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Serial&Co(cci)/Masters of Sex 2/Season Recap (Ovviamente Spoiler)

Masters of sex è la serie che ha solo cose bellissime, prese una per una, ma che se mi chiedete “Ti è piaciuto Masters of Sex?” vi rispondo “Meh”.

Masters of Sex - Season 2 - EW Photoshoot Image

Sheen e Caplan
Sono due mostri, niente da dire. Reggono la serie fisicamente, occupando lo spazio dello schermo, non risparmiandosi mai, lavorando di sottintesi, silenzi, sfumature, sostenendo una sceneggiatura importante con l’estasi delle divinità.

Le tette della Caplan
Per chi aderisce al credo filosofico che “tutto ciò che non sta in un pugno non serve” le tette di Lizzy Caplan sono il Santo Graal.

Sceneggiatura
Forse sarebbe più corretto scrivere “narrazione”. Gli autori usano tante armi, sono liberi e non hanno paura di sbagliare, come quando ingoiano un anno dopo un altro, in un salto temporale che genera per lo più confusione o quando ideano autentici gioielli come il terzo episodio che si svolge mentre mezzo mondo si ferma per assistere a un match di boxe che diventa un riflesso della danza dei due protagonisti e un vetro trasparente sull’anima enigmatica di Bill.

Nessuno mette Babe in un angolo
Nessuno mette Babe in un angolo

Lillian
L’antitesi del malato che lotta fino alla fine. Il personaggio della dottoressa, divorata dal cancro, sceglie di lasciarsi morire, di arrendersi. E ciò mi ha spezzato il cuore.

Il coraggio
Tra la prima e la seconda serie abbiamo perso un sacco di personaggi (Beau Bridges, sua moglie e sua figlia, Ethan), alcuni sono apparsi e poi tornati nel nulla solo per indicare una svolta dei personaggi principali (Danny Huston, Sarah Silverman e Courtney B. Vance), a dimostrazione di coraggio e spregiudicatezza, prendendo dei rischi e arricchendo continuamente la geografia dei volti della serie.

Corpo e mente
Se la prima serie riguardava il fornicare, nella seconda entra in scena la psiche e la psicanalisi. Dallo psichiatra va Lizzy, spacciandosi per qualcun’altro al fine di curare una paziente, ma la cifra comune a Masters of Sex è che le coppie di questa seconda stagione intraprendono delle relazioni in cui convenzioni sociali e traumi personali condizionano il rapporto con il sesso (la questione razziale tra Libby e Robert arricchita dalle insicurezze matrimoniali della donna; il bel dottore scemo Austin e la corpulenta ma tenace Flo che poi scopriamo anche essere di buona famiglia; il timido Lester impotente a causa di una delusione d’amore che trova un’affinità elettiva con la problematica Barbara che da adolescente ha avuto rapporti carnali con il fratello).

Il gioco delle coppie
Sebbene la serie sia ingoiata da Bill e Virginia, non è detto che, quando in scena ci siano altre vicende, il livello scenda. Il gioco delle coppie ne vede in campo diverse e il sesso arriva sempre a rompere argini e creare nuovi confini tra le persone e le anime.

masters-of-sex
Dopo il lavoro, ci piace vestirci come due barboni

Detto ciò…
In fondo di questi personaggi me ne frega davvero poco. Della ricerca, ad esempio, me ne importa solo nella misura in cui è diventata la scusa dei due protagonisti per scopare come ricci. Di Bill e Ginny me ne frega poco, non mi prendono e non mi prenderanno mai allo stomaco come un Donald Draper perché ne sono intrinsecamente incapaci. Mancano di anima, mancano di scintilla. Anche la ricostruzione storica è ininfluente e lascia indifferente presi come sono a dissimulare. A parte la censura e la lotta degli afroamericani per i loro diritti, degli anni Cinquanta e Sessanta c’è davvero poco, rispetto a Mad Men ad esempio il cui il contesto socio-politico è davvero il brodo di cultura delle personalità, delle mode e dei cambiamenti. Solo nel season finale si sono ricordati di buttarla in qualunquismo con la nuova frontiera e la nuova generazione di americani di kennediana ispirazione.

Cosa è successo? (Spoiler)
I nostri eroi si battono per tenere viva la ricerca. Bill lascia un altro ospedale e finisce addirittura in una clinica per neri prima di capire che, per portare avanti il suo lavoro ed essere davvero indipendente, deve diventare il padrone di se stesso. (Ve la immaginate la pagina Facebook? Bill Masters, impiegato presso SE STESSO e la copertina con un enorme dildo e uno speculum che si intrecciano).
Dopo la morte di Lillian, la serie fa in pochi minuti un salto temporale importante, in cui i nostri eroi si lanciano nella nuova avventura di uno studio indipendente in cui Masters e Johnson possano lavorare e portare avanti la ricerca. Ma di scrivere una riga nemmeno se ne parla così arriva il momento che, per bruciare un concorrente, decidono di ricorrere a un documentario che girerà la CBS. I problemi di censura compromettono le finalità e gli obiettivi di Bill il quale, vistasi sfuggire di mano la sua creatura, sabota il documentario lasciando che il suo rivale lo preceda, perché è cosciente che il suo lavoro è infinitamente migliore, ha solo bisogno di tempo per terminarlo. All’oscuro degli obiettivi di Bill, invece, Virginia contava sul documentario CBS per tirarsi di impaccio nella causa che la oppone al marito per l’affidamento dei figli. Chi è il suo rivale? Ma Ethan!

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