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Licorice pizza

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Finalmente un film, una storia e soprattutto dei personaggi vivi e pulsanti di passione e sentimento e idee e vita. Licorice Pizza di Paul Thomas Anderson è un “come eravamo”, uno sguardo tenero anche su tutto ciò che non andava in quell’universo ormai nascosto nei ricordi, a livello individuale ma anche sociale – impossibile non notare i riferimenti sessisti in tutti i luoghi di lavoro e lo sfruttamento della donna sotto tutti i punti di vista –; ma è anche un divertito sguardo su quella malata fabbrica dei sogni che è Hollywood: non manca l’attore ormai sulla cresta discendente della parabola che ci prova con la giovane attrice, utilizzando le battute dei suoi film; i produttori viscidi, la politica inquinata dall’apparire e quell’orizzonte sfumato, rappresentato dal successo che può trasformare tutto in ossessione e incubo. Lì, in quel momento, solo l’amore, un amico e/o un’amica possono salvarci

Licorice Pizza inizia e gli annaffiatoi della scuola frequentata da Gary Valentine iniziano a spruzzare il loro vitale nettare al passaggio di Alana (Alana Haim). La ragazza stringe in mano uno specchio e un pettine, li offre agli studenti e alle studentesse che desiderano darsi un’aggiustatina prima di posare per la foto dell’annuario. Un ragazzone sovrappeso, i brufoli sulla faccia e una parlantina inarrestabile, si ferma e attacca bottone. La ragazza sembra chiudere ogni possibilità. “Quanti anni hai? 12?”, ma Gary (Cooper Hoffman) non molla e continua, ridono, qualcosa suggerisce che l’incontro avrà un seguito, prima di vedere il capo di Alana piazzarle una rumorosa pacca sul sedere. Lei reagisce solo con una smorfia. Gary è sicuro. “Oggi ho conosciuto la donna che sposerò».

Inizia così Licorice Pizza e il tono del film non accennerà a cambiare. Nelle due ore successive assisteremo a una sequenza di scontri dialettici, battaglia dei sessi e lotta per il futuro mentre il passato fatica a morire e resta attaccato ai suoi vizi (molti) e alle sue virtù (poche). Gli adulti sono corrotti, avventurosi, preoccupati della loro immagine, disperati nella ricerca di assaporare ancora un briciolo di giovinezza. In ciò i personaggi di Jon Peters (Bradley Cooper), Jack Holden (Sean Penn), Lucy Doolittle (Christine Ebersole), ci riportano alla mente eroi di celluloide come Lucille Ball e William Holden, figure di cartapesta attaccate al loro passato, al loro successo e al pubblico che non c’era più e che già voleva qualcosa di nuovo anche se non lo sapeva. Il 1973 è l’anno della morte di John Ford e del Mean Streets di Scorsese, la vecchia e gloriosa Hollywood moriva e una nuova generazione entrava in scena. Ma è anche l’anno dello choc petrolifero e della benzina che non si trova, momento che regala una sequenza unica e incredibile, quella in cui Alana guida un camion ormai senza benzina in retromarcia, in una lunghissima discesa, per fuggire da una burla perpetrata ai danni proprio di uno degli esponenti della vecchia Hollywood, il macista idiota Jon Peters. Per diversi minuti è come se fossimo sulla Luna o su Marte, il camion di Alan è un rover spaziale planato su un pianeta oscuro e buio e ostile, ma lei con sicurezza lo guida, guardando nello specchietto retrovisore, per vedere cosa ha davanti a sé, con tutto il peso del suo passato, dei vizi del presente, alla ricerca delle poche virtù del futuro. Quando questa impresa spaziale riuscirà, lei saprà esattamente ciò che vuole: lasciare dietro di sé la fanciullezza e i pomeriggi senza far niente e a parlare di nulla o a inseguire imprese imprenditoriali nel mondo dei grandi, per impegnarsi in qualcosa. E anche se questo passaggio sembra allontanarla di Gary, sarà proprio grazie a questo “scatto di crescita” che lo ritroverà e con lui la consapevolezza dell’amore.

Romantico, avventuroso, litigioso, pieno di urla e sorrisi e mani e dita che si sfiorano. Licorice Pizza è proprio come la vita, o almeno come quella che volevamo, che immaginavamo e che poi abbiamo trovato, sfibrati e contenti, eccitati ma delusi, una vaga approssimazione di un sogno, corrotto, ma salvabile.

american beauty pagelle voti stelle film***** A volte c’è così tanta bellezza nel mondo, che non riesco ad accettarla…

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