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Serial&Co(cci)/True detective 2 – Church in ruins recap

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Questo reca segue la visione in lingua originale del sesto episodio della seconda stagione di True Detective, trasmesso da Sky Atlantic il 27 luglio. Ogni spoiler è a vostro rischio e pericolo.

Che cos’è?
True detective, la serie in cui i gangster sospirano, piangono e abbracciano i bambini, i poliziotti sospirano, sono corrotti e si drogano, poi piangono e abbracciano i bambini, i bambini crescono traumatizzati e diventano dei ciccioni o degli stupratori seriali.

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Chi distoglie lo sguardo per primo ce l’ha piccolo

Che è successo?
Lo scorso episodio si era concluso con Velcoro (Colin Farrell) che quasi sfonda la porta di casa di Frank (Vince Vaughn) per capire perché lo ha fregato con la storia dello stupratore della moglie. Il confronto del secolo inizia con un “Vuoi latte e zucchero nel caffè?” -“No, lo prendo amaro”. Ray guarda la sua tazza e poggia la pistola sulla coscia sotto il tavolo, mentre Frank tiene nascosto il revolver nell’accappatoio blu. “Hai quasi buttato giù la mia porta di casa per un confronto di sguardi?” – “No per bere il tuo caffè, ne parla tutta Vinci. Cazzo ma è buono, che ci metti dentro?” -“Lo so che buono. E’ macinato fresco da due messicani che tengo in cucina, ecco perché sono così incazzati”. Non divaghiamo. Ray è pieno di rimorsi, ha ucciso quello che pensava essere lo stupratore della moglie e invece era un calesse. Frank dice a Ray che il male è dentro di lui, lui era pronto a cadere. E chiude: “Ray, sono tuo padre”. Gli propone di uscire dal giro. Il cinema è pieno di film su quanto sia difficile uscire dal giro della criminalità, Carlito’s way per dirne uno, invece Frank la fa facile. Alla fine del confronto, tutti mani sul tavolo, nessuno più si masturba pensando a Kelly Reilly. Possiamo gustarci il nostro caffè. Amaro. Poi, proprio Kelly entra in cucina, pistola in pugno, insomma c’erano più pistole che cazzi a casa Semyon, e si muove sinuosa come se si fosse tutta bagnata assistendo alla scena di due uomini che bevono il caffè pistola in pugno.

Nel frattempo Ani (Rachel McAdams) è sulla scena del crimine che aveva scoperto con Paul (Taylor Kitsch), la casa nel bosco, piena di sangue e di cose da serial killer degno di Eli Roth. A proposito: quando arriva il cattivo? Un cattivo vero, intendo, The Yellow King, Carcosa, puro male, cazzo.

Ray è ancora tutto ingrifato e va in carcere a minacciare il vero stupratore dell’ormai ex moglie. Fanno una conversazione filosofica sul perché il destino li ha messi uno di fronte all’altro, su chi è cosa, sugli occhi e gli oculisti (“I miei occhi sono uguali ai tuoi”, l’ho sentita davvero e l’ho trascritta qui per voi) e di quanto sia costato a Velcoro quello che lo stupratore ha fatto. Velcoro pronuncia la madre di tutte le minacce: spero che ti brucino sulla sedia elettrica perché altrimenti arrivo io. Il violentatore di Abigail Spencer (!) fa finta di essere  il tizio di Memento, ma purtroppo non vedo Christopher Nolan in giro. Si dimentica le cose. Dimenticherà anche la minaccia.

In tutto ciò, quello che è evidentemente il meno sveglio di tutti, Paul, segue le tracce dei diamanti e risale a una rapina in una gioielleria de 1992. Sono sopravvissuti due bambini. Va a trovare il poliziotto cheall’epoca indagò, il quale fa una lunga digressione sui disordini del 1992. Pare parli dell’Iraq.

La sorella di Ani finalmente torna utile: ha rimediato l’invito alle feste esclusive con le puttane. Le spiega che si dovrà vestire da donna. Lei nel frattempo si allena con il coltello contro un manichino di legno che ha montato in soggiorno. La sorella non si è presentata solo con un biglietto per uno stupro di gruppo: le ha dipinto un quadro. L’ultimo colpo Ani lo riserva all’uccello del manichino. “Qualunque cosa tu abbia pianificato, se salirai su quell’autobus, o scopi o scappi”. Io non so voi, ma questa è la battuta del decennio.

"O scopi o spanzi"
“O scopi o spanzi”

Frank va a trovare la vedova Stan, gli dà dei soldi. “I love Stan”. Quasi piange. Ok, True Sospiri è fondamentalmente una serie gay tipo The Normal Heart. Ok, non ho problemi al riguardo. Frank va a fare il papà con il figlio di Stan e Nic Pizza ha una trovata fantastica: ce la racconta in parallelo con l’incontro di Velcoro con Chad e l’assistente sociale.  Frank a fare il papà è bravissimo. Dice una frase stupenda al ragazzino tipo “Tuo padre era una brava persona, la sua forza è dentro di te, uscirai da questo dolore e sarai più forte”. Poi si abbracciano e piangono. Sti gangster tutti pezzi de burro. Ray fa il bullo con l’assistente sociale; Chad non vuole montare più aeroplani perché uccidono le persone, Velcoro propone di guardare The Cardinals ma Chad vuole vedere Friends. Non va benissimo. Ray fa un brutto commento alla serie con Jennifer Aniston su Letterbox e l’assistente sociale si incazza. Velcoro non avrà like sulla sua pagina Facebook. Sta cosa lo manda al manicomio. Intanto Chad mangia un bel pezzo di pizza margherita. Allora Nic Pizza fa dire a Ray “Io sono tuo padre, tu sei il mio figlio e ti vorrò bene per sempre”. Chad addenta un’altra fetta di pizza. Ray la guarda e ha capito tutto: mio figlio è un ciccione schifoso. Quindi esce, va a fare spesa e passa una serata alla grande: Rolling Stones a tutto volume, sigarette, pistola, scotch con ghiaccio, sniffata di cocaina con 10 dollari arrotolati. Fa perfino le flessioni. Rischia l’infarto. Si accascia sul divano tenendosi il petto. Piange. Starà pensando “mio figlio è un obeso e non vuole montare più aeroplanini con me”. Piange. Telefona alla moglie dopo aver sfasciato casa – ma il televisore lo lascia integro, non sia mai che qualcuno si offenda per la distruzione di una tv e la prenda come una subdola critica di Nic Pizza al mondo dell’entertainment della serie “guardate cosa cazzo mi obbligate a scrivere, io volevo andare a pesca sul fiume Colorado”.”. Velcoro chiede alla ex di rinunciare all’esame del DNA e lui promette di sparire dalla vita del figlio. Tanto è un ciccione che dipende dal cibo come lui dipende da tabacco, alcol e droga. Come fanno ad avere dei dubbi? Cazzo ma è uguale al padre! Gli lascia il figlio perché sa che con tutta la pizza che dovrebbe comprare e tutta la droga e l’alcol di cui lui avrebbe bisogno per sopportare di vedere il figlio che mangia tutta quella pizza andrebbe fallito. Dovrebbe fare i tripli turni per Frank che prima o poi gli chiederebbe di ammazzare qualche messicano, e lui dovrebbe assumere più droga per dimenticare il povero messicano sfigato che ha ammazzato… Insomma, non finisce più. Ray vuole solo che il figlio continui a credere che lui è suo padre, non vuole sappia che è figlio di uno stupratore (la cosa sarebbe stata più facile se solo il violentatore avesse avuto i capelli rossi, così da toglierci ogni ragionevole dubbio sulla parentela con Chad), forse ha visto qualcosa negli occhi dell’uomo chiuso in prigione e che lui ucciderà quando sarà libero, semmai lo sarà. “Chad, ho ucciso tuo padre, ma lui si era scopato tua madre”. Non basterebbe tutta la pizza del mondo per fare superare a Chad la cosa. La signora ex Velcoro (che sta con uno palesemente gay, ma questa è un’altra storia e io ho accettato il fatto che True Detective 2 sia una serie che tratta di amore omosessuale, mi sta benissimo) accetta l’accordo, Ray ringrazia come er Pomata ringrazia Manzotin: “Grazie, grazie, grazie. 100.000 volte grazie”.

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Non dovevo fare quella stupida gara con Frank

Frank interroga un messicano per sapere dov’è Irina, la tipa che potrebbe avere l’hard disk con registrate tutte le cosacce zozze che fanno i potenti alle feste zozze di Blake, Osip e il figlio di Chessani. L’interrogatorio si svolge mentre gli scagnozzi di Frank gli piantano dei chiodi nel corpo. Finalmente una cosa da gangster, ma poi per farlo confessare offre all’uomo 1000 dollari pur di non costringerlo a piantargli il prossimo in un occhio. Frank non dura tanto, è troppo buono. Non vi ricorda qualcosa? “Sei troppo buono Jon Snow, ci farai ammazzare tutti”. Infatti, mentre cerca Irina, si fa beccare dai messicani della Santa Muerte; dopo averli trattati a pesci in faccia la prima volta, Frank è costretto a mettersi d’accordo. Non prima di poter dire soddisfatto “Questo era nella lista dei miei desideri. Uno stallo alla messicana con dei veri messicani”. Contento lui. Irina lo chiama e gli dice che la roba di Caspere gliela ha data uno magro che sembrava un poliziotto, un capo. Ammazza, ste messicane cresciute per strada capiscono il grado di un poliziotto dalla faccia e dal loro peso. Frank organizza un appuntamento, ma troverà solo Irina sgozzata dai suoi nuovi amici messicani. Inoltre, Frank pagherà molto cara la telefonata di Irina e l’informazione su chi le ha dato la roba rubata a Caspere. Frank quasi piange quando vede Irina sgozzata. Poi, dopo che il messicano lo informa che si prenderà il giovedì, il venerdì e il sabato per spacciare droga nel suo locale, chiude gli occhi e a quel punto ho temuto che gli venisse quasi un infarto. C’è stato quasi bisogno di usare il defibrillatore, lì in mezzo alla strada, davanti a una donna sgozzata e a un nugolo di messicani armati fino ai denti. Praticamente la Santa Muerte lo ha messo al culo al Re dei sospiri Frank Semyon.

Paul, Ray e Ani fanno il punto della situazione. Paul gioca col coltello di Ani, è evidentemente imbranato nell’usarlo, Ani lo guarda storto. Pianificano la festa. Paul spiega ad Ani che la seguiranno e circonderanno il posto. Io ho pensato che si sarebbe portato dietro una squadra di Swat. Invece erano in due: lui e Velcoro. Voleva circondare la villa con due persone. Ani finisce in una di quelle feste alla Eyes Wide Shut, parola d’ordine Fidelio, anche se in effetti la parola d’ordine non c’è. È pieno di uomini d’affari con i capelli bianchi, allupati, c’è pure Matsuka che finalmente si rivela per come abbiamo imparato ad amarlo, un pervertito. Alla festa Bezzerides non ci mette molto a rimorchiare. Del resto lei è Rachel McAdams, ci sarà pure un motivo perché lei fa l’attrice di Hollywood. Un vecchio porco si è accorto che lei è una di talento, che nel frattempo ruba un coltello dal tavolo con le vivande. A proposito: un’elegantissima testa di maiale è la scenografia della villa del bordello. Alle puttane sparano ecstacy pura in gola per farle sballare. Ad Ani fa l’effetto dell’ipnosi e comincia a ricordare fatti di quando era bambina: ricorda che il sindaco Chessani, quando era un hippie, voleva cercare con lei l’unicorno nel bosco, ma la portò dentro un furgoncino Volkswagen. Ani va a spasso per la villa e qua e là si vedono un po’ di tette, gente che copula, sesso, altri che saltellano appiccicati l’uno all’altra addosso ad un muro. Tante tette finte e Ani inizia il suo trip nel passato: “ho sentito che c’è un unicorno nei boschi. Vuoi aiutarmi a cercarlo?”. Per cercare di liberarsi della droga, Ani corre in bagno e si ficca due dita in gola, ma dubito proprio che svuotarsi lo stomaco possa servire a qualcosa per riprendersi da una botta data da ecstasy purissima spruzzata in bocca. Ma le dice culo e al cesso Ani trova Vera, la ragazza che sta cercando. Tenta di scappare dalla villa (o scopi o scappi, beh ha scelto la seconda) e per farlo deve spanzare uno della sicurezza con il coltello per il formaggio. Praticamente fa la mossa di Beatrix Kiddo, lo affetta ma l’uomo a schiattare ci mette circa 10 secondi. Poi apre una finestra e trova Paul, che culo!, il quale aveva “circondato” la villa e trovato lo studio dove i cattivi stanno facendo cose da cattivi. Ruba dei documenti apparentemente molto interessanti (“Ci sono firme dappertutto”. Ao a Paul nun je poi nasconne propio gente), se li infila dentro la cintura per farsi il pacco più grosso quando cercherà di rimorchiare Ray, ma quando Ray scopre che Ani è drogata si vede che gli scatta qualcosa negli occhi. Mi sa che andranno in bianco tutti e tre.

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