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La letterina di Coccinema a Babbo Natale 

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Caro Babbo Natale,

Quest’anno il regalo di Natale se lo è fatto la Disney che da circa un anno e mezzo ce lo fa a peperini con un certo film. Sono talmente tanto infoiati che il “loro” film di Natale è stato un filmetto triste su dei dinosauri sfigati, tanto per farsi spazio nello stomaco prima della abbuffata di Star Wars-Il risveglio della Forza.

Siccome la Disney il dovere suo quest’anno non lo ha fatto, grazie Babbo Natale, grazie di cuore per il film di Masha e Orso che noi tutti genitori vedremo al cinema e poi compreremo in versione estesa in blu ray per i preziosi contenuti speciali in cui Putin ammazza Orso e spedisce a Raqqa la povera Masha.

Eh sì, caro Babbo Natale,
sono settimane che vedo pubblicità a tema Star Wars: l’automobile Star Wars, le batterie dello Jedi, il supermercato di Coruscant, i mattoncini dei Sith da tirare in testa a chi ti pare a te. Perfino chi lo odia non fa altro che postare meme e gif con Jar Jar Binks.

Caro Babbo Natale,
potresti insegnare loro il perdono o mandarli su un’isola tipo Lost a inserire numeri a caso tra uno e sette?

Per fortuna (o sventura, dipende dai punti di vista) a ricordarci il significato vero e profondo del Natale – freddo e al gelo, sangue e incontri con persone spiacevoli che eviti tutto l’anno – ci ha pensato Quentin Tarantino con i suoi odiosi otto: The Hateful Eight sarà un regalo gradito almeno per quelli che sono riusciti ad affezionarsi agli ultimi film gonfi e ridondanti dell’ex regista di Pulp Fiction e Jackie Brown.
A fare un regalo agli esercenti e alle case di produzione italiane ci ha pensato Checco Zalone che, con Quo Vado distribuito in 1500 sale dal 1° gennaio 2016, promette bilanci in ordine per l’anno che verrà e la possibilità di produrre a fondo perduto qualche idea sui dolori de panza della sorella di Ugo Foscolo magari con la voce narrante di Stefano Accorsi.

Per smettere di pensare ai problemi ci pensano i cinepanettoni: Lillo e Greg, Biagio Izzo, Peppino di Capri, Massimo Ghini, Luca Argentero ci ricordano quanto possa essere fatto e soprattutto quanto si possa guadagnare in questo Paese con così poco talento.

Invece, un regalo vorrei chiederti di portarlo a Woody Allen, che continua a sfornare senza motivo film ogni dicembre: perché hai dato così poco per vivere a questo sant’uomo che tanto ci ha offerto, ma che non riesce a trovare un hobby che lo distragga dalla necessità di girare un titolo all’anno? Potresti regalargli i mattoncini dei Sith di cui sopra con cui costruire un muro alto alto fino al soffitto e basso basso fino al pavimento tutto intorno a New York e non uscire più dalla Grande Mela?

Siccome mi par di capire dalla lista appena fatta, che secondo te non ci siamo meritati proprio niente per questo Natale se non nostalgia, lacrime e sangue, potevi almeno evitare la versione de Il piccolo principe con la voce autoelogiatica e vanamente vanesia di Servillo. Cazzo Babbo Natale ma ce l’hai proprio con noi!

Scusa, scusa caro Babbo Natale, scusa se ho dubitato e grazie, grazie tantissimo almeno per la Befana che il 5 gennaio ci porterà in dono Carol, un film su due lesbiche in cui Cate Blanchett probabilmente ciuccerà le tette di Rooney Mara. Almeno tua moglie ha pensato a noi.

Buon Natale.

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