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Serial&Co(cci) – Ci vediamo in un’altra vita, fratello

lunedì, 31 maggio 2010

E così è finito. Tutto ciò che ha un inizio ha anche una fine a meno che i produttori non decidano di spremere l’arancia fino in fondo. Invece, dopo sei indimenticabili anni Lost è finito. Già questo lo apprezzo e vorrei tanto, tra qualche anno, non trovarmi di fronte a “Lost: the next generation”,  “Lost: the Dharma experience” o “Lost: the Hugo years”.

losttheend

È probabilmente aria fritta ma Lost ha cambiato le serie in tv, oltre ad essere probabilmente qualcosa di molto vicino alla più bella mai andata in onda, tolta forse la prima stagione di Twin Peaks. In queste ore di abbandono, dubito che potrò ritrovare il senso di attesa ma anche di empatia e affetto per così tanti personaggi, tutti insieme. A volte sentivo di voler bene perfino al fumo nero. Mi tremano i polsi a pensare a questa perdita.


occhioIn Lost un gruppo di sopravvissuti a un incidente aereo precipita su un’isola, apparentemente deserta, presto scopriranno di non essere soli, che quel pezzo di terra brulica di esistenze terrene e ultraterrene, nasconde misteri, mostri, miracoli e dannazione.

Lost ha cambiato le serie televisive perchè mai, prima di essa, era possibile godere così tanto dentro una singola puntata: con un cast incredibilmente nutrito (14 personaggi nella prima serie) gli autori hanno strutturato ogni episodio in due, con la storia principale che segue i protagonisti sull’isola, e dei flashback, dei flashforward e addirittura dei flashsideways che seguono le vicende di ciascuno dei personaggi nella sua vita prima dell’incidente, dopo e in un futuro alternativo (chiamiamolo così, poi ci torneremo sopra).

I flashback tendono progressivamente ad allargarsi andando sempre più lontano nel tempo nelle vicende dei personaggi, fino a rivelare il “peccato” originale, la ferita nella loro esistenza.

I flashforward raccontano delle vicende future anche rispetto al “presente” dell’isola, accorgersene fu una rivelazione.

La natura del flashsideways è abbastanza dibattuta in queste ore: mi piace chiamarla una vita di decompressione, in cui i personaggi “attendono” che tutte le persone legate in modo profondo l’una all’altra dall’isola possano portare a termine la loro esistenza, farsi una ragione della sua fine (“let go”) e muoversi verso un’altra vita (“move on”), in cui continueranno ad essere legati e collegati .

Non solo sono state mescolate le tecniche narrative ma anche i generi: nel dna della serie c’è l’horror (sull’isola di cela un mostro di cui scopriremo la natura molto lentamente e dietro ogni angolo si nasconde un pericolo), un po’ di sci-fi, un pizzico di fantasy e naturalmente i lati più intrinsecamente di intreccio narrativo, con le vite dei personaggi che si dipanano, si incrociano, si sovrappongono.

Dopo sei stagioni e 121 episodi, la fine dell’ultima puntata ha, in un certo senso, alimentato i dubbi e i quesiti che si sono aperti nella mia testa, come i nervi nella dura madre lacerata nell’intervento che Jack racconta a Kate nel primo episodio (uno dei miei momenti televisivi preferiti di sempre). E al di là della necessità di rigore che ho letto nei commenti in tanti forum di appassionati, rifletto ora con maggiore pacatezza che Lost, in fondo, non è stata, o non del tutto, una serie su un gruppo di naufraghi su un isola misteriosa, quanto la storia di un gruppo di naufraghi della vita, che sull’isola cercano di vincere le loro insicurezze, le paure, i demoni del passato che li perseguitano, e cercano una catarsi, una resurrezione, in bilico tra seguire il destino o decidere il proprio corso.

In tutto questo ci sono due grandi pulsioni fondamentali: scienza o fede, incarnate dai due personaggi più importanti, Jack Shephard e John Locke. Il primo è è un medico, vuole aiutare il prossimo affidandosi agli strumenti a sua disposizione, ovvero la logica e la scienza; Locke è un paralitico che sull’isola recupera l’uso delle gambe e crede subito al potere da essa espresso.

I due poli sono individuabili anche nella continua dicotomia bianco-nero di cui è intrisa tutta la serie, fin dai primissimi episodi, quando Locke trova un backgammon e spiega a Walt: “Due giocatori, bianco e nero, luce e oscurità”. L’emozione fu forte quando si scoprirono i due giocatori dell’isola, Jacob, il guardiano, e il fratello che scopriremo poi essere stato trasformato proprio dal fratello in una sorta di demone. Bene e male.

In questo la serie è esaustiva, sul resto hanno lasciato la giusta vaghezza per farci accapigliare online alla ricerca di risposte, su cosa sia la sorgente, cosa sia l’isola, se Hugo ha “regnato” o è stato semplicemente un sogno.

L’ultima puntata

Cosa è accaduto con The End? Jack distrugge il mostro di fumo, in sostanza il lavoro per cui furono chiamati da Jacob lui e gli altri candidati. Per farlo manda Desmond nella sorgente dell’isola (il cuore che Jacob ha sempre dovuto proteggere) a spegnere “la luce”; ciò ne interrompe l’influsso sull’isola (e probabilmente anche nel mondo) e annulla tutte le regole fisiche e metafisiche che l’hanno regolata. Così il fumo nero torna un essere umano e soprattutto mortale. Jack uccide Locke/Fumo nero ma l’isola sta sprofondando nel mare, per impedirlo deve rimettere a posto “l’interruttore” spento da Desmond, sa che il compito gli sarà fatale e incarica Hugo “Hurley” di prendere il suo posto quale guardiano. Jack riattiva l’isola mentre Kate, Sawyer, Claire, Alpert, Miles e Lepidus salgono sull’aereo Ajira e fuggono via. Jack si corica nello stesso lembo di terra che lo accolse nella prima puntata, guarda in alto, vede un aereo, il cane Vincent corre da lui, l’occhio di chiude. Il cerchio aperto con l’occhio di Jack spalancato nel primo episodio si chiude sei anni dopo. Si chiude la vicenda del flashsideways in cui è chiarificatore l’incontro tra Jack e il padre Christian Shephard che fa capire come le vicende si svolgono in un tempo lontano dalle vicende dell’isola, anzi fuori dal tempo, un modo e un luogo in cui tutte queste persone che hanno vissuto insieme un momento tanto importante della loro vita si ritrovano per passare insieme al livello successivo. Una sorta di purgatorio o limbo per “farsene una ragione”, probabilmente del fatto che la propria esperienza “umana” è terminata e poter passare al livello successivo. Mi piace pensare si tratti di un’altra vita, in cui queste anime continueranno a interagire.

Questo l’ho giudicato molto bello e toccante: l’idea che quando ce ne andremo da questa vita lo faremo insieme a tutte le persone che abbiamo amato. Cosa volete di più dalla vita?

L’ultima puntata di Lost è stato il file più scaricato nella storia di BitTorrent. Circa 900 mila download nelle 20 ore successive alla trasmissione. Il 15% erano australiani che avrebbero potuto assistere alla puntata solo 10 giorni dopo, mercoledì 3 giugno. Come li capisco.

Cosa è la luce?

In rete ci sono molte teorie. Cellule primordiali dalla cui successiva differenziazione e moltiplicazione siano derivate tutte le forme di vita; una porta su degli universi alternativi, quasi un buco nero dentro la Terra che causerebbe l’elettromagnetismo. Secondo alcuni funziona come un reattore nucleare e l’acqua della sorgente è il sistema di raffreddamento, se si surriscalda l’aumento della temperatura travolge l’isola e il nostro mondo.


Cosa è l’isola?

Un luogo dove si mantiene l’equilibrio tra il Bene e il Male. Su questo gli stessi sceneggiatori sono stati abbastanza chiari. Non è l’al di là, il purgatorio o un altro luogo metafisico o ispirato a una religione o filosofia.


Qual è il nome di Smockey?

Il nome del fratello gemello di Jacob non è mai svelato. Facendo delle ricerche “bibliche” ho recuperato il nome di alcuni degli angeli caduti che hanno seguito Lucifero, Saumel e Jeremiah. La mia ipotesi numero uno era Jeremiah, essendo Jeremy Bentham lo pseudonimo di Locke. Invece, fonti interne alla produzione hanno accreditato Samuel come nome di Smockey.

È più figa Juliet/Elizabeth Mitchell o Kate/Evangeline Lilly?

Il dubbio mi ha attanagliato per anni. Evangeline fa più sesso, Elizabeth è più dolce, accogliente. Sawyer se le tromba tutte e due, il che la dice lunga su chi sia stato il maschio dominante sull’isola.

In attesa per il dvd con tutte e sei le stagioni

Season 6 DVD Cover and Set2Godete

L’uscita del dvd e blu ray di tutte e sei le stagioni di Lost è fissato negli States per il 24 agosto 2010. Sono previsti graditisimi gadgets. Su tutti il gioco egizio con cui si dilettano per anni Jacob e suo fratello. Ma la chicca, a quanto pare, sarà un’altra. Come anticipato da alcune voci incontrollate dei giorni scorsi, Jorge Garcia – l’attore che interpreta Hugo – ha confermato che nel confanetto con le sei stagioni di Lost ci sarà “Epilogo”, ovvero una puntata extra di 20 minuti con lui e Michael Emerson (Ben Linus), che racconterà cosa è accaduto sull’isolo dopo la morte di Jack. A tutti gli effetti un extra eccezionali.

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