Vai al contenuto

Prima visione/Cloud Atlas ovvero l’atlante delle nuvole… cerca un po’ una catena montuosa… se ci riesci

cloudatlasÈ difficile riprendere le pieghe dei pensieri seguiti alla visione di Cloud Atlas. Ricorro a una riflessione da 140 caratteri inviato a un amico appena uscito dal cinema: “È un meraviglioso film di merdosa New Age”.
A diverse settimane di distanza non mi viene in mente un’altra e altrettanto precisa definizione.
I fratelli Wachovsky – che dai tempi di Speed Racer sono diventati fratello e sorella e non più fratello e fratello – portano sul grande schermo il complesso libro di David Mitchell, sei storie in differenti epoche, che propongono la visone di un genere umano che difficoltosamente, tra passi avanti e corse indietro, marcia verso una sorta di evoluzione. I vari personaggi si muovono nel tempo, cambiando sesso, ma mantenendo la loro pulsione verso il bene o verso il male.
Nel XIX secolo un avvocato si reca in Australia per comprare degli schiavi. Durante il viaggio di ritorno il suo amico e compagno di viaggio, Henry Goose, lentamente lo avvelena. Nel 1936 un giovane musicista omosessuale diventa lo scrivano di un anziano compositore. Nel 1973, una giornalista scopre un complotto per causare un incidente nucleare negli Stati Uniti. Nel 2012 un editore deve scappare da suo fratello e dai criminali che lo ricattano. Nel 2144 un giovane clone diventa il simbolo della resistenza contro la superpotenza che controlla il mondo. Infine, in un futuro indefinito, su la Terra tornata all’età della pietra, i sopravvissuti cercano un modo per ricongiungersi con gli esseri umani fuggiti alla vigilia dell’Olocausto.
Mentre nel libro di Mitchel ciascuna storia è raccontata in un capitolo, i Wachovski decidono di raccontarle in un continuo intrecciarsi e soprapporsi.
I gangli della storia umana ripercorrono le diverse sequenze e le note dell’Atlante delle nuvole, in cui gli esseri umani si muovono nel cielo proprio come nuvole, sospinti da una forza invisibile. A raccontarcelo è proprio l’ultimo personaggio, interpretato da Tom Hanks, il quale (spoiler alert) è l’unico a uscire dal cono d’ombra di una vita vissuta nel male per arrivare a sconfiggere i propri demoni.
Le storie sono appassionanti? Un po’, forse telefonate. Il film però è magistralmente pensato, diretto e prodotto. Ovviamente i Wachovski danno in meglio negli episodi di fantascienza, ricordandoci il loro passato di Matrix, alla continua ricerca di un eletto che riesca a elevare il genere umano e a liberarlo dalla schiavitù, quella dei corpi e anche quella delle anime.
È bello? Si. Lo rivedresti? Si, perché necessita di diverse visioni per lasciare sedimentare tutti i suoi strati ma con, nell’ordine, due Red Bull e un bel sacchetto pieno di gommose. Lo condivido emotivamente e concettualmente? Francamente certe idee e teorie mi sembrano buone per casalinghe frustrate ma non va dimenticato che è sempre intrattenimento di massa.

forrst gump**** La vita è come una scatola di cioccolatini: non sai mai cosa ti può capitare

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: