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Tagle migliori battute

Top 3: le migliori frasi e citazioni di Westworld 2×5: Akane No Mai

Virtù e Fortuna è il terzo episodio della seconda stagione di Westworld, la serie HBO ispirata al film Il mondo dei robot (Westworld) di Michael Crichton. L’episodio è stato scritto da Roberto Patino e Ron Fitzgerald, la regia è di Richard J. Lewis, esperto regista di serie tv (Person of interest, CSI, The District) e al cinema de La Versione di Barney. 

Top 3: le migliori frasi e citazioni di Westworld 2×4: L’Enigma della Sfinge

Virtù e Fortuna è il terzo episodio della seconda stagione di Westworld, la serie HBO ispirata al film Il mondo dei robot (Westworld) di Michael Crichton. L’episodio è stato scritto da Roberto Patino e Ron Fitzgerald, la regia è di Richard J. Lewis, esperto regista di serie tv (Person of interest, CSI, The District) e al cinema de La Versione di Barney. 

Le migliori frasi e citazioni della terza stagione di Mr Robot

Ecco perché Mr. Robot è una serie da vedere: «A dirla tutta non è giusto che Supercar non goda del rispetto che merita. Ricoprono di premi quelle teste di cazzo dei fratelli Crane e invece Michael Knight e Kitt? Il loro rapporto ha anticipato la dipendenza della società dalla tecnologia e parliamo di 30 anni fa e ogni volta che Mike ci prova con una ragazza ci credo senza il minimo dubbio». 

Le migliori frasi e citazioni de Il Grande Lebowski

Il Grande Lebowski è un film del 1998 dei fratelli Coen che hanno scritto soggetto e sceneggiatura. Il film è caratterizzato da un umorismo e una satira tagliente della società americana, soprattutto quella che gravità intorno alla Mecca del cinema a Los Angeles. Nel cast Jeff Bridges, John Goodman, Steve Buscemi, Julianne Moore e John Turturro.

Io sono Tempesta: recensione, cast, trama e le migliori frasi e citazioni

Senza scadere nei luoghi comuni della commedia italiana dei buoni sentimenti, il merito di Io sono Tempesta è raccontare un’emotività e un’umanità “altra”: non c’è la bontà d’animo dei poveracci, non c’è il ricco cattivo che si ravvede. Ciò che interessa a Luchetti (e in parte a Germano la cui impronta sul personaggio è decisiva) è esplorare quella zona d’ombra in cui i poveri aspirano ad essere come i ricchi, a caccia della comprensione del meccanismo che si nasconde dietro il successo.

Made in Italy: recensione. Un film di Ligabue da un’idea di Stefano Accorsi

Il rocker emiliano porta sul grande schermo le storie semplici che, da sempre, costituiscono la spina dorsale della sua musica. Luciano Ligabue le ha definite “persone perbene, che hanno problemi e li risolvono”. È così Made in Italy: brave persone affrontano i problemi comuni di tutti i giorni – le corna, gli stronzi sul lavoro, gli stronzi in discoteca, gli stronzi in macchina – però che depressione e che noia, sembra di trovarsi a sfogliare l’album fotografico di una luna di miele in Italia ad agosto, o guardare un film sentimentale commuovendosi come un vecchio davanti a un lavori in corso, mai uno scatto o una sorpresa, una serpentina alla Messi, solo buon senso, solo corsa alla Lele Oriali.