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Prima visioni/World War Brad

wwzRitmo, ritmo, ritmo. Con in mano un budget importante, un attorone come Brad Pitt e materia calda come gli zombi, Marc Forster cerca di far dimenticare a tutti di essere quello de Il cacciatore d’aquiloni e tenta la strada della consacrazione da regista di azione dopo l’interlocutorio Quantum of solace e un altro film con Gerard Butler che hanno visto la mamma e la sorella.
World War Z è una giostra che lascia poco spazio al pensiero e ai personaggi e si concentra sulle tre parole del titolo: il mondo, la guerra, gli zombi. Brad Pitt è un ex membro delle forze speciali ritirato a vita privata per fare il babbo asciutto quando nel mondo divampa una violentissima epidemia di zombite. Siccome andava di fretta, Forster ci fa tutto uno spiegone nello spazio dei titoli iniziali, sfruttando la logora tecnica del telegiornale, vista e rivista ma in fondo sempre efficace. Insomma all’improvviso gli zombi sono dappertutto e il nostro eroe rimedia un passaggio per la flotta che gli amerigani hanno radunato in oceano. Qui gli è chiesto di accompagnare un cervellone in Nord Corea a cercare il paziente zero della zombite (una delicatissima metafora politica, complimenti!), altrimenti l’esercito amerigano scarica in un campo profughi la moglie cozza e le due figlie, una con l’asma, l’altra stronza.
Il film è pieno di abbracci, coccole e Brad Pitt che mette in mostra tutto l’armamentario imparato da Angelina per fare finta di essere un buon genitore. Si capisce che tutti hanno puntato molto su questa cosa: World War Z vuole mostrare i nostri affetti basici in un mondo che crolla, in cui non c’è più nulla del progresso che conosciamo, solo l’esercito, ed anche trovare una medicina in farmacia diventa un’avventura. Ma c’è una cosa che Brad Pitt si porta dietro peggio ancora dei suoi figli e anche di quelli che ha adottato con Angelina: la sfiga. (SPOILER) Il nostro eroe parte in un giro intorno al mondo trascinando solo sventura con sé, una cosa che manco la Signora in giallo: all’inizio del film porta le figlie a scuola e la moglie al lavoro e scoppia l’invasione; parte per la Corea del Sud e sbarca in una base militare dove il cervellone di Harvard dimostra di non essere molto sveglio, inciampa e si spara un colpo in testa – o almeno a me così è sembrato – dimostrando di essere un cervellone ma soprattutto di avere una mira della madonna. Faccio notare solo perché sono un signore che tre minuti prima Bradpitt gli aveva consigliato di non tenere il dito sul grilletto (chissà se c’era un doppio senso a sfondo sessuale); va a Gerusalemme perché in Israele la sanno lunga e avevano finito di tirare su un muro alto alto fino al soffitto un minuto prima che arrivasse la zombite (ma anche zompite visto che a forza di saltare e accatastarsi uno sull’altro riescono a scavalcare il muro) e a Brad basta mezza giornata per far invadere il paese. Si era appena fatto un’amica – una soldatessa israeliana, cozza perché altrimenti Angelina è gelosa – e dopo 5 minuti di conoscenza gli taglia un braccio senza anestesia dopo che  era stata morsa, copiando in pieno una tecnica vista in The Walking Dead (qui sarebbe da capire se nell’universo di World War Z hanno esiste il fumetto, la serie tv o tutti e due). Per il rotto della cuffia sale su un aereo bielorusso con la sua amica col moncherino e, indovinate un po’, uno zombi si è nascosto e pochi minuti prima di arrivare dopo Brad deve arrivare si rivela a tutto l’aereo: passeggeri massacrati e l’unico modo di salvarsi è far esplodere una bomba a mano, l’aereo si squarcia in due, tutti finiscono nel vuoto, tranne Brad e l’amica che addirittura si salvano dall’atterraggio a poche centinaia di metri dal centro dell’OMS che stavano cercando. Qui Favino dà mostra di aver speso bene tutti i soldi in lezione di inglese e si fa spiegare da Bradpitt come fregare gli zombie: iniettarsi un virus mortale che agli zombie fa schifo mangiare la carne adulterata. W la sfiga.

Ora che vi ho raccontato World War Z il consiglio è non tanto stare lontani dagli zombie, ma state lontani da Bradpitt.

woody*** È stata la cosa più divertente che ho fatto senza ridere

"Il mio amico stilista Mugatu chiama questa collezione Derelicte"
“Il mio amico stilista Mugatu chiama questa collezione Derelicte”
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2 thoughts on “Prima visioni/World War Brad Lascia un commento

  1. “…Qui gli è chiesto di accompagnare un cervellone in Nord Corea a cercare il paziente zero della zombite (una delicatissima metafora politica, complimenti!)..”

    Red Dawn , Olympus has fallen, world war Z ( emmepare anche ce ne fosse un altro ma al momento non mi sovviene il titolo ) e la fiera del wanna bomb North Corea prosegue incontrastata..

    tra l’altro ne avranno di roba da tirargli visto che dei 3 ‘sto film raccoglie merda a palate un po ovunque:V

    Mi piace

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