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Visioni successive – Ma ve lo ricordate Troisi che cerca di spostare il vaso? Avrebbero dovuto fargli vedere Chronicle

L’idea di supereroe sta cambiando. Di strisce ne sono passate sotto i ponti dal ragazzo morso dal ragno atomico all’alieno precipitato sulla terra con poteri straordinari, all’uomo ordinario che si fa straordinario per combattere il male. Il realismo è entrato sempre di più nelle dinamiche dell’immaginazione a partire dai Watchmen – in cui i supereroi cambiano il contesto storico e sociale – fino al Cavaliere oscuro. Poi ci sono Kick-Ass, Super… oggi è la volta di Chronicle. Al di là di tutte queste pippe teoretiche, la verità è che il film di Josh Trank, scritto con il figlio d’arte Max Landis, è una risposta al nostro Massimo Troisi che, qualche decennio fa si faceva immortalare davanti a un vaso mentre cercava di spostarlo sostenendo “Se io sposto questo vaso ho risolto tutti i problemi della vita mia”. A quanto pare non è così visto che (SPOILER) in Chronicle fanno quasi tutti una brutta fine.
Il film di Trank colpisce per la scelta stilistica: il found footage. Una scelta particolarmente riuscita e che conferisce una straordinaria fluidità al racconto senza risultare mai forzata. Andrew è un adolescente difficile, non ha amici se non il cugino Matt, una madre malata terminale di cancro, un padre violento e ubriacone che lo maltratta. Una sera Matt lo porta a una festa. Insieme alla sua inseparabile telecamera riprende il ritrovamento di una grotta sotterranea proprio insieme a Matt e a Steve (il classico ragazzone americano, candidato alle elezioni scolastiche per il rappresentante dei studenti, di buon cuore). Nella grotta, troveranno una roccia misteriosa. Dopo il contatto i tre svilupperanno degli incredibili poteri telecinetici. Mentre all’inizio i ragazzi giocano e si divertono con i nuovi poteri, la progressiva e inarrestabile alienazione di Andrew lo porta a cedere al lato oscuro.
Anche se indirettamente, Chronicle riflette su una delle frasi più celebri dell’universo fumettistico: da grandi poteri derivano grandi responsabilità. Lo status sociale di “inseriti” di Matt e Steve li porta a vivere serenamente i nuovi poteri, a darsi delle regole (“Mai contro altri esseri viventi” per citarne una); invece Andrew va alla deriva prima rivolgendo proprio contro gli amici il potere e, infine, contro gli altri. In ciò, il richiamo a Carrie è fortissimo.
Il film per tre quarti dipinge un quadretto anche un po’ naif dei tre “supereroi” intenti a giocare a football tra le nuvole e che sognano un viaggio in Nepal per poi esplodere in un finale impressionante e distruttore. Come scritto il found footage funziona è gradevole, elastico e Trank è molto concentrato sulla necessità di realizzare un prodotto credibile da questo punto di vista. Missione compiuta.

***½ Non hai mai sentito nominare il Millenium Falcon?

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