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Mercy – Sotto Accusa: trama, recensione e perché funziona più del previsto

Un tribunale gestito da un’intelligenza artificiale, una città completamente sorvegliata e un poliziotto che deve dimostrare la propria innocenza in 90 minuti. Mercy – Sotto Accusa parte come un esperimento minimalista e rischioso, ma finisce per diventare uno dei thriller più interessanti arrivati su Prime Video negli ultimi mesi. Ecco la recensione e la trama di Mercy – Sotto Accusa, il film con Chris Pratt e Rebecca Ferguson.

Sarebbe potuta andare peggio: poteva essere la Montaruli che grida “bau”

Perché Mercy è un thriller sorprendente (nonostante i limiti)

Chris Pratt realizza il sogno di milioni di persone affetti dalla pigrizia patologica cronica e gira un film stando un’ora e mezzo seduto, autorizzato a fare la stessa faccia per tutta la durata. Ancora meglio Rebecca Ferguson che si limita ad apparire a mezzo busto come un Enrico Mentana del futuro, facendo le facce di Gerry Scotti quando vuole aiutare un concorrente di Chi vuol essere milionario. 

La trama di Mercy- Sotto Accusa sembra tratta dalle truffe che hanno preso piede in India – a proposito, ma lo sapete che l’India non è più l’India e si chiama in un altro modo? – e di cui sono venuto a conoscenza grazie al podcast di Cecilia Sala. Insomma, nella ormai ex India, i poliziotti ti piombano nel cuore della notte in casa, ti sequestrano computer e telefono, non ti dicono di cosa sei accusato, se vuoi chiamare un avvocato ti bruci tutte le possibili attenuanti, poi ti mettono davanti a un computer in un finto processo su Zoom, davanti a un giudice che dopo un’ora di interrogatorio ti dice “paga” o vai in galera. E giuro ci cascano, ma gente istruita, mica i beoni che credono che le mucche siano sacre. 

Un’ora e mezzo a guardare Rebecca Ferguson: poteva andare peggio

Mercy – Sotto Accusa: trama, cast e come funziona il tribunale IA

Chris Raven (Pratt) è un agente del dipartimento rapine e omicidi della polizia di Los Angeles con l’abitudine di alzare troppo il gomito. Ha contribuito a fondare la Mercy Court, un tribunale virtuale preposto a giudicare gli inquisiti con la massima oggettività. Il giudice? Una IA con il volto di Rebecca Ferguson. Io sarei fritto… “fustigami, puniscimi Rebecca». Prelevato con la forza è posto davanti al giudice Maddox che lo accusa dell’assassinio della moglie. Le prove sono tutte contro di lui e Chris ha solo un’ora e mezza e tutti i mezzi della Mercy Court per dimostrare la sua innocenza. Come? Potendo entrare in qualsiasi telefonino, computer, telecamera, ogni dispositivo digitale in città e consuetare foto, immagini, chat, conversazioni. Si perché in questo futuro la domanda di giustizia è così prioritaria che i cittadini accettano di lasciare aperti tutti i loro accessi digitali così che Rebecca Ferguson possa guardarci dentro. Salvo poi cercare al mercato nero dei mezzi loschi per continuare ad avere dei segreti. Perché Rebecca è bella come una dea, ma io voglio farmi i cavoli miei di nascosto. È qui che Chris si trova a muoversi, nelle nuove zone d’ombra dove il controllo pervasivo dell’Intelligenza Artificiale onnipotente e onnisciente non riesce ad arrivare. 

In un’ora e mezza di indagini, questo poliziotto consumato dall’alcol e dal senso di colpa per la morte di un collega scopre un assassino, i tradimenti della moglie, la doppia vita e almeno tre profili social illegali della figlia, sventa un attacco terroristico, ha la conferma che i suoceri sono degli stronzi e che la IA può andare in bomba. Pensa se invece di bere avesse lavorato davvero. 

Mercy su Prime Video: vale la pena vederlo?

Io non pensavo di poterlo dire, ma girato tutto in una stanza e con abbondante profusione di effetti visivi il kazako Timur Bekmambetov riesce a creare un thriller mai banale, facendo parteggiare per il protagonista, mostrandoci un mondo di inganni in cui, la luce del controllo digitale ha solo allungato le ombre dentro cui tutti hanno bisogno di muoversi, per farsi un cicchetto, una scopata o peggio. Insomma, mi sono divertito un sacco, anche se sono stato tutto il tempo in una stanza – ma non è il sogno di ogni nerd? – guardando Chris Pratt dire cose a un computer con la faccia di Rebecca Ferguson: non era un compito facile.

Merci – Sotto Accusa è disponibile su Prime Video. 

**** La vita è come una scatola di cioccolatini: non sai mai cosa ti può capitare

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