Vai al contenuto

Visioni (di molto) successive – I piccoli amici a cui Canet dice delle bugie

Ogni volta che leggo Andrea Occhipinti nel cartello iniziale di un film, penso a Bo Derek. È un riflesso immediato. Sarà per questo che ho impiegato tre mesi abbondanti a comporre queste poche righe su Piccole bugie tra amici. Sarà poi che nel film c’è Marion Cotillard, i miei pensieri hanno divagato di continuo. Ormai i miei ricordi sono affievoliti ed è un miracolo che non sia diventato cieco.

La pellicola offre esattamente ciò che promette dal titolo: una bella comitiva di amici, c’è il riccone (Max), c’è la giornalista tormentata che non vuole coinvolgimenti sentimentali (Marie), c’è quello traumatizzato da una donna che ha perso e vuole assolutamente riconquistare (Antoine), c’è l’attore incapace di amare e che passa vorticosamente da un rapporto all’altro (Eric), c’è il buffone del gruppo (Ludo) e c’è anche chi confusamente pensa di essere innamorato del migliore amico (Vincent nei confronti di Max). Proprio questi ultimi due personaggi saranno da catalizzatore delle ansie dei singoli. Perchè se il buffone si schianta contro un camion una mattina all’alba di ritorno dalla discoteca (dopo un bellissimo piano sequenza), la confessione dell’amore di Vincent nei confronti di Max acuisce una serie di tensioni, (piccole bugie per l’appunto) che ciascuno dei personaggi dice a se stesso e a chi gli sta intorno. La scena fuori dell’ospedale quando gli amici si incontrano dopo essere andati a trovare Ludo è emblematica: dietro lo shock, malcelato si nasconde il desiderio di consumare lo stesso la vacanza a casa di Max. Così la comitiva parte ma le ferie saranno un disastro, con la tensione tra Max e Vincent che esplode in un paio di occasioni, mentre tutti i limiti delle persone incontrano quelli del vicino, in una conflittualità a tratti mal gestita, un campionario di miserie a cui solo l’affetto per la condivisone di tanti momenti riesce a salvare.

Il racconto scorre bene ed è molto divertente, con qualche lungaggine di troppo, forse qualche sentimentalismo da evitare. Delizioso come Canet passa da un personaggio all’altro mostrandocelo in tutte le sue debolezze, nelle loro piccolezze, con simpatia ma anche con severità, spesso non perdonando nulla.

Il regista ha dichiarato che il film è nato come una sorta di analisi psicoanalitica su se stesso e i rapporti avviati nella sua vita. Se è così, non so se essere contento se ha degli amici come quelli descritti qui. A parte Marion, sia chiaro.

**** La vita è come una scatola di cioccolatini: non sai mai cosa ti può capitare

One thought on “Visioni (di molto) successive – I piccoli amici a cui Canet dice delle bugie Lascia un commento

  1. Piano sequenza effettivamente molto bello, ma da qualche parte uno stacco c’è per forza! 🙂 Il regista ci si è impegnato molto forse perchè sapeva che il resto del film non avrebbe dato grandi occasioni di realizzare cose visivamente mirabili.
    Il funerale l’avrei fatto più asciutto, e sulle lungaggini sono d’accordo. In generale, forse, 4 stellette sono troppe, ma de gustibus… 🙂

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: