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Prima visione – Una lanterna (verde) nel buio

verdeDopo una pausa di poche settimane, i cinema ricominciano a produrre supereroi. In 3D. Come il debito pubblico italiano, più diciamo che è sbagliato e più Buoni del tesoro immettiamo nel mercato. Lanterna verde poi è pericoloso. È un esaltato pazzo che vede nemici ovunque e si è messo in testa di salvare la Terra. Non scopa, al di là di quello che possa sostenere la propaganda di partito che tende a mettere in giro voci sulle sue conquiste. Ciò lo rende particolarmente nervoso. Lanterna Verde vuole abbattere il debito pubblico chiudendolo in una scatola e lanciarlo dentro il Sole. È disposto a portarlo lui stesso con la sua vecchia sportiva arrugginita. Niente tasse, solo la forza di volontà. Basta pensarlo. Andate a dirlo a Trichet, qui raffigurato con un capoccione e quasi nascosto dal fumo delle sue puzze. Ma quelle di Lanterna verde sono ricette già viste e sentite che giungono fuori tempo massimo, indigeribili per cittadini che…
 
Ops, scusate ho letto troppo La Repubblica. 
 
Non so molto di Lanterna verde. Al di la di tutte le menate su una polizia intergalattica che mantiene l’ordine e la giustizia nell’universo, il cuore della storia è la cara vecchia lotta tra la volontà e la paura, il refugium peccatorum degli sceneggiatori. La prima garantisce la forza degli Axel Foley spaziali, la seconda alimenta e rende sempre più forte un mostro che si chiama Parallax e che assomiglia a Galactus. É un po’ la Forza contro il Lato oscuro. In uno dei confronti tra Parallax e Lanterna verde (va bene se lo abbrevio in Lanterna? Ok? Ci siete?) il primo dice al secondo "Sento crescere la tua paura". Capito? Sentite squillare una campanella nella testa?
Insomma, qui siamo al livello di istinti primordiali. Yin e Yang. Il copia e l’Incolla. Il corpo delle Lanterne Verdi è costituito da guerrieri senza paura e con una forza di volontà capace di superare qualsiasi ostacolo. Un anello li sceglie dando il potere di realizzare qualsiasi cosa siano capaci di immaginare e di renderli invincibili grazie alla forza di volontà. Però c’è questo tizio che vuole divorare la paura di tutta la Terra per poi andare a fare il culo ai Guardiani dell’universo (capito? Qui si punta al Sole. Guardiani dell’universo mica dei Berlusconi qualsiasi) che millenni prima lo avevano cacciato e imprigionato su una roccia ai confini dell’universo (cazzo credo che girerebbero le palle anche a Gandhi se lo tenessero legato sottoterra per un periodo di tempo indefinito, mentre sulla Terra tutti fanno festa con i soldi presi in prestito con i bond… Scusate è ancora Ezio Mauro che scrive). Sono i Guardiani che hanno creato le Lanterne e dato loro l’energia per combattere il male.
A questo punto avrete capito che nel film di Martin Campbell (sic!) è tutto bianco o nero, coraggio o paura, bene o male, giallo o verde. Roma e Lazio. Buoni e cattivi sono onnipotenti e, al di là dello sturbo iniziale (cazzo questi eroi possono fare tutto, come Draghi e Trichet e gli speculatori) la cosa alla lunga non è molto divertente. Sembra un film giunto fuori tempo massimo, fuori posto in un tempo in cui tutto è sfumato, elaborato, niente è come sembra e tutti hanno ragione, hanno le loro motivazioni.
Il cast si appoggia a una sceneggiatura che ha imparato il trucchetto di qualche battuta qua e là per alleggerire i discorsi drammatici su mondi distrutti e debito pubblico fuori controllo (certo cazzo peró che a casa il Tg di La7 mi stressa con la fine dell’economia e della cultura occidentale come noi la conosciamo, poi vado al cinema per distrarmi e un capoccione fatto di fumo vuole conquistate e distruggere il mondo, non in quest’ordine-cazzo dateme pace). Bella Blake Lively, di una bellezza d’altri tempi ma perfettamente in linea con il nostro. Infatti è una secca, ha tutte le curve al posto giusto e vincerà il Premio Oscar per la migliore ciocca di capelli.

 
2**
Ragazzi, state commettendo un grosso sbaglio.
 

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