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Visioni successive – La peggior settimana della mia vita è quella in cui esce I solidi idioti… e questo film

peggiorsettimanaNella domenica funestata dall’arrivo nelle sale, il venerdì precedente, de I solidi idioti, mi reco tosto a guardare La peggior settimana della mia vita. Un tentativo che sarebbe da elogiare di commedia italiana sofisticata, e di genere. Mi dispiace affermare che l’ho trovato un film scontato, elementare, telefonato, banale, con una costruzione narrativa a prova di terza elementare e di fans di Mr. Bean e anche de I solidi idioti, con gag degne di 30 o 40 anni fa, da varietà o carosello. Paragoni senz’altro garbati ma il mondo è andato avanti anche e non solo nella direzione de I solidi idioti. La macchietta del tizio che si fa una canna, scende le scale lungo il corrimano e travolge la nonna mandandola all’ospedale, questo, per carità, no. No. risparmiatemi, poi, le lacrime della Capotondi ai piedi del letto di sofferenza della suddetta nonna che la implora di lasciarla sposare con uno degli idioti più idioti che si siano mai visti e che, se non fosse per l’incidente di cui sopra, non meriterebbe neanche di far parte di un film che si intitoli La peggior settimana della mia vita. E che sarà successo? Una collega di lavoro è ossessionata da te? Fosse Milena Vukotic da giovane capirei ma è Chiara Francini a cui hai dato una botta, due anni fa, il che a me sembra molto di più di quello che un imbranato come il Paolo di Fabio De Luigi possa aspirare. Invece, poi si becca la Capotondi. Hai ammazzato il cane della tua futura suocera? Distrutto il muretto antistress di tuo suocero? E vabbè, che sarà mai? La sartoria ti ha consegnato dei pantaloni troppo corti? Non ci rompere i coglioni con un film però. Il tutto condito da una proiezione sfortunata iniziata con un audio assente e un taglio per l’intervallo nel bel mezzo di una battuta. Sembrava un 3D di nuova generazione, un cinema verità, quasi teatrale, mancava il tizio che ti rovescia addosso l’aranciata ghiacciata o il caffè bollente. Che ridere. Ah. Ah. Ah.
Tanta banalità un po’ mi dispiace da De Luigi e dallo sceneggiatore di Happy Family, Alessandro Genovesi, pellicola che non brillava per originalità, ad essere sinceri, ma che, visto il panorama deprimente del cinema italiano, accolsi come una boccata di ossigeno. Be’, possiamo dire che La peggior settimana della mia vita è un po’ una puzzetta mollata in un ascensore pieno. Un’altra gag alla Mr. Bean di cui non sentivo la mancanza. Quando si aprono le porte al mio piano? Voglio scendere.
 

2**
Ragazzi, state commettendo un grosso sbaglio.

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