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Serial&/Co(cci)/Boardwalk Empire Recap/Episodio 5 King of Norway/Ovvero del perché è nella top five degli episodi più belli della storia di Boardwalk Empire

vlcsnap-2014-10-10-14h06m28s71I tavoli

Si potrebbero scrivere libri sul ruolo centrale del tavolo in Boardwalk Empire. Sono convinto che da qualche parte ci sia un Wikipedia dedicato interamente ai dialoghi che in Boardwalk Empire si svolgono intorno a un tavolo. La serie è piena di quelle scene in cui vediamo un tizio e un pezzo della spalla del suo interlocutore. Ma non è di questo che voglio parlare. Il primo tavolo che mi viene in mente è quello di casa Mueller/Van Alden. Si capisce che non sarà un pranzo domenicale come tanti. Non c’è dramma familiare che non si svolga durante un pranzo e qui capiamo subito che la signora Van Alden/Mueller ha qualcosa sul groppone. Smaccatamente fa un’avanches a Eli ma non finisce qui, emerge tensione con la figlia “adottiva” (dubito ci siano stati documenti firmati al riguardo) quando la bimba stessa fa notare di essere “figlia di una ballerina” (ah l’insostenibile leggerezza di Paz De La Huerta) e la matrigna le concede di ascoltare il disco di Rudy Vallee (“Have your childish pleasure”). Quando Eli e Nelson si alzano per sparecchiare il tavolo, l’ex sceriffo Thompson vede il quadro in cucina, quel quadro che, completamente ubriaco, guardava mentre la signora Van Alden/Mueller era sopra di lui e se lo chiava de pura cattiveria. La donna a questo punto svela le sue carte: il pranzo era una scusa per spiattellare tutto e tirare fuori le menzogne delle vite di questi diventati ormai criminali da strapazzo. “You lie, you lie, you lie”. In quel momento entra l’FBI e i nostri eroi si trovano di fronte a un altro tavolo. Ovviamente gli uomini di Ness sanno tutto dei peccati grandi e grandissimi di Van Alden e dello sceriffo Thompson e li ricattano, chiedendogli di rubare i registri dalla cassaforte di Capone. “Avete avuto il distintivo, forse ora potete guadagnarvelo”. Loro ormai sono sacrificabili, le loro vite non hanno più valore.

La moglie di Torrio

Quando Nucky va a prendere, è proprio il caso di dirlo, l’aperitivo da Torrio, il vecchio è solo e Nucky rischia quasi di morire di sete prima che gli venga offerto un bicchiere di qualsiasi cosa stia bevendo il suo ospite. Era un segnale. Infatti, all’incontro con Maranzano che organizza proprio Torrio, arrivano i mitra, nel classico stile dell’attentato anni Trenta. Mai fidarsi di un italiano che non ti offre da bere. Il nostro eroe si salva, ora è piuttosto incazzato.

Rothstein e Margaret

Colei che ufficialmente è la signora Thompson risolve la faccenda Rothstein. Dopo essere stata anni a schifare malavitosi e criminali, Margaret dimostra di aver imparato come si fa: subdole minacce e toni spicci da gangster. Noto solo io che da due puntate va in giro con vestiti rosso sangue?

Il contabile

Sul tavolo del contabile di Capone compare uno scarafaggio. L’uomo impazzisce di terrore. Così, l’infiltrato di Eliot Ness userà questa fobia per costringerlo ad aiutare le indagini contro Capone: lo chiude in un ripostiglio e lo copre di scarafaggi.

Capito che intoccabili.

Nuck fa l’amicone

Avevamo capito che quei nove dollari presi in quella casa dove insieme al suo compare ha tenuto due donne prigioniere quasi tutto il giorno avrebbero consentito a Chalky di presentarsi ad Atlantic City pulito e sbarbato. Rimedia anche un completo niente male e va a incontrare Nucky. Quest’ultimo cerca di indirizzarlo sulla retta via: lo sconsiglia nei suoi progetti di vendetta (Chalky chiede dove si trovi Narcisse), cerca di convincerlo a riunirsi alla sua famiglia scappata a Saint Louis, gli mette un pacco di soldi in mano, ma Chalky non ne vuole sapere.  Così si presenta al bordello del suo arcinemico e cosa trova? Daughter Maitland con un bambina che dorme sul divano. Che sia frutto dei lombi di Chalky?

Il piccolo clone

Quasi a fare da contraltare al salto temporale che ha contraddistinto il passaggio dalla stagione 4 alla numero 5, a metà cammino della serie finale, il flashback sul giovane Nucky scatta dal 1884 al 1897. Nucky è vicesceriffo e aiuta le forze dell’ordine di Atlantic City comandate da Lindsay. L’incarico consiste più o meno nel sobbarcarsi le scocciature, rappresentate da un’anziona signora che si lamenta dei mugolii e le grida che arrivano dalla spiaggia. Il ragazzo vuole fare carriera e si vuole mostrare spregiudicato abbastanza da entrare nei loschi traffici del Commodoro. Anzi, chiede a Lindsay se può entrarci. Il ragazzo è innamorato e vuole fare rapidamente carriera per offrire a Mabel la vita a cui suo padre vuole destinarla. Infatti il giovane Nuck si trova di fronte il genitore che sembra determinato a non concedergli la mano della giovane donna. “I don’t think you know what you are”, gli spiega l’uomo. E in effetti Enoch non lo sa, vuole solo arrampicarsi sulla scala sociale e per farlo è disposto a tutto. Così si ritrova seduto a un tavolo con quest’uomo, mentre cerca di darsi un tono di ricercatezza e non sembrare il campagnolo che è. E mentre Nucky elenca le possibilità che offre Atlantic City e Mabel incalza, ci accorgiamo di quanto bravo sia l’attore

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Marc Pickering che interpreta il giovane Enoch, come abbia copiato perfettamente le piccole espressioni che hanno fatto di Nucky, Nucky. Una prova mostruosa.

 Tagliare i rami secchi?

Il discorso Sally sembra essere liquidato con una telefonata di Ronis che informa Nucky della morte della donna. Finirà così? Nucky riuscirà a vendicarsi dei soldati cubani che l’hanno uccisa? Oppure la guerra che sta arrivando contro gli italiani lo distoglierà dal suo obiettivo? Sembra quasi che si stia procedendo alla progressiva potatura dei rami secchi per lasciare tutto allo showdown finale.

L’orrore

Mi piace la piega horror che sta prendendo il capitolo che riguarda Gillian. Proprio in riferimento ai rami secchi, non mi sarei aspettato di rivederla, Gillian. Mi chiedo dove vada a parare questa sezione, a meno che non sia solo un esercizio di stile per cambiare ogni tanto registro. Tant’è che questo manicomio è un incrocio tra quelli dell’Esercito delle 12 scimmie e di Qualcuno volò sul nido del cuculo. E non è solo l’atmosfera, le urla, la gente disperata che abbraccia una scarpa. Sono quelli “normali” che atterriscono, come il dottor Cotton che promette a Gillian che scoverà il suo male ovunque sia e la curerà. Poco prima, una paziente era stata letteralmente sventrata dallo stesso Cotton. Per curarla. E siccome non sembra proprio che Gillian riuscirà a uscire da quel posto orribile con tutte le sue cosette a posto, non riesco a capire dove ci porterà tutto ciò, ma mi piace vederlo mentre succede.

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La commedia

Chicago continua a regalare delle perle. A parte la costipazione cronica di Al Capone, ma vi giuro che quando ho sentito che Eli sarebbe andato a pranzo da Nelson ho subito esclamato “Qua se ride de brutto”. E infatti. Sebbene la scena sia altamente drammatica (ascoltate in inglese i dittonghi di Sigrid quando scandisce “You lie, you lie, you lie. I will tell the truth”) ci sono dei pezzetti unici. Come quando Nelson allontana il figlio Chester che sta massacrando un flauto o il dialogo tra i coniugi Mueller -“Rifiuto di farmi comandare dalla paura” –“Marito!” – “Subito tesoro”.

Raga voglio uno spin off dei Mueller/Van Alden.

La battuta
La storia non si ripete ma fa rima con se stessa.

Spiegatemi una cosa
Ma che spermatozoi c’ha Eli? Come tocca la moglie la ingravida?

Conclusione 
 Ferro azzurro ama Mayflower Grain Corporation.
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