono davvero minime ( a parte il prezzo del biglietto ovviamente).
    La differenza di questo alice con, ad esempio, il signore degli anelli (l'unico dei 3 film che hai citato che ho visto) sta secondo me nel fatto che quelli di peter jackson sono film sostanzialmente "adulti": i vari gollum, aragorn, ect. sono personalità a tutto tondo, descritte con i loro dubbi, le loro paure, mentre i personaggi di alice sono tremendamente piatti, marionette in balia degli eventi privi di spessore; inoltre in alice tutta la dissacrante  e scorretta visionarietà di burton è praticamente assente (cioè era bellissimo vedere quella marea di sangue e di morti in sweeny todd, oppure il violentissimo finale di edward mani di forbice: che fine ha fatto tutto ciò?).

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  4. Ma veramente vogliamo fargli passare quella deliranza a Tim Burton? Quando ho visto quello scempio mi sono cadute veramente le braccia.
    A parte questo, il film a me è piaciuto, anche se non come avevo sperato.

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  5. visto ieri sera. mi aspettavo di più. Sinceramente, l'ho trovato un pò piatto. Mi aspettavo più fantasia, più delirio…non lo neanche io. Comunque  più Tim Burton. bho. il 3D proprio inutile.

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