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Visioni successive – Non ho ancora capito chi è ‘sto Vecchi, se qualcuno me lo spiega sarò molto grato

piccola

non è un paese per vecchiSotto la trama apparentemente da western e l’approccio esteriormente da western, “Non è un paese per vecchi” nasconde molto di più di quello che superficialmente fa vedere; si tratta di una pellicola complessa, con mille sfaccettature e la sua visione ha lasciato in me aperte molte questioni, talune emerse solo nel commento a posteriori con mia moglie.

Sì perchè alcune scelte stilistiche lasciano il segno e danno la misura della grandezza dei fratelli Coen. Prendete l’assenza di colonna sonora: sono i rumori, i fruscii, i sospiri, a segnare la pellicola, variazioni tanto impercettibili che anticipano un momento; così ti ritrovi con le orecchie tese ad ascoltare ed a guardare in cagnesco il vicino che rumoreggia succhiando dalla cannuccia la sua bibita gassata. Sono i suoni a dettare gli umori e le emozioni, come avrebbe fatto la London Philharmonic Orchestra diretta da John Williams.
Eppoi l’assenza totale del confronto, della “Sfida all’Ok Corral” o del “Mezzogiorno di fuoco”: tutto il film gira intorno al pathos nel costruire l’attesa per la lotta finale, e tu sei nella tua poltroncina – fila J, posto 15 – ad aspettarla con tutto te stesso ed alla fine trovi lì, steso per terra, uno dei protagonisti e ti domandi: “è già accaduto tutto? Mi sono distratto mentre strangolavo il vicino e gettavo contro il proiezionista la bibita gassata?”.
Il vero scontro altro non è che un riflesso, un’ombra, perchè il duello è tra lo sceriffo in crisi esistenziale che fatica ad accettare ancora la sua professione e la violenza – espressa ed inespressa – insita nel mondo che lo circonda e lo psicopatico che uccide per il piacere di farlo rispondendo solo ad un suo malato codice etico ed alla legge del caos. Sono due mondi che viaggiano confusamente su binari paralleli e nel film non si incontrano mai se non nella splendida scena del motel, in cui Tommy Lee Jones appare sulla soglia della stanza dove Bardem si nasconde, oltrepassa la macchia di sangue sulla moquette di terz’ordine varcando così una frontiera – questo sì un concetto western; la sua ombra invade il mondo dell’assassino e lui non sarà più lo stesso e sceglierà il ritiro. Due mondi così distanti non sono mai stati così vicini.
Una cosa che non capisco è come Javier Bardem sia finito nella categoria “Miglior Attore non protagonista”: è praticamente in quasi tutte le scene, se non è lui il protagonista del film…
Non capisco nemmeno la mia vicina di posto che ha guardato il telefonino per tutto il film ed alla fine si domandava: “ma che fine hanno fatto i soldi?”. Insomma: la vecchia storia del saggio che indica la luna e lo stolto che guarda il dito.
Ma la cosa che mi spacca veramente in due il cervello è questa: ma chi diamine è il Vecchi del titolo, quello senza Paese? Forse il cane che si vede morto all’inizio? È il padre di Tommy Lee Jones?
Mah…
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13 thoughts on “Visioni successive – Non ho ancora capito chi è ‘sto Vecchi, se qualcuno me lo spiega sarò molto grato Lascia un commento

  1. @GinnyPotter: del titolo sono molto orgoglioso ed anche un po’ orgoglione!!! Sì sono capitolato, una tragedia per tutte le mie fans… per riprendersi dallo shock la Bruni si sta consolando con il presidente francese…

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  2. Bellissima questa analisi! Anche io sono rimasta perplessa dal fatto che Bardem sia stato considerato non protagonista…mah! Che mi dici del cameo del mitico Woody Harrelson? I vecchi del titolo sono Tommy Lee Jones, Llewelyn Moss, Carla Jean, ecc….

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  3. diciamo che mi aspettavo che lasciasse un maggior impatto invece a livello mediatico è quasi scomparso sebbene abbia collezionato diversi film, alcuni anche importanti. personalmente mi è piaciuto anche in “a scanner darkly” ma è come se si fosse volutamente messo da parte accettando ruoli o film minori. forse non è stata una scelta del tutto sbagliata, diciamo che avrei amato vederlo “+ protagonista”. spero di essermi spiegato.

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  4. A scanner darkly è un capolavoro! Hai ragione, non appare moltissimo a livello mediatico, ma forse come dici tu è una buona scelta. Io lo apprezzo come attore, anche nelle sue piccole parti.

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  5. Per quanto riguarda Woody Harrelson, si dice che il problema sia stato proprio Larry Flint, che gli avrebbe stroncato la carriera. E infatti film d aprotagonista unico non ne ha fatto più.

    Quanto ai vecchi del titolo, si tratta di una riflessione sul mondo che cambia, sulle regole del male e del bene che non sono più le stesse di una volta. E quindi il mondo non è più per i vecchi, che non lo capiscono più e non ci si raccapezzano.

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  6. Per quanto riguarda Woody Harrelson, si dice che il problema sia stato proprio Larry Flint, che gli avrebbe stroncato la carriera. E infatti film d aprotagonista unico non ne ha fatto più.

    Quanto ai vecchi del titolo, si tratta di una riflessione sul mondo che cambia, sulle regole del male e del bene che non sono più le stesse di una volta. E quindi il mondo non è più per i vecchi, che non lo capiscono più e non ci si raccapezzano.

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  7. Ma uno che vede questo film e poi si chiede chi siano i vecchi…….Mi fa pensare che forse sarebbe stato meglio che anche tu ti fossi messo a giocherellare col telefonino!!!Avresti avuto una giustificazione plausibile…E poi ci si permette addirittura di fare recensioni…questo non è un paese per intellettuali!

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