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CategoriaCinema

Le intercettazioni telefoniche: Tom Holland e Zendaya parlano del loro segretissimo matrimonio

A quanto pare, secondo i soliti beninformati, Zendaya e Tom Holland si sono sposati in gran segreto. In effetti non sono poi così informati perché la rivelazione è arrivata da Law Roach, storico stylist e collaboratore di Zendaya, sul red carpet degli Actor Awards 2026: l’attrice è convolata a nozze con il suo compagno – poco più di un anno dopo aver reso pubblica la loro promessa di matrimonio mostrando l’anello ai Golden Globes 2025.

Sentimental Value recensione: Joachim Trier, il trauma e le signore di Roma Sud

Tre signore all’uscita lo chiamano “mattone”. Io lo chiamo cinema. Una casa inclinata, un padre regista, una figlia ferita e una sceneggiatura che riapre tutto. Sentimental Value è il nuovo film di Joachim Trier, con Renate Reinsve ed Elle Fanning, ed è quel tipo di cinema che non ti chiede di essere colto ma onesto. Se cercate il colpo di scena, avete sbagliato sala. Se cercate un colpo al cuore, accomodatevi. 

Hamnet recensione: Chloe Zhao gira in tondo per due ore, poi trova il magico accordo e ti distrugge

Hamnet – Nel nome del figlio, il nuovo film di Chloe Zhao, racconta la storia più importante di William Shakespeare senza raccontare William Shakespeare. Un’operazione che ha diviso pubblico e critica, tra chi parla di capolavoro sensoriale e chi di anestesia emotiva in costume. Perché Hamnet non è un biopic, non è una tragedia, non è nemmeno un film su Shakespeare: è un film sul momento esatto in cui il dolore diventa arte. E quando finalmente arriva lì, nell’ultima mezz’ora, capisci che tutto quel girare in tondo non era un errore. Era una ferita che stava imparando a parlare.

“Cime Tempestose” secondo Emerald Fennell: sesso represso, vestiti bellissimi e poco altro (con le migliori frasi e citazioni) 

Se Emily Brontë avesse visto “Cime Tempestose” di Emerald Fennell probabilmente avrebbe chiesto: “Ok, ma la storia dov’è?”. Perché il film prende il romanzo, lo spoglia (quasi), lo bagna sotto la pioggia e lo riempie di sottintesi sessuali, mani che impastano pane e sguardi che promettono più di quanto mantengano. Il risultato è un’opera elegante, costosissima, ossessionata dai corpi e dai costumi, che sembra più interessata a suggerire cosa avrebbe potuto succedere tra Catherine e Heathcliff che a raccontare perché quella passione, oggi, dovrebbe ancora importarci.

Il Falsario: quando Netflix rifà gli anni Settanta col freno a mano tirato

Con Il Falsario, Netflix torna a mettere le mani negli anni Settanta italiani: criminalità, politica, sesso, musica pompata e facce già viste. Il risultato è un film che conosce bene l’immaginario che maneggia, ma lo usa in modo prudente, quasi timoroso. Tra suggestioni da Romanzo Criminale, estetica da “Sorrentino low cost” e personaggi che sembrano usciti da uno spin-off mai dichiarato, Il Falsario è un’opera che promette scandalo e consegna comfort.

Death by Lightning recensione: Shakespeare alla Casa Bianca, Netflix racconta la Storia

Death by Lightning è la miniserie storica Netflix del 2025 che ti racconta un presidente dimenticato – James A. Garfield – e un attentatore che voleva entrare nella Storia dalla porta del consolato, ma ha trovato solo l’uscita di sicurezza del destino. Creata da Mike Makowsky e diretta da Matt Ross, la serie non costruisce suspense: costruisce personaggi, archetipi, maschere. Con Michael Shannon e Matthew Macfadyen a guidare la scena, il racconto dell’America del 1881 diventa un palco shakespeariano travestito da convention politica, dove il potere è un caso clinico e la follia un monologo da standing ovation. In questa recensione scopri perché la tensione non la fa il proiettile, ma gli sguardi, e perché Netflix non accende il fulmine: accende i riflettori sul destino.

28 Anni Dopo – Il Tempio delle Ossa: recensione del film che trasforma l’apocalisse in religione

28 Anni Dopo – Il Tempio delle Ossa non è un semplice sequel zombie, ma una mutazione genetica del genere. Danny Boyle e Alex Garland tornano nell’universo iniziato con 28 Giorni Dopo per spostare il focus dall’epidemia ai vivi, dalla paura del contagio alla paura dell’essere umano. Gli infetti restano sullo sfondo, mentre al centro del film si impone un mondo che ha trasformato l’orrore in culto, la sopravvivenza in liturgia e le ossa in simboli. In questa recensione analizziamo temi, simbolismo, colonna sonora e significato di un film che usa l’apocalisse per parlare di fede, violenza e disumanità.

La Grazia di Paolo Sorrentino spiegata bene (più o meno): potere, simmetrie e metafore facili – Migliori frasi e citazioni

“La Grazia”, il nuovo film di Paolo Sorrentino, torna su uno dei suoi terreni preferiti: la fenomenologia del potere, l’uomo pubblico trasformato in creatura mitologica e un po’ vagamente annoiata, il rallenty come sacramento laico, Roma come anfiteatro dell’anima. Dopo “È stata la mano di Dio”, Sorrentino firma un’opera fatta di simmetrie, parallelismi, metafore lampanti (alcune pure troppo) e momenti di pura ipnosi visiva. Un ritorno alle sue ossessioni più sorrentiniane, tra presidenti, statuarie, cavalli, uomini che cercano leggerezza e domande che sembrano risposte già confezionate. E sì: c’è anche un po’ di Jep Gambardella che non ha voglia di andare a tutte queste cerimonie istituzionali.”

The Housemaid – Zizze, patriarcato e altri mostri domestici

The Housemaid – Una di Famiglia è l’adattamento del romanzo di Freida McFadden che nessuno si aspettava di vedere diretto da Paul Feig, l’uomo che da Ghostbusters al femminile in poi sembrava destinato alle commedie “così così”, e invece si inventa un thriller femminista a grana grossa, tra docce di Sydney Sweeney, psicodrammi domestici e un patriarcato rappresentato con la sottigliezza di un cartone della pizza. Un film sempliciotto, sì, didascalico e grossolano, certo, ma proprio per questo efficace: ti spiattella in faccia l’idea che la violenza sulle donne non è un incidente, è un sistema, e lo fa con abbastanza ironia, grottesco e colpi di scena da rendere The Housemaid un guilty pleasure sorprendentemente consapevole — e molto più cattivo di quanto Feig abbia mai osato essere.

Buen Camino – Per Zalone sketch, spot della prostata e un promo per pellegrinaggio

Checco Zalone allunga lo sketch fino al Cammino di Santiago, confezionando una commedia-spot che fa ridere a miccia corta: accende la gag, brucia il setup, resta la cera dell’ovvio. Analizzarlo è come recensire il libro di barzellette di Totti. Ridicolo, scontato, irresistibile.

Avatar – Fuoco e Cenere: Tre ore e dieci di Convenzione di Ginevra alla camomilla blu

In Italia dal 17 dicembre 2025 con le sue tre ore e dieci di spettacolo in 3D Avatar 3 – Fuoco e Cenere di James Cameron si candida a essere uno dei film più attesi e discussi del 2025. In questa recensione senza filtri analizziamo la trama, le novità (poche), la tecnologia 3D, i personaggi, le migliori frasi e citazioni e le scelte narrative di Cameron, spiegando perché questo terzo capitolo di Avatar rischia di trasformarsi più in una maratona di resistenza che in un’esperienza cinematografica. Se state cercando una critica ironica, pungente e approfondita su “Avatar – Fuoco e Cenere”, siete nel posto giusto.

Ammazzare Stanca: Vicari firma l’album di famiglia che l’Italia non vuole vedere

“Ammazzare stanca” di Daniele Vicari è uno dei film italiani più discussi del 2025. Ispirato all’autobiografia di Antonio Zagari, il film ricostruisce la nascita e l’espansione della ‘ndrangheta negli anni ’70, tra Nord e Sud, mischiando politica, malavita e lotte sociali. Una storia vera, ruvida e ingombrante, che qui analizziamo con la grazia di chi ha già litigato con metà dei film italiani dell’ultimo decennio.

Recensione Stranger Things 5 – Volume 1: quattro episodi tra epica e confusione

La recensione del Volume 1 di Stranger Things 5 non può che partire da un dato: la stagione finale comincia con più spiegoni di un film per la tv della domenica pomeriggio. Netflix ci porta di nuovo nel Sottosopra, tra citazioni anni ’80, superpoteri potenziati, riferimenti ai Goonies e idee da Marvel Cinematic Universe. Il risultato? Un mix che intrattiene, diverte, ma a volte annaspa nella sua stessa ambizione.