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Breaking Bad 5×16 Recap/Felina/Hasta Heisenberg siempre

Certe targhe spiegano tutto
Certe targhe spiegano tutto

Cosa è?
Un professore di chimica scopre di essere malato di cancro; le cure lasceranno la sua famiglia sul lastrico. Decide di darsi al traffico di stupefacenti. Da qui, ogni azione lo porterà sempre più lontano da casa e noi capiremo che, come in natura, che a ogni azione c’è una reazione.

Cosa è successo?
Heisenberg ha un piano. Per attuarlo deve tornare a casa. Cerca di rubare una macchina. Mentre tenta di farla partire, si avvicina una volante della polizia. Walt prega. Prega qualsiasi entità superiore esista di lasciarlo tornare a casa perché poi lui risolverà tutto. “Fatemi tornare a casa”. Ma quale è la casa di Heisenberg? Qual è il dio a cui può affidarsi Walter White dopo tutti i suoi peccati? Chiunque ci sia lassù, sembra aiutarlo. La polizia si allontana e Walt trova le chiavi della macchina nel parasole. Accende il motore e dall’autoradio  parte questa canzone, El Paso di Marty Robbins, un brano su un cowboy che si innamora di una ragazza messicana, per gelosia uccide un uomo, fugge da El Paso ma ci ritorna per poter vedere un’ultima volta la donna. Morirà tra le sue braccia. Il suo nome è Felina, come il titolo dell’ultima puntata.
Il piano di Heisenberg è diviso in due parti. Riuscire a far avere il suo denaro alla famiglia, sbarazzarsi dei suoi nemici.
La prima parte prevede i coniugi Schwartz. Si finge giornalista del NY Times per scoprire dove hanno casa, li sorprende. Mentre i due parlano di quisquiglie lui si aggira per la villa, toccando le loro cose e guardando le loro fotografie. Si sofferma su una. La donna lo vede e urla e lui fa un cenno alla foto. Il piano gli è venuto in mente mentre li guardava la televisione, quando i due annunciavano un fondo da 28 milioni di dollari a sostegno delle famiglie dei ragazzi con problemi da abuso di metanfetamine. Così lui dà a loro i suoi soldi e gli chiede che al compimento dei 18 anni di Walt Junior, creino un fondo fiduciario al ragazzo, sperando che poi lui provveda alla sua famiglia. Solo in questo modo Walt è certo che lui li accetterà, se pensa che siano il regalo di due benefattori. Per essere certo che i due rispettino la sua volontà, ricorre a un ultimo trucco alla Heisenberg: dai due amici tossici di Pinkman appostati fuori dalla casa fa puntare un laser rosso sul petto della coppia, facendogli credere di aver assoldato due assassini per controllare che gli Schwartz facciano quel che lui chiede.
Ora che ha pensato alla sua famiglia, a Walt non restano che gli addii e la vendetta. Rivede Skyler. Vince Gilligan che dirige l’episodio ci porta dentro la sua nuova umile casa. Skyler è al tavolo della cucina che fuma. Riceve una telefonata, risponde. È sua sorella, l’avvisa che Walt è stato visto in città. Come attacca, Skyler posa il telefono e dice “Cinque minuti”, la cinepresa lentamente muove avanti e rivela Walt nascosto dietro una colonna. Indossa gli stessi abiti che aveva nel primo episodio, “Pilot”. “Sentivo il bisogno di un vero addio, non come la nostra ultima telefonata”. Qui c’è la vera confessione: “I did it for me. I liked it. I was good at it and I was really – I was alive”. Ecco l’atto definitivo di un uomo vicino alla morte, ma che ha raggiunto la pace con se stesso (-“Hai un aspetto orribile” – “Già, ma mi sento bene”). Walt dà a Skyler le coordinate del luogo di sepoltura di Hank e Gomez così che possa strappare un accordo con il procuratore. Chiede di vedere un’ultima volta Holly, le posa amorevole una mano sulla testa mentre dorme. Esce e si nasconde per guardare Flynn rientrare a casa. Ecco la punizione di Walt. Ha iniziato a cucinare metanfetamina per procurare i soldi per sostenere la sua famiglia. Probabilmente riuscirà nel suo scopo ma ha perso la sua famiglia, i figli cresceranno odiandolo e ignorando che il loro benessere è frutto del sacrificio criminoso del padre ma credendolo l’atto caritatevole dei due ex soci di Walt. Era malato di cancro all’inizio di Breaking Bad, ora il cancro lo sta divorando. Non c’è punizione divina, non c’è dio. Ma in questa serie che è stata l’esaltazione dell’eterogenesi dei fini, colpisce che il risultato finale sia, infine, l’obiettivo del protagonista: sostentare la sua famiglia quando lui non ci sarà più.
C’è un ultimo atto. La vendetta. Qui c’è un piano alla Heisenberg. Promettendo un metodo rivoluzionario per produrre metanfetamina ottiene un incontro con Todd e i nazisti di Zio Jack. Va all’appuntamento con nel bagagliaio della macchina un dispositivo che attiva un M60 con il semplice tocco sul telecomando dell’automobile. Nella stanza ci sono tutti. Poi arriva Pinkman. Walt fa finta di aggredirlo, lo getta a terra, poi attiva la mitragliatrice che massacra tutti, tranne Todd. Sarà Jesse ad ucciderlo usando le sue catene. A terra Uncle Jack è agonizzante. Con una perfetta ellissi, l’uomo prova a comprare la sua vita mercanteggiando con il luogo segreto dove è nascosto il tesoro ma a metà frase Walt lo fulmina con un proiettile in testa, proprio come Jack aveva fatto con Hank. Anche Lydia trova la morte, con la ricina che Walt aveva recuperato nel flash forward del primo episodio della quinta serie. Poi, c’è l’ultimo addio. Walt è ferito, lancia la pistola a Jesse per essere finito. Jesse gli chiede di dirlo che vuole essere ucciso, quando Walt lo fa, Jesse posa la pistola in terra e se ne va, primo atto di autentico libero arbitrio del ragazzo che fugge dal compound degli ariani.
Non resta che l’addio. Walt è ferito gravemente. Va nel laboratorio. Tocca con amore gli oggetti di lavoro. Il riflesso imperfetto sul metallo sembra restituire Heisenberg, testa rasata e pizzetto. La mano scivola lasciando un alone di sangue. Walt è a terra, il viso sereno. Suonano le note di Baby Blu dei Badfinger. “Guess I got what I deserve”… Penso sia ciò che mi sono meritato. Addio Walt.

Un grande finale per Walter White
Un grande finale per Walter White

Come è stato?
Solido, emozionante, fatto bene. Credo ci sia poco da aggiungere. Per il sottoscritto Breaking Bad era finito con Ozymandias, qui si tratta dei saluti finali. Felina è l’unico finale possibile: senza retorica, anche spietato. L’immagine della mano di Walt sulla testa di Holly ti spezza il cuore, capisci che la punizione non è la morte ma aver perso la famiglia, con i tuoi figli che cresceranno nel ricordo di un padre criminale che ha ucciso lo zio-eroe della DEA e il cui benefattore altri non sono che i due ex soci che tradirono proprio il padre. Che beffa atroce. Ma alla fine Walt sembra sorridere: il suo viaggio è finito in mezzo agli oggetti che ama di più, gli strumenti del laboratori perché in fondo il grande amore di Walt è stato la chimica.

La battuta
“Elliott, if we’re going to go that way, you’re going to need a bigger knife.”

Voto finale?
Meraviglia

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