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Visioni successive – Operazione nostalgia ed Erik Estrada

La stella del cinema muto George Valentin incontra una giovane comparsa, Peppy Miller, durante le riprese di uno dei suoi tanti successi e le dà un consiglio che la aiuterà a fare carriera. La stella di Valentin rapidamente si eclissa con l’avvento del sonoro mentre Peppy raccoglie un successo sempre maggiore. Lui scende rapidamente tutti i gradini della disperazione: troppo alcool, troppi negozi di pegni, fino a una disperata notte in cui dà fuoco all’archivio con i suoi film. Lei, diventata grande nella venerazione di Valentin, lo aiuta a tornare se stesso e gireranno insieme un ultimo film accompagnato solo dal suono dei loro numeri di tip tap.
The artist è un film su esso stesso. La pellicola che alla fine girano insieme Peppy e George è The artist stesso, in un continuo gioco di rimandi e specchi, come i manifesti, i cartelloni pubblicitari che alle spalle degli attori raccontano il loro stato d’animo come e meglio dei pannelli che intervallano i dialoghi. Sì, perché forse ho dimenticato di scrivere che The artist è un film muto o, forse meglio, in cui i protagonisti si esprimono per la maggior parte del tempo senza la voce. The artist è un film sulla privazione volontaria della parola in un’epoca in cui urlare sembra esser l’unico modo per farsi ascoltare, una piccola favola un po’ scopiazzata da Viale del tramonto (infatti il regista Hazanevicius ha ringraziato tre volte Billy Wilder nel suo discorso di accettazione dell’Oscar) su un tempo come il nostro spesso inquinato da troppo dialoghi vomitato addosso agli altri solo per vanità.
The artist ha vinto l’Oscar 2012 per il Miglior film e la regia, George Valentin – al secolo Jean Dujardin – quello per il Miglior Attore protagonista. The artist è un grande film? No, un bel film molto paraculo su un mondo che non c’è più, un nostalgico Come eravamo che, come ha raccontato Woody Allen nel suo Midnight in Paris, non puó far dimenticare che dobbiamo cercare di fare grande il nostro tempo. In ciò Hugo Cabret è una pellicola ancora più grande e riuscita anche se più complessa: Scorsese rievoca quel mondo dei pionieri e artigiani del cinema muto raffigurato in George Mèlies per spronare (e spronarsi) i nuovi artigiani e pionieri del 3D ad essere audaci e amare la magia del grande schermo. In The artist c’è nostalgia e malinconia, emozioni che hanno avuto presa più forte sui membri dell’Academy – tra cui ricordo figurano Lorenzo Lamas e Erik Estrada.

***½ Non hai mai sentito nominare il Millenium Falcon?

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