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U.S.A. contro John Lennon

usa lennon

usa contro john lennonCogliere il senso di un’epoca è molto difficile: saperne trovare le sfumature, le emozioni, gli idealismi, è senz’altro lavoro per grandi narratori. Ancora più irto di ostacoli è il percorso di chi, rievocando un decennio, intenda dire qualcosa sui nostri tempi. “U.S.A. contro John Lennon” riesce in entrambe le missioni. Il documentario di David Leaf e John Scheinfeld racconta un periodo di grande idealismo ed impegno di giovani, movimenti e personalità del mondo culturale in favore di un concetto molto semplice ma, a quanto pare, dalla carica fortemente destabilizzante per l’establishment: la pace e, nel caso specifico, la fine del conflitto in Vietnam. 

Nei 90 minuti del documentario esce fuori innanzitutto un ritratto sincero di una sorta di guerra civile tra una larga parte della pubblica opinione a stelle e strisce e le istituzioni governative, che hanno fatto di tutto per mettere a tacere chi alzava la propria voce contro quella guerra. Tra queste c’era John Lennon. Con una serie di documenti e di interviste esclusive, gli ideatori dimostrano come questa persecuzione ci sia effettivamente stata e come, per l’Amministrazione presieduta da Richard Nixon, Lennon rappresentasse un pericoloso sovversivo da fermare in qualche modo.

Il documentario, inoltre, fa anche luce sul percorso “politico” di Lennon, raccontando le varie fasi del suo impegno pacifista, dal primo “bed – in” di Amsterdam fino al momento in cui diventò parte integrante dell’elite radicale che predicava la fine della guerra, passando per vittorie importanti come la liberazione di John Sinclair, leader antiproibizionista condannato da un tribunale del Michigan a dieci anni di reclusione per aver offerto due spinelli ad un poliziotto in borghese e liberato grazie ad un concerto cui partecipò lo stesso Lennon. Un percorso che fece dell’ex beattle un’icona idealista rispettata in tutto il mondo: “Give peace a chance” è il suo indimenticabile inno per la pace, ancora oggi, un potente messaggio.

Proprio qui è la forza di “U.S.A. contro John Lennon”: evocando gli anni Settanta – il film ripercorre un periodo di tempo che va dagli scontri alla convention democratica di Chicago del 1968 fino alla morte del musicista nel 1980 – David Leaf e John Scheinfeld raccontano qualcosa del nostro tempo, in cui stiamo vivendo le medesime sfide alla pace, con presidenti discussi che per ragioni controverse decidono la vita di migliaia di soldati, delle loro famiglie ed anche dei civili coinvolti nella guerra. Oggi come allora è importante ricordare quegli ideali ma anche come, alla fine di quel percorso, gli Stati Uniti divorarono se stessi: un presidente assassinato (John Fitzgerald Kennedy, era il ’63 ma la sua figura proprio a quell’idealismo si richiamava) ed un altro costretto a dimettersi dallo scandalo Watergate, mentre, un candidato alla primarie (Bob, fratello di JFK, nel 1968), un leader dei diritti civili (Martin Luther King, sempre nel 1968), alcuni studenti che parteciparono alle manifestazioni e proprio John Lennon (nell’80) furono assassinati. Se questa non è stata una guerra civile…

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6 thoughts on “U.S.A. contro John Lennon Lascia un commento

  1. Non l’ho visto per intero, ma gli stavo dando un’occhiata proprio pochi minuti fa.
    Effettivamente anche solo in un breve lasso di tempo ho notato anch’io che non ha nulla dell’attacco ideologico sconsiderato, gioca anzi delle buone carte a dimostrazione della parzialità dell’FBI, e dei suoi intenti distruttivi (questa è la parte che ho visto).
    Indubbiamente preferibile ad uno degli ultimi Moore.

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  2. Non l’ho visto per intero, ma gli stavo dando un’occhiata proprio pochi minuti fa.
    Effettivamente anche solo in un breve lasso di tempo ho notato anch’io che non ha nulla dell’attacco ideologico sconsiderato, gioca anzi delle buone carte a dimostrazione della parzialità dell’FBI, e dei suoi intenti distruttivi (questa è la parte che ho visto).
    Indubbiamente preferibile ad uno degli ultimi Moore.

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  3. Continuo a pensare che quelli di Michael Moore non sono dei documentari ma la questione è troppo lunga da essere affroantata in questo piccolo spazio. Mi riservo di farlo in un post apposito.
    Grazie e torna a trovarmi

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  4. Continuo a pensare che quelli di Michael Moore non sono dei documentari ma la questione è troppo lunga da essere affroantata in questo piccolo spazio. Mi riservo di farlo in un post apposito.
    Grazie e torna a trovarmi

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